Inflazione personale, come calcolarla (e utilizzarla) nel mondo della personal finance (parte prima)

 

La parola inflazione trova sempre più spazio nei dibattiti pubblici.

Dal web alla tv, dalla radio fino alla carta stampata la variazione percentuale annua dei prezzi al consumo dopo anni di ibernazione sembra essere tornata in auge grazie agli effetti del Covid.

Anche il mondo degli investimenti e della pianificazione finanziaria in genere ha riscoperto un concetto che “stranamente” era stato lasciato per strada. Questa attenzione al rendimento reale di un investimento è già di per sè un risultato per l’educazione finanziaria di casa nostra (poi in quanti sono in grado di rendicontarvelo è un altro discorso), ma la vera domanda da fare al nostro consulente finanziario di fiducia (o a noi stessi se agiamo in autonomia) è questa.

Quale tasso di inflazione stiamo utilizzando per fare dei progetti di lungo periodo?

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L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2021)

Se dovesse finire in questi termini il 2021 rappresenterebbe un’altra annata da ricordare per gli investitori, o almeno per quelli che hanno deciso di scegliere la strada dell’investimento  semplice, equilibrato e in linea con i propri obiettivi senza lasciarsi tentare da mode o temi seducenti.

Tanto per fare un esempio, chi ha abbracciato con fervore e convinzione la tesi ambientalista delle energie pulite si ritrova in questo 2021 sotto del 18% con una volatilità del 31% se utilizziamo come strumento benchmark uno dei tanti ETF sul tema. Chi ha preferito la poco sexy replica di un banalissimo indice globale azionario ad oggi è sopra del 21% in termini di rendimento con una volatilità del 13%. Sono quasi 40 punti percentuali di differenza.

Odo già in sottofondo qualcuno che mi dirà che negli ultimi tre anni gli strumenti che investono in energie pulite hanno più che triplicato la performance di un azionario globale (ma sempre con una volatilità più che tripla). Appunto, se avessimo investito tre anni fa. L’abbiamo fatto? Sì, no? Sempre la solita storiella dello specchietto retrovisore e del senno di poi.

Irrilevante la performance da inizio anno. Irrilevante quella a 3 anni, mettiamocelo in testa.

Tutta questa premessa per ribadire ancora una volta che scegliendo certi modi di investire i nostri soldi saranno sempre in balia di escursioni di rendimento pazzesche, in positivo o in negativo. Se avete due euro la cosa può anche passare, se avete capitali importanti, beh auguri.

Ma torniamo all’asset allocation di Archeowealth.

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Il momento migliore per pianificare la propria indipendenza finanziaria

L’articolo di oggi vuole essere una breve e non certamente esaustiva recensione del nuovo libro di Ben Carlson e Robin Powell. Invest Your Way to Financial Freedom, questo il titolo del libro che può essere già acquistato su Amazon.

Ho avuto la fortuna di poter leggere in anteprima uno dei libri più azzeccati degli ultimi anni sul tema dell’indipendenza finanziaria, Invest Your Way to Financial Freedom. Non avevo molti dubbi vista la qualità dei due autori, Ben Carlson e Robin Powell, ma quando una materia così importante e ampia viene compressa in un libro solo c’è sempre il timore di scoprire una eccessiva semplificazione volta a premiare l’aspetto commerciale a discapito di quello educativo.

Non è assolutamente così per questo libro edito per ora solo in lingua inglese. La grande competenza dei due autori, unita alla straordinaria capacità di sintetizzare in modo chiaro e semplice i concetti chiave del mondo della finanza personale, rendono la lettura piacevole e soprattutto educational.

Ringrazio Robin Powell, autore del blog The Evidence Based Investor, per aver concesso al team di Investire con Buon Senso l’opportunità di scoprire il testo prima dell’arrivo ufficiale in libreria.

Assieme a Ben Carlson, autore di uno dei blog più seguiti d’America, A Wealth of Common Sense, Robin ha saputo distillare in un libro i concetti essenziali utili per avere le maggiori probabilità di successo nel raggiungere l’indipendenza finanziaria.

Prevalentemente rivolto ai giovani inglesi (ma in realtà l’80% del libro può essere calato anche sulla realtà italiana), un grande lavoro di analisi e spiegazione è stato fatto attorno al concetto troppo spesso banalizzato di risparmio. Il tutto nello stile “evidence based”, ovvero basato su fatti concreti e provati.

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Indipendenza finanziaria: Fare il salto

Oggi abbiamo il piacere di ospitare un blogger italiano che è anche un nostro affezionato lettore. L’articolo che ci ha gentilmente concesso di pubblicare tratterà il tema, sempre molto apprezzato dai lettori, dell’indipendenza finanziaria.

La sua introduzione all’articolo mi ha incuriosito e devo dire che arrivare fino in fondo è stato piacevole e interessante. Esattamente quello che deve trasmettere un articolo che tratta questo tema. Buona lettura.

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Qualche anno fa ho dovuto mettere in discussione i miei principi ed ho capito che viviamo tutti immersi in folli illusioni che rovinano la nostra esperienza. Da allora cerco di individuare quelle idee che possono migliorare la nostra vita e renderci più efficaci e felici; saltomentale.it è il posto dove provo a renderle chiare e disponibili a tutti.

