Alla Ricerca dei Saldi di Mercato

Molto spesso gli investitori guardano con favore, soprattutto nelle fasi di mercato azionario fortemente rialzista come quella attuale, alle azioni o ai settori (o aree geografiche) che sono rimasti più indietro rispetto all’indice generale; pensando di scovare come in una soffitta l’occasione a cui nessuno finora aveva pensato, si compra confidando in un veloce recupero del gap o comunque in una performance più elevata della media.

saldiGuardando le performance recenti (causate anche dal calo del prezzo del petrolio) il settore energy è uno dei candidati preferiti da investitori alla ricerca di azioni a “presunto” sconto. Il rapporto tra dividendi e prezzo delle azioni americane impegnate nel settore petrolifero è ad esempio ai massimi degli ultimi 20 anni rendendo teoricamente molto interessante un investimento in questo settore anche alla luce dei bassi tassi di interesse sui bond.

Come si vede dalla tabella il mercato finora non è stato di questa opinione bruciando interamente negli ultimi 5 anni il flusso di dividendi con un calo dei prezzi.

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Ovviamente a questo punto scatta l’idea dell’occasione, del mercato che non prezza correttamente queste azioni, dell’eccessivo pessimismo. Ogni mattina milioni di investitori comprano e vendono azioni sul mercato e pensate che nessuna abbia avuto la vostra idea? Pensate davvero che fior di analisti che passano intere giornate a studiare i bilanci o i grafici di queste società non siano arrivati alla stessa conclusione? La realtà è che il mercato si muove spesso in anticipo per motivazioni apparentemente illogiche e può rimanere in condizioni come quelle attuali per anni senza spiegazioni razionali.

Guardate il grafico successivo fonte Alliance Berstein.

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Gli analisti americani mettono a confronto le performance delle azioni appartenenti al Msci Energy rispetto al Msci World in due fasi di shock nel prezzo del petrolio, il 1986 e il 2009. Qui non ci interessa indagare sulle cause e sulle analogie con il caso attuale, quanto piuttosto la diversa reazione delle azioni petrolifere. La performance relativa fu peggiore del mercato nel primo caso e migliore nel secondo. Questo 50% di fatto smentisce il luogo comune che preferire le azioni del settore Oil all’azionario mondiale dopo una brusca caduta nel prezzo del petrolio si rivela la scelta migliore.

Ancora una volta una saggia diversificazione risulta essere la scelta più di buon senso  per i propri investimenti. Poi se vi va di fare la scommessa fatela pure se questo vi farà sentire meglio. Sappiate però che non necessariamente questa personalizzazione creerà le premesse per un risultato migliore.

Fonte: Alliance Bernstein

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