La nuova era dei Robo-Advisors

Negli Stati Uniti sta trovando una sempre maggiore diffusione tra la fascia di popolazione più giovane (o fra quella con livelli di risparmi non elevati) il fenomeno dei cosiddetti Robo-Advisors. Questi consulenti virtuali di fatto permettono di aver accesso a processi automatici di creazione e gestione dei portafogli sfruttando i concetti della moderna teoria di portafoglio.
Asset allocation orientata quindi agli obiettivi, all’orizzonte temporale e al profilo di rischio di ciascun cliente, il tutto a costi bassissimi e con un grado di efficienza molto elevato vista l’automazione dell’intero processo di investimento.

robot advisors
La parola Robo-Advisor può essere fuorviante visto che si tende a percepire questo consulente come una macchina che di fatto investe i risparmi privati, ma in realtà dietro ad ogni algoritmo e ad ogni scelta di asset allocation ci sono esperti finanziari ed accademici che regolano il processo in base a quelle che sono le condizioni dei mercati.
Un pregio notevole del Robo-Advisor è ad esempio quello del ribilanciamento costante del portafoglio. Ad esempio se l’azionario supera la propria esposizione ideale per effetto di guadagni di mercato, l’algoritmo in maniera sistematica ribilancia l’utile su Etf che hanno subito perdite nel corso dello stesso periodo (ad esempio investiti nei bond). Tutto questo processo può poi contare su un’ottimizzazione fiscale dell’operatività.

Abbiamo parlato di Etf. Per garantire un bassissimo livello di costi a carico del cliente i Robo-Advisors utilizzano fondi indice o Etf, per ora però in numero ancora limitato; questo elemento fa emergere un primo limite dei Robo-Advisors, ovvero quello della scarsa diversificazione in termini di numero di strumenti e strategie presenti all’interno del portafoglio.

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Ma parliamo di costi, il vero cavallo di battaglia per leader di settore come Betterment e Wealthfront. Quanto più è elevato il capitale apportato (ma le soglie di ingresso sono nulle o minime) tanto più basse sono le commissioni annue pagate, mediamente comprese tra 0,15% e 0,35% del controvalore investito. Secondo Wealthfront un consulente finanziario tradizionale richiede mediamente l’1,31% , con ovvi livelli di efficienza inferiori.

Su questo punto vorrei però spezzare una lancia a favore dell’advisor “umano”. Se per creare asset allocation e gestire in modo automatizzato il portafoglio credo che i Robo- Advisors avranno un enorme successo tra coloro che detengono masse di risparmio contenute, dubito che il successo si ripeterà tra i possessori di grandi capitali; spesso queste persone vogliono partecipare attivamente alla gestione del risparmio utilizzando le varie tematiche (settoriali, geografiche, di stile) che l’universo dei fondi/Etf è in grado di offrire. Soprattutto credo che allo stato attuale i Robo-Advisors possono implementare e gestire molto bene piani di investimento a lungo termine, ma non possono deviare da questo percorso standard ad esempio risolvendo problematiche finanziari inerenti il real estate, il mondo delle coperture assicurative o della pianificazione fiscale, solo per fare qualche esempio.

Il motivo per cui credo che il successo dei Robo-Advisors sarà enorme tra la clientela giovane che ha davanti piani di investimento lunghissimi è legato proprio alla semplicità di gestione di tutti i processi. Poter fruire da qualunque dispositivo collegato ad internet della fotografia del proprio portafoglio con una reportistica costante e sempre aggiornata rappresenta un punto a favore di questi sistemi altamente automatizzati. Nessuna filiale bancaria, nessuna telefonata a consulenti, nessuna digitazione sulla tastiera per inserire operazione, insomma una vera e propria rivoluzione nei rapporti con i clienti ai quali anche le banche tradizionali dovranno cominciare a volgere lo sguardo.

Non a caso in America società del calibro di Vanguard, Fidelity e Schwab hanno già creato Robo-Advisors proprietari o in collaborazione con start up del settore e presto lo sbarco in Europa dei Robo-Advisors costringerà ad un ripensamento dell’offerta di consulenza finanziaria anche da parte delle istituzioni finanziarie domestiche e fortunatamente per l’utente finale, un drastico calo nei costi.

Leggi anche: Are you ready for Robo advice? – WSJ Robo-Advisors Vs. Financial Advisors: Which is better for your money – Business insider

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25 thoughts on “La nuova era dei Robo-Advisors

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