Bond e Azioni Quando il Toro verrà Preso per le Corna?

Ho trovato molto interessanti nei giorni scorsi due tabelle che possono bene sintetizzare quella che è la comprensibile apprensione che oggi attanaglia la maggior parte degli investitori.
La prima tabella, fonte Bespoke, ci mostra come il bull market attuale cominciato nel 2009, rappresenta il quarto più lungo della storia (almeno partendo dal 1928) così come il quarto più potente in termini di intensità del rialzo (+212,9%). Per bull market si intende sempre quella fase dei mercati azionari che prevede un rialzo di almeno il 20% seguente una correzione di almeno il 20%.

storia bull market sp500
La terza piazza però non è lontana e fra circa due mesi potrà essere suggellato il sorpasso portando sul gradino più basso del podio l’attuale fase rialzista dei mercati cominciata nel 2009.
La seconda tabella che voglio postare è invece di fonte JpMorgan Asset Management e mostra l’impatto sui prezzi delle obbligazioni di un ipotetico rialzo nei tassi del 1%. Ovviamente più si allungano le scadenze più elevate sono le perdite potenziali.

impatto 1%bond

Vista così non ci sarebbe da stare molto allegri. Tassi ai minimi storici potrebbero significare perdite sicure in conto capitale per effetto di uno “statistico” rialzo nei rendimenti. Azioni che salgono da sei anni rendono altrettanto probabili correzioni di mercato o addirittura bear market poiché “statisticamente” non si sale all’infinito.

Mettere tutto in monetario è la soluzione? Sappiamo bene che questa non può essere una risposta. Se si hanno progetti di breve, medio o lungo periodo la soluzione deve essere adeguata. Il quarto più lungo bull market della storia azionaria americana non significa per forza che siamo alla fine del film. Potrebbe durare un altro anno e mezzo diventando il secondo bull market della storia o addirittura ambire a diventare il primo (1987-2000) dalla durata doppia rispetto a quello attuale. Stesso discorso può essere fatto per l’intensità del rialzo. Altri 55 punti percentuali (che non sono pochi) servono per arrivare alla medaglia d’argento, ma addirittura 370 per quella d’oro. Come vedete è questione di punti di vista, ma soprattutto di necessità anche oggi di veder comunque investiti nell’equity parte dei propri risparmi.

Che dire poi dei bond. Osservate la tabella sotto

etf ond 2014-2015
Ho analizzato alcuni principali ETF quotati a New York (quindi in $) rappresentativi delle duration di mercato. Dal 24 dicembre 2014 al 30 gennaio 2015 i tassi decennali sono scesi di 60 punti base, mentre dall’inizio di febbraio a oggi i tassi sono saliti di 55 punti base.

tnoteLe conseguenze sui prodotti investiti in bond governativi e corporate sono evidenti con saliscendi degni di un mercato azionario. Chi stava nel giusto? Coloro che senza paura hanno comprato a inizio febbraio o coloro invece che hanno comprato con ottimi risultati a fine 2014. Siccome il mercato dei bond americani è il più liquido al mondo con decine di operatori istituzionali che spostano enormi masse di denaro, non è pensabile che a gennaio ci fossero degli ingenui a frequentare i desk mentre a febbraio sono tornati dalle ferie i furbi.

La realtà è che anche il mercato dei bond è soggetto alla volatilità, soprattutto e ovviamente quello a più lunga duration. Voi dovete scegliere se stare dalla parte sicura della curva (quella corta) con rendimenti molto bassi, oppure stare dal lato lungo e spuntare remunerazioni migliori in conto interessi. Chi vuole ottenere rendimenti più elevati nel lungo periodo deve necessariamente correre più rischi ed essere disposto a veder oscillare la valutazione del proprio patrimonio nel breve periodo.

Non sappiamo quando i tassi prenderanno definitivamente la strada del rialzo o l’equity quella del ribasso,ma rimanere fuori non è mai la scelta migliore. Potremmo perderci il più lungo bull market della storia o il periodo di deflazione più pesante della storia, ma anche no.

Per questo gli obiettivi e l’orizzonte temporale sono decisivi ed ogni scelta di investimento dovrà necessariamente essere tarata su questi ordini di grandezza.

Leggi anche: Cash is NOT King

                        La differenza tra risparmio ed investimento

                        L’importanza dell’orizzonte temporale

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