Baseball e Investimenti

Mi è molto piaciuto un articolo scritto di recente da Richard Bernstein in cui viene associato il baseball agli investimenti finanziari. Bernstein identifica nei comportamenti degli investitori ciò che caratterizza anche i giocatori di baseball, focalizzandosi soprattutto sulla correlazione fra “home run” (il classico fuori campo) e le battute andate a segno da ogni atleta.

home run

Nel mondo del baseball il giocatore cerca di colpire la pallina, ma può farlo rischiando molto per tentare il fuori campo guadagnandosi così titoli di giornale ed un punto partita, oppure può preferire colpire la pallina per guadagnare qualche base che possa permettere a tutta la squadra di arrivare ad ottenere un punteggio superiore muovendosi all’unisono; in quest’ultimo caso il rischio di non colpire la pallina è ovviamente inferiore rispetto a chi tenta il fuori campo.
Nel mondo degli investimenti il comportamento di un risparmiatore spesso è associabile a quello di un giocatoredi baseball. Continua a leggere

Cash in NOT King

Spesso si legge di borse care, tassi di interesse ai minimi, rischi di bolle speculative, Banche Centrali che perderanno di credibilità, crisi del debito, insomma di scenari catastrofici per l’investitore. La soluzione che spesso viene proposta in questi casi è quella di mettersi liquidi e stare a guardare cosa succederà dopo lo tsunami. In questo caso si ravvisano due problemi non di poco conto.

KING

Il primo è prevedere con esattezza il momento del pesante storno di mercato. Il secondo è trovare delle motivazioni per sostenere l’idea che “Cash is King”. Nell’immaginario collettivo esiste l’idea che mettersi liquidi prima di una tempesta finanziaria è la scelta ottimale per ottenere il rendimento migliore nelle fasi turbolente ed avere così liquidità disponibile da investire per entrare a prezzi più bassi in un momento successivo.

Questa seconda idea sarebbe interessante se non fosse che notoriamente gli investitori sono piuttosto riluttanti a rientrare sui mercati azionari dopo cali pesanti come le recenti esperienze del 2000 e del 2007 ci hanno insegnato. Per quello che riguarda la prima affermazione, ovvero che il Cash è la scelta ottimale durante le fase di ribasso dei mercati, beh ci dispiace ma i numeri storici degli indici americani non ci offrono la stessa prospettiva. Ho fatto un’analisi nel periodo 1928-2014 selezionando le sole annate in cui tenere i soldi investiti in T-Bill a 3 mesi americani avrebbe portato ad un rendimento superiore a quello di azioni (S&P500) e bond (Treasury 10 anni). Continua a leggere

Investire sulla Borsa Americana

La borsa americana ha chiuso il 2014 con una crescita del 13,7% in versione total return andandosi ad incastrare nella casella di performance compresa tra il 10 e il 20% che negli ultimi 89 anni ha accolto ben 52 rilevazioni, praticamente il 59% del tempo totale di storia del mercato a partire dal 1926.

Questa frequenza può essere visualizzabile in maniera piuttosto agevole tramite il grafico della distribuzione dal quale desumiamo come raramente lo S&P500 chiude l’anno tra il 5 e il -5%.

spx1Altra considerazione statistica che possiamo fare sulla base dei dati storici è quella legata alla percentuale di tempo in cui lo S&P500 comprensivo di dividendi chiude in positivo; il 73% accumulato finora ci dice che ogni anno nuovo abbiamo 3 probabilità su 4 di chiudere con segno più.

spx2Come sempre è questione di linguaggio ed alcuni anni fa mi era molto piaciuto un esempio che illustrava in modo semplice come le persone cambiassero atteggiamento di fronte allo stesso dato ma comunicato con parole diverse. Se vi chiedessero di scegliere tra una vincita sicura al 100% di 80 mila Euro oppure avere l’80% di probabilità di vincere 100 mila Euro ed il 20% di non vincere nulla cosa scegliereste? Il 79% degli intervistati ha scelto la certezza degli 80 mila Euro. Questo perchè la parola usata era guadagno.

Ma se vi chiedessereo di scegliere tra il 100% di perdere 80 mila Euro e l’80% di probabilità di perdere 100 mila a fronte di un 20% di probabilità di non perdere nulla cosa scegliereste? L’81% degli intervistati ha preferito scegliere l’ipotesi che lascia un margine di possibilità di vittoria pur con il rischio di perdere tutto. Questo perchè è stata usata la parola perdita e la maggioranza di fronte ad una perdita certa preferisce giocarsi la possibilità di evitarla.

