Tre Menu al Banchetto della Finanza

Si fa di tutto pur di vendere prodotti finanziari ed ovviamente chi confeziona strumenti che hanno come scopo quello di produrre un rendimento elevato per l’investitore, cercheranno sempre di più in futuro di utilizzare tutte le leve di marketing a loro disposizione per cercare di spingervi verso l’acquisto di merce il cui potenziale di apprezzamento risulta decisamente spuntato fin da ora.

menuQualcuno si muove (vedi qui), ma nel mondo del gestito c’è una certa titubanza a ridurre i margini di guadagno forniti dalle generose commissioni; piuttosto si tende ad isolare (o addirittura chiudere) prodotti dal potenziale di rendimento molto scarso, per far convergere (e sognare) i risparmiatori verso prodotti a commissioni uguali o superiori (così gli utili societari 2015 sono a posto), senza però certezze di rendimento che per loro natura questi prodotti non possono naturalmente offrire.
Total, absolute, long short, il mondo del gestito sta spingendo su questo tipo di strategie perché possono tenere buono l’investitore smarrito dal tasso zero, promettendo come obiettivo (obiettivo non è uguale a certezza) un certo livello di rendimento al di sopra del tasso monetario (praticamente zero).
Su questo pagine non troverete mai negatività assoluta su certi tipi di investimento direzionali e old style, come in questo caso l’obbligazionario. Anche se i tassi sono ridotti all’osso la sua importanza strategica sul portafoglio è essenziale. Bisogna solo essere realisti e mettere le carte sul tavolo, peccato che lo si faccia per una parte (spesso e volentieri i bond) e non per l’altra che genera le maggiori entrate commissionali (quasi sempre azionario, bond alto rendimento, ecc…).
Oggi vogliamo perciò essere realisti sul mondo bond e commentare un’analisi molto interessante Continua a leggere