Ha senso investire in commodity?

Il calo nei prezzi delle materie prime del 2014 (-16% da inizio anno sull’indice Bloomberg Commodity Index) ha rappresentato certamente una zavorra importante per coloro che avevano deciso di sovrappesare questo asset finanziario nei propri portafogli. Ma possono le commodities essere considerate uno strumento di investimento adatto a far crescere il nostro capitale nel corso degli anni? Cerchiamo di rispondere con dei dati numerici certi ad un quesito che coinvolge molti investitori.
La premessa è intanto legata al parametro di riferimento che viene adottato per la misura dei prezzi delle materie prime. Morningstar offre una panoramica sulla selva di indici che popolano il mercato delle commodity
Per fare un esempio, dal 1996 ad oggi comprare un indice Bloomberg Commodity Index (ex DJUBS) ha generato un extrarendimento totale di oltre il 6% rispetto ad un ipotetico acquisto di Crb Index.
La tabella che proponiamo di seguito vuole però confrontare rendimenti e volatilità del più performante tra i due (Bloomberg Commodity Index) con l’andamento della borsa americana (Msci USA) ed un classico prodotto monetario (T-Bill a 3 mesi).

commodity

Fonte:http://research.stlouisfed.org/fred2/ e Bloomberg

Un primo elemento che non sfuggirà all’attenzione del lettore è legato al ritorno annuo dei tre asset finanziari. L’indice azionario MSCI USA stacca tutti con un ritorno nominale di quasi il 7%, ma la vera sorpresa è legata al fatto che un prodotto free risk per eccellenza come il Bot americano ha reso 30 punti base in più rispetto alle commodity. Considerando che questi sono rendimenti nominale è che l’inflazione media americana in questo arco temporale è stata del 2,5%, fate due conti e capirete che rimane veramente poco a disposizione dell’investitore che ha scelto di investire in commodity (o in strumenti monetari).

Ricordiamo sempre che una materia prima non paga cedole e/o dividendi e quindi l’investitore fa una scommessa piuttosto forte sulla semplice variazione di prezzo senza essere in nessun modo ripagato per il rischio che va a correre. Quello che però è ancora più clamoroso è legato alla volatilità. Le commodity hanno mostrato dal 1996 una volatilità identica a quella dell’azionario con un ritorno inferiore a quello del monetario, che affare!!
Proprio sul concetto di rischio vale la pena fare un approfondimento e prendiamo spunto dallo studio proposto dal sito Cliff’s Perspective . Andate a vedere l’ultima tabella dell’articolo.

La tabella mostra, per blocchi di 5 anni a partire dal 1970, i ritorni delle tre asset class di investimento principali, azioni, bond e commodity, ritorni in eccesso rispetto al rendimento monetario. Nella seconda tabella la volatilità. L’indice GSCI delle commodity è un assiduo frequentatore della prima colonna (quindi performances più basse) e solo in due casi è risultato il miglior investimento (1970-1974 e 2000-2004). Si potrebbe obiettare che anche un investimento in bond non ha fornito grandi soddisfazioni, ma guardate la seconda tabella, quella della volatilità. Mentre i bond sono sempre al primo posto per minor volatilità, le commodity in 7 blocchi di periodo su 9 sono risultate l’asset class più volatile. In parole povere, rendimenti poco soddisfacenti a fronte di volatilità (quindi rischio) elevata.

La storia non sembra essere quindi molto benevola con le materie prime che sono da considerare più uno strumento di trading che di investimento. La forte volatilità permette certamente a degli abili trader di fare affari di breve periodo, ma per un investitore che ha un orizzonte di medio lungo periodo inserire materie prime in portafoglio non ha molto senso poiché aumenta la volatilità senza fornire, nemmeno in termini reali, extrarendimenti degni di nota rispetto ai prodotti monetari ed obbligazionari.

Leggi anche: Efficient frontier – “Theory” for the long run – AQR

20 risposte a "Ha senso investire in commodity?"

  1. Vincenzo 26 novembre 2018 / 22:00

    Buonasera, dopo aver letto la conclusione dell’articolo, come mai nel vostro portafoglio avete inserito le commodity ed escluso l’oro?

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    • archeowealth 26 novembre 2018 / 22:05

      Una piccola quota come hedge contro le evantuali fiammate (per ora remote) dell’inflazione. Se incastrato assieme ad altri strumenti può costituire un teorico scudo contro un rialzo dei prezzi al consumo. Preso singolarmente è un asset estremamente speculativo.

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