Barbell, una Strategia di Buon Senso per i Prossimi Anni

Le due strategie che preferisco quando investo in obbligazioni sono le cosiddette strategie Laddering e Barbell . Mentre la prima si basa sulla tecnica dei gradini (diversificare il portafoglio obbligazionario con varie scadenze), la seconda, detta anche del Bilanciere, si basa sulla tecnica degli estremi, ovvero investire una buona fetta del denaro (idealmente tra il 70% e l’80%) in titoli a scadenze ravvicinate (entro 1 anno) ed il residuo in titoli a lunga scadenza (da 10 anni in su).

BARBELL
Ovviamente non sappiamo che strada prenderanno i tassi nei prossimi anni però vi conviene scegliere tra queste due tecniche se non vorrete avere spiacevoli sorprese. Se infatti mettete tutta la posta in duration molto basse rischiate di incamerare rendimenti zero o addirittura negativi dal punto di vista nominale per diversi anni qualora la condizione attuale andasse avanti per diverso tempo; viceversa se mettete tutta la posta in scadenze lunghe per catturare rendimento rischierete di accumulare perdite di prezzo (e di opportunità visto che non potrete reinvestire) se i tassi saliranno.
Ho perciò voluto fare un test ed applicare la tecnica Barbell ad un periodo temporale, quello 1934-1981, che include uno scenario simile a quello attuale. Nel 1949 i tassi decennali americani chiusero l’anno con un rendimento del 2,19% mentre i T-Bill a 3 mesi erano al 1,10%, in rialzo dopo essere stati sotto zero dal 1935 al 1948.barbell1
Possiamo idealmente dividere il 1934-1981 in quattro blocchi.

Un periodo post grande depressione che, dopo una rialzo nei tassi a breve di qualche anno, costrinse l’America a tenere i tassi molto bassi dal 1934 al 1948, annata in cui i T-Bill chiusero sopra l’1% dopo un lungo periodo da prefisso telefonico. I tassi decennali rimasero sempre compressi tra il 2% e il 3% di rendimento.

Un secondo periodo dal 1949 al 1959 in cui i tassi sui decennali salirono in maniera piuttosto soft passando dal 2,19% del 1949 al 4,69% del 1959. Anche i T-Bill a 3 mesi salirono in termini di rendimento in maniera regolare passando dal 1,10% del 1949 al 3,26% del 1959.

Il terzo periodo fu relativamente breve e abbracciò il 1960-1966 con una stabilità assoluta nei rendimenti decennali che rimasero tra il 3,86% del 1960 e il 4,84% del 1966, anno in cui la curva dei rendimenti divenne piatta visto che il rendimento dei T-Bill pareggiò quello dei decennali.

Il quarto e ultimo periodo che va dal 1967 al 1981 fu quello del decollo dei tassi di interesse sia nella parte a lunga che in quella a breve. I decennali passarono dal 4,84% del 1966 al 13,72% di fine 1981 mentre i T-Bill passarono dal 4,84% del 1969 al 14,30% del 1981 quando la curva dei rendimenti sì invertì dopo aver subito lo stesso trattamento nel 1970 e nel 1973-1974.

Fatto questo riassunto storico andiamo a vedere come si comportarono in termini nominali gli investimenti obbligazionari. Ho fatto tre simulazioni, quella di un investimento 100% in decennali americani, quella di un investimento 100% in T-Bill tre mesi e quella Barbell. In quest’ultimo caso ho deciso di effettuare il test con l’80% di portafoglio investito in T-Bill ed il 20% in decennali. Vediamo i risultati.

barbell2Fonte dati: Damodaran

Nel primo periodo 1934-1948, probabilmente molto simile a quello vista dal 2009 ad oggi, investire in TBond si rivelò vincente con un ritorno annuo composto del 2,80% contro il modestissimo 0,30% del monetario e 0,90% del Barbell.

Nel secondo periodo 1949-1959, quello del rialzo seppur moderato dei tassi decennali (250 punti base dal minimo al massimo), i T-Bond persero nettamente con un ritorno modesto dello 0,80% annuo mentre il T-Bill ritornò un 2% annuo ed il Barbell l’1,60%.

Il terzo periodo 1960-1966, quello della tranquillità dopo il rialzo dei tassi, vide un generale allineamento nelle performances.

Il quarto periodo 1967-1981, fu quello della disfatta dei T-Bond con CAGR annuo del 3,70% (spazzato via dall’inflazione) e del trionfo della strategia 100% T-Bill e Barbell che superarono entrambe il 6%.

Sintetizzando il T-Bond vinse in due range temporali il T-Bill negli altri due. Peccato che abbiamo un problema. Dando per scontato che ci troviamo in una fase simile a quella del primo periodo 1934-1948 in cui i tassi rimasero a lungo vicini allo zero, non sappiamo se nei prossimi anni usciremo da questo tunnel entrando in uno scenario come quello 1949-1959 di rialzo moderato dei rendimenti o in uno scenario da Nightmare per i bondholders come quelle 1967-1981. Evidente che bisognerebbe scommettere su uno degli scenari.

Se permane quello attuale per i prossimi anni bisognerebbe comprare scadenze lunghe, se invece si pensa che siamo di fronte ad un rialzo dei tassi bisognerebbe comprare monetario. Scommessa appunto, ma come sappiamo con i nostri risparmi non si scherza e soprattutto non si gioca. Ecco perché, guardando a tutte e quattro le soluzioni, la strategia Barbell è quella che esce meglio, vi fa correre pochi rischi, ma nello stesso tempo vi permette di catturare un po’ di rendimento dalla parte lunga della curva. Soprattutto avrete un investimento opzionale, ovvero che vi permetterà di catturare ogni opportunità che offrirà il mercato dei bond nei prossimi anni.

Quindi Laddering o Barbell la raccomandazione finale è quella di non prendere drittoni perché avete dentro di voi una convinzione (o avete sentito presunti guru con la verità in tasca). Bilanciate bene il vostro portafoglio bond e non precludetevi con queste strategie nessuna opzione futura, non rimarrete delusi.

Leggi anche: Cosa ci stanno dicendo i tassi di interesse

                        La saggezza dei bond

                        Soluzione di investimento in un ambiente con bassi tassi di interesse

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3 thoughts on “Barbell, una Strategia di Buon Senso per i Prossimi Anni

  1. erreffe 19 marzo 2015 / 12:16

    Sempre molto interessante!
    Come si potrebbe replicare la Strategia Barbell per un investitore italiano?
    btp decennale x il tbond?ma per il tbill? immagino che gli etf non vadano troppo bene, vista la duration costante,oppure si?
    un’altra soluzione che ti vorrei prospettare:cosa ne pensi delle Gestioni separate assicurative per coprire la parte bond,considerando il loro particolare metodo di calcolo?
    grazie!! 🙂

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    • archeowealth 20 marzo 2015 / 23:01

      Beh per le gestioni separate in questo momento direi che sono uno dei prodotti più consigliati. Il problema è il caricamento applicato sui versamenti…
      La strategia Barbell è facilmente replicabile per i mercati americani con ETF come quello di ishares 20+ abbinato ad un classico Fed Funds monetario. L’unico problema è che bisogna comprare l’ETF 20+ credo in Germania perchè in Italia ancora non è arrivato.
      Stesso discorso per l’Europa. Ho letto da qualche parte che Lyxor quoterà un ultralong ETF europeo (mi sembra in Francia) mentre per la componente più corta anche in questo caso ETF monetari o floater (ce ne deve essere uno di fresca emissione).

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  2. erreffe 21 marzo 2015 / 0:56

    Grazie, sempre gentilissimo!

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