Semplici Idee per Determinare le Vostre Attese di Rendimento

John Bogle , il fondatore di una delle più importanti case di gestione al mondo (Vanguard) nonché l’autore di una delle pietre miliari dell’editoria finanziaria (The Little Book of Common Sense Investing: The Only Way to Guarantee Your Fair Share of Stock Market Returns) ha di recente formulato la sua aspettativa di rendimento per i prossimi dieci anni sia del mercato azionario che del mercato obbligazionario. Ma di questo ne abbiamo già parlato; quello che però trovo interessante è il modo in cui Bogle ha creato queste stime di lungo periodo.
Nelle previsioni appaiono infatti due numeri. Il 3% è il rendimento atteso nominale per i bond, il 6% quello per l’azionario. Continua a leggere

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Smettetela di Guardare Tutti i Giorni l’Andamento dei Vostri Investimenti

In questo post “I guardoni degli investimenti” avevamo già indicato come risultasse pericolosa per la salute del nostro piano di investimento un controllo troppo assiduo del suo andamento.
Considerando che il peso psicologico delle perdite è maggiore di quello degli utili e che sostanzialmente ogni giornata di trading ha il 50% di probabilità di chiudere con il segno più o con quello meno, se l’investitore getta un occhio al suo portafoglio una volta al giorno o alla settimana o al mese rischia che l’avversione alle perdite prenda il sopravvento. Le scelte di smobilizzo dell’investimento diventano così deleterie proprio perché fatte agendo in maniera impulsiva nel breve periodo a fronte di un piano che dovrebbe invece avere un orizzonte di lungo periodo.
Andando a vedere le serie storiche degli ultimi 144 anni il Robo-Advisors Wealthfront Continua a leggere

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Perché gli ETF Short Non Sempre Vi Proteggono dai Ribassi

La posizione short su un determinato titolo o indice consente in teoria all’investitore di trarre vantaggio dal ribasso nei prezzi di quel sottostante. Acquistare prodotti di questo tipo (che come vedremo dopo possono essere con o senza leva) significa proteggere il proprio portafoglio dal possibile ribasso di un determinato asset finanziario oppure, in alternativa, speculare sul calo futuro dello stesso. Ma siete veramente sicuri che è così? Vi dimostrerò che in alcuni contesti potreste anche ottenere il risultato opposto, ovvero perdere soldi in un mercato che scende pure con gli short. Continua a leggere

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Guadagno, Risparmio, Accumulo e Ritiro

Libro consigliato per l’estate: Antti Ilmanen – Rendimenti attesi. Investire sfruttando i premi al rischio offerti dai mercati finanziari

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Sono diverse le fasi che attraversa ogni persona durante il lungo processo di accumulazione del capitale finalizzato  al raggiungimento degli obiettivi.

La prima fase del processo è quella legata alla generazione di una forma di guadagno. Da lavoro o da rendita (ad esempio un affitto), quello che conta in questa prima fase è ottenere delle entrate monetarie con una relativa stabilità.

A questo punto si possono cominciare a fare valutazioni per accedere alla seconda fase, quella del risparmio. Per fare questo è inevitabile un confronto tra la quantità di entrate e la quantità di uscite. Se queste ultime sono superiori basta fare una valutazione oggettiva e comprimere tutto ciò che non è essenziale. A quel punto si può passare alla seconda fase.

Obiettivamente per un giovane che comincia a lavorare è difficile pensare che gli importi di denaro eccedenti l’essenziale siano molto alti ed allora ecco che il consiglio “spendi meno risparmia di più” rischia di essere poco utile. Forse il consiglio migliore in questa fase è risparmia quello che puoi, ma cerca di investire su te stesso per guadagnare di più al fine di risparmiare di più.

Entrati nella fase 2, quella del risparmio, i guadagni dovrebbero stabilmente stare sopra (di molto o di poco) le spese di tutti i giorni. Aumentano i debiti, aumentano magari i componenti della famiglia, aumenta anche l’ambizione di spendere di più per godersi la vita. Ecco che entra in gioco la classica mentalità del c’è tempo per risparmiare. Continua a leggere

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Almeno Una Volta Nella Vita Ci Siamo Cascati Tutti

