Cosa ci stanno dicendo i tassi di interesse

Nell’ultimo anno chi avesse comprato l’ETF di Ishares 20+ Treasury (TLT) avrebbe guadagnato (senza considerare l’effetto cambio) il 27%; dall’inizio dell’anno siamo già a +6% alla faccia di chi consigliava un’urgente accorciamento della duration dell’investimento obbligazionario.

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Tassi di interesse bassi, ritorni attesi altrettanto bassi. Questo è ciò che si dovranno mettere in testa i bondholders del 2015 alla luce di ciò che sta esprimendo il mercato. Le curve dei rendimenti americane ci dicono che per un Treasury decennale ad oggi si porta a casa l’1,95% di rendimento , mentre le curve europee indicano mediamente nello 0,70% il rendimento atteso da qui al 2025.

Sta bene così? No, troppo basso? Questo è quello che passa il convento e gli stessi Stati Uniti hanno già convissuto per oltre un ventennio (1934-1956) con tassi di interesse decennali inferiori al 3%.
A questo punto l’obiezione che viene sempre fuori è quella del non senso di detenere bond in portafoglio perché si può solo correre il rischio di perdere denaro. Anche di questo abbiamo già scritto e sappiamo bene che il vero nemico è l’inflazione, non certo l’investimento obbligazionario in senso puro.
Ringraziando il sito A wealth of common sense, possiamo infatti vedere quali potrebbero essere i rendimenti attesi da un investimento obbligazionario nel breve e nel medio periodo. Continua a leggere