Ritorno al Passato

Uno dei problemi dell’investitore da sempre è quello di adattarsi alle nuove realtà. Si resta ancorati a vecchi modelli economici, ai ricordi di performance dei tempi andati, a situazioni in cui i titoli di stato permettono ad ogni persona con a parte un bel gruzzoletto di vivere di rendita.

pastSolo fino a 10-15 anni fa teneva sempre banco il solito discorso sognatore di come si poteva vivere bene con 1 milione di Euro; i generosi interessi incassati semestralmente o annualmente da un BTP o da un CCT avrebbero assicurato una rendita per il resto dei nostri giorni. Sorvolando sul fatto che in quei discorsi non si teneva mai conto dell’erosione del potere d’acquisto da parte dell’inflazione (i tassi reali sono come lo spread una new entry nel gergo finanziario dell’investitore della strada), quel mondo e quei sogni sono stati spazzati via principalmente da due fattori.
La fine della percezione del titolo di stato come porto sicuro (o free risk utilizzando una terminologia più raffinata) e la fine di tassi di interesse nominali così elevati da permettere a chi aveva un bel po’ di capitali disponibili (ovviamente esclusi i plurimilionari) di vivere serenamente di rendita. Il grafico riportato sotto rappresenta l’andamento dei tassi di interesse americani a 10 anni e del rapporto tra dividendi e prezzi della borsa americana.

dividend yieldConsiderando che a fine 2014 il dividend yield sulla borsa americana era del 1,92% e che gli attuali tassi di interesse a 10 anni sui Treasury sono posizionati attorno al 1,80% , possiamo dire che l’appetibilità di un bond in termini di rendimento è inferiore adesso a quella di un’azione. Siamo all’inversione di una tendenza che durava dalla fine degli anni ’50 e che comunque non ha comunque evitato correzioni di prezzo pesanti né sul mercato azionario né su quello obbligazionario.

Abbiamo di fronte ad una nuova realtà che riprende un cammino che già dal 1870, e fino appunto al 1958, aveva accompagnato gli investitori in modo costante. Dal 1871 al 1957 i dati forniti dal data base di Robert Shiller indicano in 178 punti base il premio pagato dai dividenti azionari rispetto ai rendimenti obbligazionari. Lo stesso premio diventò di 295 punti base nel periodo compreso tra il 1934 e il 1956 quando i tassi americani a 10 anni rimasero costantemente sotto il 3%.

dividend 2Il rendimento offerto dai dividendi di un’azione in quel periodo è sempre stato superiore a quello di un’obbligazione statale, esattamente l’opposto di ciò che è successo dal 1959 al 2012 quando sono arrivate le prime avvisaglie di inversione di tendenza. Teniamo conto che dal 1959 ad oggi il rendimento obbligazionario è stato superiore a quello azionario mediamente di 330 punti base, un favore che ha fatto dormire molti sonni tranquilli ai rentier…ma temo che la festa sia finita.

dividend 3Ovviamente potremmo anche assistere ad un rialzo dei rendimenti statali o un’accelerazione dei prezzi sull’azionario in grado di abbattere notevolmente il Dividend Yield, ma ciò che di sicuro abbiamo sono rendimenti nominali molto bassi che hanno cambiato scenari e simulazioni del passato basate su performance annue medie irripetibili per la prossima decade.
Ormai la metà delle azioni americane paga dividendi superiori ai Treasury.

dividend4Cambiano gli scenari, cambiamo le prospettive ed ovviamente anche l’investitore deve cambiare atteggiamento accettando, a parità di orizzonte temporale, maggiori rischi. Viceversa non resta che far altro che ridimensionare i propri obiettivi perché questo è quello che offre il mercato in questo momento.

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4 risposte a "Ritorno al Passato"

  1. claudio 12 febbraio 2015 / 16:50

    buonasera sig.archeowealt
    in periodi di deflazione come possono le azioni dare dividendi maggiori dei bond
    nn sarebbe + conveniente acquistare treasury
    grazie

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    • archeowealth 12 febbraio 2015 / 20:49

      Gli Stati Uniti hanno vissuto un periodo di deflazione/stagnazione dei prezzi al consumo tra il 1871 e il 1917. Ho qui davanti il data base di Robert Shiller nel quale sono conteggiati i dividendi a partire da quella data. Il dividend/price dello S&P500 in quegli anni è sistematicamente stato superiore ai tassi decennali (Treasury) ed è andata avanti così fino al 1960. Da quel momento in avanti i rendimenti dei titoli di stato hanno cominciato lentamente a salire per poi esplodere negli anni 70 mentre il dividend yield saliva ma molto meno. Per intendersi il dividend yield toccò un massimo del 7,50% nel 1950 mentre i Treasury toccarono un picco di rendimento del 13,72% nel 1981 (chiusura di anno). Credo che in periodi di deflazione convenga detenere azioni perchè per natura l’utile non può essere inferiore a zero e se lo diventa non può essere strutturale altrimenti le economia entrerebbero in una recessione cronica. Dal 1927 il div/yield più basso è stato del 1,14% nel 1999. Come sempre la soluzione migliore a mio modo di vedere è bilanciare ed essere diversificati anche con Treasury certo.

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  2. claudio 12 febbraio 2015 / 16:54

    dimenticavo i rentier dove andranno a foraggiare
    in termini di rendimenti( mi viene spontanea)
    grazie

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    • archeowealth 12 febbraio 2015 / 20:50

      Non si preoccupi che quando i denari sono tanti ci si può permettere di rischiare un pò di più. E poi magari davanti a noi avremo anni con meno rentier e più imprenditori disposti a rischiare e migliorare la società…almeno lo spero.

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