Scusate la digressione ed andiamo avanti con l’analisi storica e analizziamo quante volte la borsa americana ha ritornato rendimenti negativi dopo 5 anni di investimento. Continua a leggere

L’Asset Allocation del Pensionato

Interessante analisi di Rick Ferri sul suo blog circa la miglior asset allocation di portafoglio per chi ha pochi anni davanti a sé prima della pensione o in pensione c’è addirittura già. A differenza dei modelli italici che spesso consigliano profili prudenti 100% bond o addirittura 100% prodotti monetari, Rick Ferri correttamente invita a non snobbare una fetta di investimento azionario anche in età avanzata.

pension
Questa interpretazione è corretta secondo il sottoscritto poiché in Italia si ha il cattivo vizio di considerare la protezione del capitale nominale come prioritaria senza tenere conto dell’effetto negativo che eserciterà l’inflazione sullo stesso negli anni successivi. Quando avete identificato quanto denaro vi servirà nel momento del ritiro dal mondo lavorativo e creato di conseguenza un piano di investimento,  questo deve offrire certamente il miglior rapporto rischio rendimento nel durante, ma quando lo stesso piano viene stoppato è un errore gravissimo mettere tutto in bond o in liquidità.

Come già visto in altre occasioni se i prodotti monetari in termini reali sono quasi sempre perdenti (e gli obbligazionari quasi sempre sono perdenti con inflazione crescente), fare affidamento per il resto dei propri giorni lavorativi su un capitale che lentamente viene eroso in termini reali è finanziariamente sbagliato; ogni tanto dovrete prelevare un po’ di soldini dal vostro gruzzolo e se questo non si rivaluta per niente il game over sarà sempre più vicino.

Tornando all’analisi di Rick Ferri, l’advisor americano reputa il 70% bond e 30% equity la miglior Continua a leggere

Punto di Pareggio

Nei giorni scorsi State Street ha deciso di tagliare le commissioni di gestione su 41 dei 145 ETF collocati sul mercato americano con il marchio SPDR presente anche in Italia.
La nuova dimensione nella quale siamo entrati, soprattutto nel mondo obbligazionario dove i rendimenti di mercato non coprono più i costi di molti prodotti a gestione attiva (ma anche passiva), ha costretto la società americana a ridurre le commissioni su un quarto della gamma.

COST
In base ai dati di Bloomberg, il rendimento medio a scadenza di un indice governativo globale è del 0,90% lordo con una duration di circa 7,5. Lo stesso indice globale ma costituito da emissioni societarie invesment grade ha attualmente un rendimento a scadenza del 2,2% lordo con duration di 6,6.
Interessante notare come State Street non ha solo tagliato i costi degli ETF obbligazionari in percentuali comprese tra il 20% e il 50%, ma anche le commissioni di diversi prodotti azionari che in alcuni casi hanno raggiunto, dopo la riduzione, un “Expense Ratio” di 0,15%. (vedi lista completa)
Il taglio più importante è stata attuato su uno degli ETF Continua a leggere

Come scegliere il Miglior Fondo a Gestione Attiva

La risposta cerca di fornirla un interessante studio di Vanguard. La celebra fund house americana ha cercato di individuare la metrica più efficace nel prevedere quei fondi destinati a generare il migliore alpha, ovvero il rendimento aggiuntivo aggiustato per il rischio rispetto al benchmark di riferimento.

alfa
Non esistono strumenti perfetti per “predire” la performance futura di un fondo in termini relativi, cioè rispetto ad un benchmark.
Ancora una volta il costo sembra essere l’elemento che più riesce ad avvicinarsi a tale obiettivo, ma soprattutto a costi più elevati non corrispondono alpha più elevati smentendo, almeno per il risparmio gestito, l’idea che prezzo alto uguale qualità elevata.

La ricerca di Vanguard si concentra su 5 elementi. Costo, concentazione del fondo in termini di strumenti di investimento posseduti, turnover, capitalizzazione del fondo e performance passate. Continua a leggere

10 mila grazie!

10Il blog ha appena raggiunto le 10 mila visite in meno di due mesi dalla sua nascita e per questo vorremmo dire grazie a tutti quelli che lo hanno visitato e che lo faranno in futuro.

Se avrete voglia e tempo di farlo diamo la possibilità ad ogni lettore di votare il livello di gradimento per il blog … ogni commento è ovviamente il benvenuto!

Il sondaggio lo trovate nella sidebar di destra del blog.

Buon investimento a tutti!