Occhio che Coprire il Cambio Comincia a Costare Parecchio

Abbastanza affascinati (per chi ha il portafoglio pieno di biglietti verdi) oppure smarriti (per chi non ce li ha) dal movimento del Dollaro delle ultime settimane, i risparmiatori si trovano di fronte ad un bivio non infrequente per chi fa investimenti in prodotti aperti al rischio di cambio.

hedge
E ‘ arrivato il momento di coprire il rischio valutario oppure no? Rimando agli specialisti dell’analisi tecnica e fondamentale le riflessioni su quale potrebbe essere l’evoluzione di EurUsd nei prossimi mesi, quello che invece voglio commentare qui è una riflessione sul costo della copertura.

Quando si va a neutralizzare il rischio valutario di un investimento si possono avere dei costi (se i tassi di interesse della propria area di riferimento sono più bassi) o addirittura dei premi nel caso opposto, ma di questo ne abbiamo già parlato qui (il fascino esotico della scommessa valutaria) e qui.

L’europeo adesso si trova in una situazione in cui, Svizzera a parte, coprire il rischio cambio comporta un onere. Prendiamo ad esempio il costo di una copertura di un investimento in Dollari a 12 mesi. Allo stato attuale lo spread tra tassi americani e tassi europei sul mercato interbancario è di circa 50 punti base che diventano oltre 90 andiamo a vedere il differenziale tra titoli di stato americani e tedeschi.
Tutto questo si riflette nei cosiddetti punti forward che verranno applicati all’atto della copertura. Ad un cambio EurUsd di 1,08 coprire il rischio di cambio sui dollari in portafogli vi costerà ad un anno quasi 1 punto percentuale visto che la vendita a termina avrà un cambio di chiusura di 1,0890, il livello al quale consegnerete i vostri dollari all’intermediario.

Questo costo non è compreso in nessun factsheet essendo un parametro variabile e non è un fattore da sottovalutare quando si investe in prodotti obbligazionari mondiali dai rendimenti già di per sé modesti.
Un ETF che replica l’indice Barclays Global Aggregate in versione però hedged, a fine febbraio vantava un rendimento a scadenza del 1,48% con un costo del prodotto complessivo dello 0,30% ; come scritto nel factsheet del prodotto di db-x per esempio, la Commissione Onnicomprensiva non copre eventuali costi relativi all’operazione di Swap OTC e tra questi ci sono anche quelli di copertura cambio.

Questo significa che esiste il rischio, essendo la copertura su base mensile, che un mantenimento o addirittura un allargamento del differenziale tassi tra Stati Uniti ed Europa, possa portare ad una forte erosione del rendimento a scadenza indicato nel factsheet poiché come detto prima coprire costa all’investitore europeo parecchio se consideriamo i bassi rendimenti. Su un fondo Global Aggregate al momento è solo la metà del portafoglio interessata (prevalentemente i bond americani ed inglesi), ma su un portafoglio 100% Usd o 100% Gbp il costo di copertura è una variabile di cui dovrete tenere conto nelle vostre aspettative di rendimento su prodotti hedged.

Leggi anche: Metodi di copertura del rischio di cambio: il contratto a termine

Il fascino esotico della scommessa valutaria

Coprire il rischio cambio sugli investimenti obbligazionari crea valore?

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