Tanti si pentono di non aver cominciato prima, quasi nessuno si pente di non aver cominciato dopo.

Sapete bene cos’è l’indipendenza finanziaria, avete letto della regola del 4% e conoscete i vari tipi di ritiro anticipato, ma vi siete mai chiesti cosa succede quando ormai ci siamo? Intendo quel fatidico momento in cui valutate il vostro patrimonio, vedete che è della dimensione che vi eravate prefissati e dovete fare il salto.

Non è facile abbandonare le sicurezze e le routine. Se abbiamo atteso tanto, potremmo anche aver perso parte della motivazione: i figli a cui volevamo dedicarci sono cresciuti o la chiamata all’avventura si è assopita oppure non sentiamo più la smania di essere capi di noi stessi perché, nel frattempo, siamo diventati capi di qualcun altro.

Più aspettiamo e più saremo indecisi poiché la motivazione è fondamentale per il cambiamento e se non sapremo sfruttarla quando arde forte è possibile che non la sfrutteremo mai.

Dobbiamo quindi considerare un compromesso importante:

  • Saltare appena le condizioni sono accettabili ma con qualche rischio economico in più;

 oppure

  • Accumulare un patrimonio tanto grande da minimizzare le incertezze materiali, ma nel frattempo rischiare di aver perso la motivazione necessaria a saltare.

Penso che la scelta giusta, nella maggior parte dei casi, sia saltare appena possibile, dandosi un obiettivo sensato senza esagerare con le sicurezze.

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I 12 principi di Jack Brennan

Jack Brennan ha rappresentato un pezzo molto importante della storia di Vanguard, il più importante gestore di fondi passivi e ETF al mondo.

All’interno della società fondata da Jack Bogle, Brennan ha rivestito il ruolo di CEO (Chief Executive Officer) dal 1996 al 2008 ed è tuttora Chairman emerito di Vanguard.

Dopo lo scoppio della bolla tecnologica di inizio secolo Brennan decise di scrivere un libro Straight Talk on Investing 

Il motivo era legato alla necessità di fornire una guida di riferimento a quegli investitori che si stavano trovando davanti uno scenario molto diverso per quello che riguardava il modo di investire i propri risparmi.

Strumenti fino a quel momento accessibili solo ad investitori istituzionali stavano diventando alla portata di tutti.

Se questo era il lato buono dell’innovazione finanziaria, quello meno buono si scoprì qualche anno dopo quando la Grande Crisi Finanziaria portò allo scoperto prodotti poco trasparenti ed ultra speculativi che gli stessi investitori istituzionali avevano piazzato nei portafogli degli investitori di mezzo mondo.

Negli anni successivi il “mondo migliore in cui investire” è effettivamente diventato ancora più interessante e conveniente per un piccolo investitore.

Ma quando si entra in una gioielleria o in una galleria d’arte piuttosto che in una enoteca rischiamo di aver a nostra disposizione un’offerta molto vasta e interessante della quale conosciamo il giusto, salvo essere specialisti o autodidatti del tema.

Non serve essere dei geni per investire con buon senso e raggiungere gli obiettivi. Ma bisogna seguire certe regole.

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Calcolatore essenziale per investire (e disinvestire) con buon senso

Calcolatrice, Soldi, Penna

Esistono in rete numerosi calcolatori online che permettono agevolmente. e senza doversi prendere la briga di utilizzare penna, carta o calcolatrice da tavolo, di pianificare il potenziale esito di un investimento finanziario.

Naturalmente questa è la superficie di una materia ben più complessa e profonda che in certe situazioni richiede l’intervento di professionisti del settore.

Possiamo però dire che un primo step di pianificazione finanziaria fai da te viene può essere messo a terra con strumenti online assolutamente gratuiti.

Uno dei miei calcolatori online preferiti è http://www.moneychimp.com/. Moneychimp non offre solo il calcolatore, ma anche una sezione dedicata all’educazione sulle formule base di matematica che ogni investitore di buon senso interessato alla finanza personale dovrebbe conoscere.

Ovviamente il sito è inglese e ovviamente esistono tanti altri calcolatori che personalmente utilizzo per certe “rifiniture” legate ad esempio a back test piuttosto che alla definizione di rendimenti attesi o altro.

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ETF dalla A alla Z

Un post, quello di oggi, che vuole riepilogare in modo sintetico le caratteristiche essenziali di un ETF. E questo lo faremo…seguendo le lettere dell’alfabeto.

A come Ask, il prezzo richiesto da un venditore per cedere sul mercato le proprie quote di ETF

B come Bid, il prezzo offerto da un compratore per acquistare sul mercato nuove quote di ETF

C come Capitalizzazione, un ETF nel quale cedole e dividendi incassati su obbligazioni e azioni vengono reinvestiti nel fondo stesso. Un sinonimo utilizzato solitamente al posto di capitalizzazione è accumulazione

D come Distribuzione, un ETF nel quale cedole e dividendi incassati su obbligazioni e azioni vengono distribuiti periodicamente all’investitore

E come ESG (Environmental, Social and Governance), sigla che indica tutte quelle attività legate all’investimento responsabile che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance

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