Ignoranza Intenzionale

In un recente articolo sul WSJ, Jason Zweig autore del libro Il Piccolo Libro che Salva i tuoi Soldi ha commentato un tipico comportamento degli investitori, quello dell’ignoranza intenzionale.

In un sondaggio americano condotto tra investitori benestanti è emerso che le aspettative di lungo periodo per un investimento bilanciato è del 8.5% in termini reali. Questo significa 2.5% da bond e 12.5% da azioni su un portafoglio bilanciato 50/50. Tutto può succedere, ma che con le valutazioni di questi mesi l’azionario possa fare di più della media storica ci pare un attimino azzardato.

Ottimismo ed eccesso di fiducia nei propri mezzi e capacità (o di quelle dei consulenti finanziari) genera aspettative decisamente irrealistiche, fonte di delusione in futuro. In realtà l’ignoranza intenzionale è proprio la volontà di rifiutare una realtà che di fatto minerebbe i nostriu progetti e soprattutto comporterebbe sacrifici (di risparmio) ulteriori. Preferiamo mettere la testa sotto la sabbia, cullarci con ricorsi storici irrealizzabili oppure pensare di essere i più furbi facendo meglio, molto meglio del mercato. Continua a leggere

Fatti delle domande, datti delle risposte

Una delle leggende metropolitane presente nel mondo dei fondi di investimento a gestione attiva è quella della (presunta) protezione maggiore che questi prodotti offrono nelle fasi negative di mercato. Ne abbiamo già parlato in questo post, ma ci conforta sapere che anche un “santone” dell’editoria finanziaria come Jason Zweig ha di fatto smontato questa idea distorta del vantaggio competitivo della gestione attiva durante i ribassi.

Personalmente credo che la gestione attiva offra comunque qualche vantaggio sia nelle fasi di discesa che di salita, ma solo in alcune particolari nicchie di mercato e comunque in termini non così eclatanti come qualcuno sistematicamente vuole farci credere. Del resto come ben sapete in finanza il gioco è a somma zero e se investiamo in fondi (ed anche ETF) il banco vince sempre.

L’autore del best seller Il piccolo libro che salva i tuoi soldi. Come avere la meglio su mercati rischiosi, sui truffatori e su voi stessi ha citato sul suo blog una ricerca condotta dal professor Rui Dai della Wharton Research Data Services. Lo studio ha preso in considerazione le performance dei fondi a partire dal 1962 ed il risultato non può certo dirsi esaltante. Continua a leggere

Avete visto il market timing?

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Post dedicato agli amanti del market timing ed a coloro che pensano di essere più furbi degli altri sul mercato finanziario.

Lo ripeto, nel breve periodo (e parlo anche di mesi) esistono ottimi analisti/trader capaci di battere il mercato. Personalmente e per conto terzi, anche una piccola parte del mio patrimonio è affidata ad un genere di crescita (rischiosa) potenziale di questo tipo. Piccola parte per un rischio sopportabile, parole da ripetere all’infinito perchè qui non stiamo parlando di investimento, ma di speculazione.

Il lungo periodo è però un’altra cosa e non credo esista nessuno in grado di prevedere il futuro andamento dei mercati finanziari.

Ricordando sempre che la finanza è un gioco a somma zero (anzi peggio), credo molto utile ricordare cosa succede cercando di evitare le fasi discendenti del mercato e contemporaneamente inseguire l’utopia di prendere, ovviamente, solo il buono.

Siccome nessuno ha la sfera di cristallo, il rischio è quello di far parte del drappello di coloro che si perdono per strada i migliori 30 giorni delle borse.

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https://www.fidelity.com/viewpoints/investing-ideas/strategies-for-volatile-markets

E ricordate sempre che indietro non si torna!

Buy and Hold oppure Momentum?

Su questo blog cerchiamo la massima obiettività di analisi e quindi cerchiamo di pubblicare commenti ad analisi o articoli che in un certo senso vanno in direzione opposta a quella che spesso indichiamo come corretta pratica di investimento.

Oggi ad esempio ci fa piacere citare questo articolo http://www.investresolve.com/blog/using-time-series-momentum-to-intentionally-miss-the-best-months-yes-really/ .

