Cosa aspettarsi dagli investimenti del 2015

Eccoci ormai arrivati a fine anno e come sempre accade in queste occasioni si cominciano a definire gli obiettivi per il 2015. Ogni buon investitore di buon senso deve saper distinguere tra obiettivi di breve periodo (spese programmate, viaggi, ecc…) ed obiettivi di medio lungo periodo (cambio automobile, finanziamento studi dei figli, pensione, ecc…).
Il piano di investimento che si decide di portare avanti deve quindi avere uno o più orizzonti temporali di riferimento (a seconda degli obiettivi fissati) e di conseguenza un certo grado di propensione al rischio.
Ma come facciamo a fare progetti se non abbiamo la certezza di quello che sarà il nostro ritorno in termini di rendimento sul capitale investito fra 1, 10 o 30 anni? Domanda banale, ma giustissima poiché tanti consulenti proporre ricette di investimento, ma nessuno potrà avere a priori la certezza di quanto crescerà il capitale nel tempo.
Come abbiamo visto in questo post gli attuali rendimenti obbligazionari ci dicono molto su quello che potrebbe essere il ritorno nominale annuo nella prossima decade di un investitore obbligazionario, un livello che potrebbe essere molto simile a quello realizzato nel periodo 1926-1969 sul mercato americano; come vediamo dalla tabella fornita da Vanguard, la più celebre index fund mondiale, nel periodo 1926-1969 un investimento global bond (80% Usa, 20% internazionali) ha fornito un ritorno del 3,1% nominale medio ogni anno. Questo passo ridotto si è poi trasformato in corsa forsennata dal 1970 al 2014 quando un investitore obbligazionario ha raccolto l’8,1% annuo.

ritorni storici bondL’altra gamba di investimento, l’azionario (qui inteso come 70% Usa e 30% internazionale) ha avuto un andamento più costante lungo tutto il periodo 1926-2014 con ritorni del 9,7% annuo nominale nel periodo 1926-1969 e del 10,5% in quello 1970-2014. Da notare infine come il periodo 2001-2014 è sostanzialmente in linea con la media storica per i bond (5,2% annuo contro il 5,6% del 1926-2014), mentre è ancora decisamente inferiore alla media per l’azionario (5,9% annuo contro il 10,1% del 1926-2014).

ritorni storici equityUno sguardo infine ai rendimenti reali, ovvero depurati dall’effetto inflazione. Per qualunque tipo di portafoglio il periodo 2000-2014 mostra ancora numeri inferiori alla media storica, con il solo 20% azionario 80% bond ormai allineato ad essa. Il classico 60% azioni 40% bond invece rimane sotto di 2,5 punti rispetto alla media storica e questo potrebbe perciò rappresentare un buon punto di riferimento per un investitore con profilo medio per il prossimo decennio.

rendimenti storici reali portafogli bilanciati

Leggi anche: Soluzioni di investimento in un ambiente con bassi tassi di interesse

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