Euforia Borsistica, Indizio ma non Prova dell’esaurimento di un Bull Market

Il sempre ricco di spunti sito di Meb Faber ha pubblicato nei giorni scorsi un interessante articolo  sul sentiment che circola attorno al mercato azionario americano. La fonte dalla quale viene attinto questa interessante informazione è il “The Leuthold Group Institutional Research”.
Il primo grafico ci mostra a quale percentuale media sono arrivati nel corso del 2014 i rialzisti rispetto ai ribassisti secondo il celebre sondaggio di Investor’s Intellingence. Graficamente si vede che siamo di fronte alla seconda rilevazione più alta da quando è cominciato il sondaggio. Questo vuole dire che ci dobbiamo attendere un bear market? Non necessariamente visto che il 2013 a sua volta aveva fatto segnare l’anno precedente una delle rilevazioni di “tori” più alte della storia e alla fine è arrivato un +11.4% da parte dello S&P500 nel 2014.

SENTIMENT1

Le tabelle successive ci offrono una risposta più convinta circa le aspettative di rendimento sull’equity per il 2015.

SENTIMENT2

La prima tabella ci mostra la classifica degli anni che hanno fatto segnare il livello di sentiment bullish più elevato in termini percentuali medi e la performance dello S&P500 nell’anno successivo. La seconda tabella fa lo stesso con le percentuali di rialzisti più bassa tra gli intervistati.

SENTIMENT3

La prima facile conclusione a cui arriviamo è che negli anni di sentiment positivo molto elevato l’anno successivo il mercato azionario MEDIAMENTE non si muove (+0,1%); nel caso opposto MEDIAMENTE fa segnare un corposo rialzo (+17.4%%). Siamo però di fronte ad una media e se andiamo ad analizzare i 10 casi di sentiment positivo più elevato notiamo la mancanza di omogeneità nelle performances dell’anno dopo. I casi negativi sono 3 e tutti in doppia cifra, quelli positivi sono 6 con solo due in doppia cifra e che non superano il +15%. Questo è importante perché se andiamo a vedere la tabella opposta (quella con le peggiori rilevazioni di sentiment rialzista sull’azionario) notiamo come sono presenti ben 8 casi positivi di performance positiva in doppia cifra (5 dei quali sopra il 20%) e solo 1 rilevazione negativa (-11%) oltre ad una invariata.

In parole povere se un sentiment smaccatamente ribassista nell’80% dei casi ha portato ad un rialzo in doppia cifra l’anno dopo, nel caso di euforia rialzista solo in 3 casi su 9 abbiamo avuto dei segni negativi in doppia cifra l’anno successivo. Ci sono invece casi positivi ma mai sopra il 20%.

Concludendo, l’eccesso di sentiment positivo non porta automaticamente ad un ribasso dei mercati quanto piuttosto ad inevitabili minori ritorni percentuali nell’anno successivo. Siccome non possiamo sapere quale anno ci aspetta la cosa migliore da fare è portare avanti con buon senso il proprio piano di investimento accumulando gradualmente e ribilanciando sia azionario che obbligazionario e mantenendo nella parte più bassa le aspettative di rendimento futuro alla luce delle considerazioni fatte sopra.

Il mercato inevitabilmente prima o poi ci “disturberà”, ma siccome nessuno sa quando questo questo evento si presenterà è un esercizio inutile cercare di evitarlo poiché potremmo perdere sorprese positive che invece i mercati potrebbero riservarci per il futuro.

Fonti: Meb Faber

Leggi anche: Come creare un piano di investimento

                        Ribilanciare il portafoglio per ottimizzare rischio e rendimento

                        Piano di accumulo (PAC), alla fine la soluzione di investimento migliore

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2 thoughts on “Euforia Borsistica, Indizio ma non Prova dell’esaurimento di un Bull Market

  1. simone 4 marzo 2015 / 19:18

    mi sfugge pero’ un passaggio, e cioe’ come si effettua un ribilanciamento di un portafoglio all’interno di un piano di accumulo capitale? non essendo le quote tra azionario e obbligazionario “fisse” ma in continuo accumulo, il ribilanciamento tenderebbe a vendere a quote stabilite parte dei profitti per reinvestire nella quota che non sta generando profitti o che è in perdita, sempre per attenersi al bilanciamento 60\40., ma gli investimenti programmati del pac continuerebbero ugualmente in tutti gli asset…proprio non capisco come si puo’ gestire

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    • archeowealth 4 marzo 2015 / 21:00

      Il servizio Replay di Fineco ti permette ad esempio di fare un Pac su ETf indicando non l’importo ma la percentuale di peso che l’ETF deve avere all’interno del tuo portafoglio definito con Pac. Qui te lo spiega https://help.fineco.it/interna.asp?sez=594&info=2204
      L’alternativa è agire manualmente. Per un bilanciamento su un Pac è sufficiente fare una verifica annuale e vendere ciò che è in eccesso diciamo del 4/5% rispetto al peso stabilito (supponiamo il 60% di azioni) per acquistare ciò che invece è sottopeso. Vanno sempre valutati i costi dell’operazione di ribilanciamento se gli importi sono modesti.
      Spero di averti chiarito le idee, a presto.

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