Premesso che ogni back test lascia il tempo che trova visto che informazioni e condizioni sono diverse in ogni momento storico (quindi non siamo in grado di sapere come si sarebbero comportati gli operatori a quel tempo se avessero avuto accesso alle condizioni di oggi), quello presentato in questa analisi è interessante perché mette a confronto il classico buy and hold con il market timing, due argomenti spesso trattati su questo blog.

Nello specifico vengono evidenziati i vantaggi di una corretta pratica di market timing basata sul momentum rispetto al classico e poco sexy buy and hold. Chi vi scrive è d’accordo su una gestione parzialmente attiva delle asset allocation (comprare asset a sconto con ottica di lungo periodo non è mai una cattiva idea se si mantiene dritta la barra della diversificazione),  ma alla fine di tutto bisognerebbe chiedersi se un operatore (che sia professionale o no) è in grado di sostenere questa attività in modo metodico e ripetitivo per tanto tempo ed a quali costi. Continua a leggere

Nati negli anni sbagliati

Qualche purista storcerà il naso, ma il rendimento di un investimento azionario vede nella fortuna una componente di peso non irrilevante.

Se l’ultima generazione ha aspettative di vita media più elevate di quella precedente, nascere oggi o fra 10 anni o fra 30 non garantirà necessariamente rendimenti superiori a quelli precedenti dal punto di vista finanziario. I tassi bassi oltre  tutto rendono ancora più complicato fare previsioni. Non tanto perché è incerto il rendimento dei bond (quello ahinoi è già noto da qui a 30 anni ovviamernte portando a scadenza l’0bbligazione acquistata oggi), quanto perché è incerto quello dell’unico asset in questo momento in grado di promettere rendimenti di una certa consistenza, l’azionario.

La cosa può sembrare banale, ma l’anno di nascita ha giocato (e giocherà sempre) un ruolo fondamentale nel nostro/vostro futuro finanziario. Ci sono periodi di bassa redditività ed altri di alta, c’è solo un piccolo problema. Non sappiamo in anticipo quali saranno questi tempi, rassegnamoci.

Se osserviamo il grafico dei rendimenti a 20 anni del Msci World vediamo come negli ultimi 50 anni ci sono state persone fortunate come quelle nate nel 1978 che hanno potuto guadagnare il 14% all’anno ed altre, come quelle nate nel 1989, che nel 2009 raccolsero solo il 4% all’anno dai loro investimenti. Continua a leggere

L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 2°trimestre 2017)

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth partito ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno, a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

La nostra volontà era quella di mostrare ai lettori che è possibile costruire portafogli efficienti anche con importi modesti. Realizzato tramite strumenti a replica passiva (ETF), l’obiettivo è quello di minimizzare il costo dell’investimento con al massimo una decina di strumenti compresi all’interno del portafoglio.

Alla fine del primo trimestre 2017 il montante era di poco superiore ai 57.500 Euro in quella che definimmo una performance eccezionale (+2.8%) considerate le premesse della partenza e la durata temporale di appena tre mesi trascorsi.

Non siamo stati smentiti ed il mercato ha richiesto indietro una parte tutto sommato non così significativa di performance. Al giro di boa dell’anno arriviamo così con una performance del 2.38% ed un montante di poco superiore ai 57.300 Euro.  Diventa così +14.5% l’apprezzamento del capitale dalla partenza di questo investimento nel 2015, risultato al netto di costi quantificabili in 0.27% annuo.

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Felicità e Soldi

Daniel Kahneman può essere definito il maestro per eccellenza della finanza comportamentale.  Ogni volta che ascolto un suo intervento trovo tanti spunti di riflessione.

E’ quindi con grande interesse che vi segnalo il monologo che lo stesso premio Nobel per l’economia ha tenuto per il canale video online Ted.com.

Cliccate sul video e scegliete i sottotitoli in italiano nell’icona in basso a destra.

Il video non è strettamente collegato alla finanza, ma parla di felicità. Felicità anche legata al denaro, al suo valore reale e percepito.

E’ vero che i soldi non fanno la felicità, ma indubbiamente aiutano nel tentativo di trovarla. E’ vero che i soldi non sono tutto nella vita, ma sarebbe ipocrita dire che non rappresentano delle solide fondamenta per vivere sereni. Chi nega il contrario è, a mio modo di vedere, un frustrato pieno di invidia oppure una persona priva di ogni forma di ambizione. Volenti o nolenti il genere umano è fatto per progredire, non per vivacchiare nell’apatia.

