E se nel 2015 Bond ed Azioni Chiudessero con il Segno Meno?

Più il mercato azionario galoppa più il timore degli investitori di un ribaltone pesante aumenta. Tutto normale, nulla sale all’infinito, ma come abbiamo già visto qui ogni risparmiatore ha a disposizione armi adegutate per contrastare gli eventuali cali di mercato. Ovviamente mi riferisco al mercato obbligazionario il quale però oggi offre garanzie di ritorno sempre più modeste trasformandolo nella mente degli investitori come un rischio potenziale forse pari a quello dell’azionario. E’ arrivato il momento di buttare giù qualche numero per fare chiarezza e rimettere in carreggiata le idee.

paura
E’ verissimo che il mercato monetario e dei bond offre veramente poco. In alcuni casi esso è arrivato a livelli mai visti prima (bond europei) ed i ritorni che avremo in futuro quasi sicuramente non saranno più quelli che ci ha consegnato mediamente la storia finanziaria. Da qui ad abbandonare questa asset class però ce ne passa e mi avvalgo della tabella successiva per confermare la valenza di questo strumento di investimento nelle giuste quantità in coerenza con orizzonte temporale, profilo di rischio ed obiettivi di ciascun risparmiatore.

La mia fonte di analisi storica non può che essere il mercato americano con numeri che partono dal 1928 per arrivare al 2014.

scenari bond equity 1928 2014(fonte dati: Damodaran e Robert Shiller database)

L’anno passato TBond e S&P500 sono saliti entrambi, un evento non così raro visto che è accaduto per ben 50 volte negli ultimi 87 anni, ovvero nel 57% del tempo entrambi gli asset sono saliti di prezzo. Ovvio che l’equity ha fornito un rendimento superiore a quello dei bond, mediamente 3 volte in più a fronte di una volatilità maggiore come testimoniato dal range tra minimo e massimo.

La seconda possibilità di questo 2015 (quella che la maggior parte degli analisti pronostica) è quella di un mercato azionario che sale a fronte di un mercato dei bond che scende (ultimo caso quello del 2013). Negli ultimi 20 anni questa situazione si è venuta a creare solo quattro volte avvalorando il dato statistico che vuole equity su e bond giù solo nel 15% del tempo intercorso dal 1928. Sbilanciarsi in questa ipotesi è statisticamente rischioso, ma se si verificasse mediamente il calo del mercato obbligazionario sarebbe del 4,2%, ben compensato da un azionario che mediamente è salito in questi contesti di oltre il 20%. Un portafoglio ben diversificato non avrebbe problemi.

Terzo caso, quello che nessuno si augura invece quest’anno, solo il mercato obbligazionario sale. Qui in 1 caso su 4 degli ultimi 87 anni abbiamo vissuto questa fase (quindi la probabilità è maggiore del caso 2 da tutti pronosticato per il 2015). La funzione protettiva dei bond nei casi di caduta del mercato qui risulta in tutta la sua evidenza; chiaramente con i rendimenti attuali vedersi ritornare il 6,5% di valore medio conseguito dal mercato obbligazionario in un anno negativo mi pare eccessivamente ottimista, ma certamente tra la metà ed un terzo della perdita dell’equity verrebbe coperta dai bond. Anche in questo caso un portafoglio ben diversificato non uscirebbe con le ossa rotta ma avrebbe piuttosto la capacità di recuperare nel giro di qualche anno le perdite accumulate.

Quarto ed ultimo scenario, quello che gli investitori ansiosi temono ogni inizio d’anno, sia bond che azioni perdono valore. I casi rilevati in 87 anni di storia finanziaria sono solo 3, il 1931, il 1941 e il 1969.
Ovviamente non si può escludere che quel 4% di probabilità si verifichi proprio nel 2015, ma investire il 100% del portafoglio basandosi su un evento occorso 3 volte in 87 anni non mi pare una scelta di buon senso (in questo caso mi rivolgo agli iperprudenti).

bond equity down
Ho voluto fare una simulazione e vedere cosa sarebbe successo a distanza di 5 e 10 anni dall’annata del calo contemporaneo di bond ed equity ad un portafoglio 50% azioni 50% Bond. In quelli che reputo gli anni più simili a quelli attuali per rendimenti di bond decennali e soprattutto di Fed Funds prossimi allo zero, ovvero il 1931 e il 1941, possiamo vedere come a distanza di 5 e 10 anni soldi non se ne sono persi. Stessa situazione nel 1969 dove azioni e bond vissero un’annata molto simile in termini di performance. Certamente si potrebbe dire che portare a casa un rendimento annuo nominale (quindi non reale) del 3,1% e del 1,8% è insoddisfacente, su questo sono d’accordo, ma tutto sommato non mi sembra neanche tanto lontano da quelli che sono i rendimenti attesi attualmente incorporati nelle quotazioni di mercato. E’ comunque sempre meglio dello zero monetario, ma soprattutto non assumerebbe questi contorni se ci fosse un piano di accumulo nel periodo o se l’obiettivo temporale fosse molto più lungo.

Non abbiate paura di investire, seguite le semplici regole che decine di volte vi abbiamo ricordato nei post precedenti e lasciate stare tattiche e strategie complicate. I mercati americani hanno passato guerre, recessioni mai viste prima, collassi finanziari, ma quello che vi ho offerto è la sintesi di tutto ciò e non mi sembra ci sia nulla di drammatico a meno che non abbiate bisogno dei soldi dopodomani.

Leggi anche: Perchè tenere i Bond in portafoglio

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