Libro consigliato per l’estate: Daniel Kahneman – Pensieri lenti e veloci

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  1. Attività frenetica di trading nel tentativo di ottenere rendimenti elevati in poco tempo. Momenti in cui ci siamo sentiti come grandi trader di successo perchè ogni operazione aveva un timing perfetto. Almeno una volta la nostra mente ha pensato che vivere di rendita era possibile.
  2. Decidere di creare un portafoglio ben diversificato ma pretendere che ogni prodotto abbia sempre un valore positivo rispetto al costo storico.
  3. Vendere i titoli che stanno guadagnano dopo poco tempo e mantenere quelli che stanno perdendo quasi per tutta la vita.
  4. Acquistare o vendere quelle azioni che gli altri investitori stanno scambiando con grande successo.
  5. Convinzione di avere una grande capacità di previsione dei mercati e di realizzare ritorni decisamente superiori rispetto alla media.
  6. Tendenza a comprare titoli o fondi che hanno avuto  un forte incremento di valore.
  7. Preferire azioni italiane o fondi a tema Italia evitando di acquistare temi o geografiche più generaliste. Sentirsi vicini a casa è sempre confortante.
  8. Acquistare un’azione che ha sede nel comune/provincia/regione in cui viviamo perchè offre maggiori garanzie. La vediamo, è solida, i camion entrano ed escono continuamente dai magazzini, ci lavora un amico. Non possiamo avere altri risultati che guadagni da queste azioni. Che grande occasione!
  9. Preferire l’acquisto di azioni lotteria. Azioni lotteria sono quelle con prezzi precipitati ai minimi storici, grandissime oscillazioni di prezzo, settori estremamente innovativi, ecc…
  10. Sotto diversificare il portafoglio. Investiamo in poche azioni/titoli con un elevato grado di correlazione tra loro. In pratica si muovono tutte nella stessa direzione, o perdiamo con tutte o guadagnamo un sacco di soldi. O tutto o niente!

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I 7 Vizi Capitali dell’investitore

Libro consigliato per l’estate: Padre ricco padre povero. Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro

Il sito BusinessInsider.com ha stilato i 7 “vizi capitali” degli investitori medi. Concetti che in modo sparso abbiamo già incontrato nel blog ma che mettendoli insieme hanno il pregio di fissare una volta per tutte concetti che tutti noi tendiamo a dimenticare quando investiamo.

1) Overconfidence, ovvero la troppa fiducia nelle nostre capacità di individuare le occasioni giuste di mercato. Ci sentiamo dei guru della finanza e sopravalutiamo le nostre scelte creando portafogli poco diversificati e molto influenzati dalla volatilità.

2) Ancoraggio mentale, ovvero il fossilizzarsi sulle idee che in origine ci hanno portato ad una certa scelta di investimento senza avere l’umiltà di cambiare idea quando nuove informazioni giungono alle nostre orecchie. Uno dei problemi più comuni in questo caso è quello dell’amplificarsi delle perdite di un investimento palesemente errato.

3) Rappresentatività, ovvero prendere fattori positivi del passato e traslarli nel futuro senza che possano subire modifiche. Se le ultime trimestrali hanno mostrato sempre utili in crescita, allora anche la prossima trimestrale sarà positiva. Se un’azienda offre ottimi prodotti sarà un buon investimento di borsa. Continua a leggere

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Dinamici Non Significa Migliori

goccia

Vi siete  mai chiesti quanto denaro avete perso per strada per effetto di comportamenti sbagliati tipo eccesso di operatività ( e quindi di costi) oppure vendite/acquisti irrazionali presi da panico o euforia?

Questo rendimento smarrito durante il cammino è stato chiamato behavior gap dal celebre articolista americano Carl Richards. Il tema non è nuovo e tanti sono stati gli studi accademici fatti sul tema. Il Robo-Advisors Betterment ha messo  in un grafico queste stime.

betterment beviour gapFonte Betterment Continua a leggere

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Il Mondo Obbligazionario del 2000 era così…

Libro consigliato per l’estate: Charles Duhigg – La dittatura delle abitudini (Corbaccio Benessere)

Nel 2000 scoppiava la bolla speculativa delle cosiddette dotcom. Quella corsa sfrenata all’acquisto di qualsiasi cosa terminasse per .com o .it si ridimensionò negli anni successivi in modo drastico, come tanti risparmiatori italiani ben ricordano. Si ricorda la bolla speculativa sull’azionario, non si ricorda quale era lo stato del mercato obbligazionario in quel momento storico.

Se le azioni quotavano a livelli folli in termini di valutazioni fondamentali prospettando rendimenti futuri molto modesti per chi entrava in quel momento, per i cosiddetti bond holders il futuro non sembrava poi così male. Continua a leggere

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Avete Veramente Bisogno di Alti Rendimenti?

Libro consigliato per l’estate: Daron Acemoglu – Perché le nazioni falliscono. Alle origini di potenza, prosperità, e povertà

Un recente rapporto pubblicato da Vanguard chiudeva con una frase che mi è piaciuta parecchio. Gli investitori molto spesso vogliono alti rendimenti, ma non necessariamente hanno bisogno di essi.

Questa affermazione può sembrare un assurdo (tutti vorremmo guadagnare tanto ed aver il problema di troppi soldi a disposizione), ma in realtà racchiude uno dei più semplici concetti che stanno alla base di ogni investimento. Se cerchi alti rendimenti, devi prenderti alti rischi. Questi rischi (anche di perdere) sono giustificati dai tuoi reali bisogni?

In questa situazione il guardare al passato può essere utile per stimare il futuro, ma come ben sappiamo non necessariamente il futuro prenderà le sembianze di ciò che si è visto sugli schermi dei mercati finanziari. Continua a leggere

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