Personalmente ammiro chi si è fatto da sè creando imperi imprenditoriali. Lo ammiro ancora di più se svolge attività filantropiche. In fondo senza queste persone altre non potrebbero lavorare, avere una casa, una famiglia, ecc…Quando però entra in gioco l’ingordigia, la disonestà, la corruzione ritengo che il giudizio debba essere netto e soprattutto di esclusione. Non accetto che personaggi di questo genere possano dare qualsivoglia lezione alla gente comune e perbene.

Detto questo e tornando al video, magari non troverete spunti di investimento, ma per quello che mi riguarda vedrete ed ascolterete 20 minuti di alta qualità intellettuale. Buon ascolto.

 

Libri consigliati:Daniel Kahneman – Pensieri lenti e veloci (Saggi)

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Le sirene dei bonus offerti dai broker di opzioni binarie

Un nostro fedele lettore ci ha proposto di pubblicare un articolo sul mondo, non sembre limpido e trasparente,delle opzioni binarie. Volentieri diamo spazio a questa voce ricordando sempre l’altissimo tasso di speculazione (e quindi di perdite) di questo mondo che assomiglia più ad una slot machine che ad un investimento. Buona lettura.

Il trader che oggi vuole cominciare la sua avventura nel mondo del trading online su opzioni binarie è obbligato ad aprire un conto sul sito di un broker. La scelta del broker migliore è ardua, anche perché le proposte commerciali delle diverse società sono veramente interessanti, a volte forse anche troppo. Elemento questo che giustifica una maggiore attenzione nella scelta di coloro ai quali verranno versati i propri soldi per un’attività ad elevato rischio (anche di perdita di denaro). Continua a leggere

Speciale Asset Allocation: Swensen Portfolio

Proseguiamo nella nostra analisi delle asset allocation più “gettonate” negli Stati Uniti. Questa settimana ci occupiamo del portafoglio di David Swensen, il celeberrimo responsabile degli investimenti della Yale University dal 1985 ed autore del libro Unconventional Success: A Fundamental Approach To Personal Investment.

Di fatto questa è una variante dell’analisi presentata nel post “Speciale Asset Allocation: The Ivy Portfolio”.

Quella che vedete qui sotto è la composizione semplificata di questo portafoglio modello (ovviamente sempre tarata sull’investitore americano). Ancora una volta la fonte è Portfogliocharts.com.

30% Azioni America

15% Azioni Internazionali mercati sviluppati (ex-Us)

5%  Azioni Mercati Emergenti

15% Tips (Treasury Inflation Linked)

15% Treasury Bond Usa (scadenza 5-7 anni)

20% Reit

Come si è comportato questo portafoglio dal 1972 ad oggi?  Al netto dell’inflazione e al lordo di eventuali commissioni e tasse, il grafico riportato qui sotto mostra  il risultato storico dello Swensen Portfolio. Un rendimento medio annuo del 6,5% con una volatilità del 11,6%.

swan Continua a leggere

Rendimento a scadenza…ma in quanto tempo?

Parto da un sondaggio fatto su Twitter da Newfound Research . L’oggetto del contendere era quanto del ritorno di un investimento obbligazionario americano a scadenza costante (10 anni) dal 1981 al 2012 (periodo di ribasso secolare dei tassi) fosse da imputare in termini percentuali all’apprezzamento di prezzo e quanto al flusso cedolare.

Un tema molto spesso dimenticato dagli investitori che si focalizzano sui rendimenti del passatoo che tendono a dimenticare l’importanza del flusso cedolare.

Tornando al sondaggio la metà dei followers della società americana si è espressa indicando in oltre il 50% di ritorno attribuibile al movimento ribassista dei tassi e quindi all’apprezzamento del bond.

Alla ricerca della verità (che ovviamente non è questa), Newfound Research  ha scomposto in tre parti il ritorno dell’investimento. Cedola, variazione prezzo dovuta alla variazione tassi e rendimento di rolling (vendo il decennale diventato a 9 anni di scadenza per ricomprare un 10 anni al fine di mantenere costante la durata).

Il risultato è spiegato dal grafico che già vi fa capire come il luogo comune esce distrutto. Continua a leggere