High Yield Sì, High Yield No

Morningstar di recente ha dedicato due articoli aventi ad oggetto gli investimenti in obbligazioni high yield, uno degli strumenti più gettonati dalla clientela privata (ma anche dai gestori che ricercano il rendimento assoluto) vista la penuria di rendimento offerta dall’intero mondo del reddito fisso. Per quello che riguarda la valenza dell’investimento nel lungo periodo ce ne siamo già occupati qui.

hyQuello che mi ha colpito di questi due articoli è la contraddizione del messaggio. In quello avente come autore il validissimo Samuel Lee  gli investitori che vogliono canalizzare i loro denari verso questo tipo di asset vengono invitati ad utilizzare strumenti a gestione attiva. Il motivo condivisibile è legato al fatto che la liquidità è un fattore critico per questi strumenti e il cosiddetto excess return può essere generato da gestori capaci di catturare occasioni anche molto illiquide sul mercato. Secondo Lee è un grosso errore utilizzare fondi passivi che replicano indici di un mercato con problemi di liquidità strutturali come quello degli high yield e del private equity.
La stessa Morningstar ha poi pubblicato un articolo in cui viene in realtà smentita la presunta superiorità della gestione attiva.
La tabella che riportiamo sotto ci fa vedere come nel 2014 il ritorno annuo dei fondi Continua a leggere