Fondi a Gestione Attiva, la Difficoltà di Battere il Benchmark (update dicembre 2014)

E’ stato pubblicato da S&P Dow Jones Indices il rendiconto di fine 2014 spiva-us-year-end-2014. Scorecard che misura periodicamente l’andamento dei fondi rispetto agli indici di mercato gestiti appunto da S&P Dow Jones. Ne avevamo già parlato qui, ma quello pubblicato a marzo è il dato finale del 2014, un’annata che come vedremo può essere considerata horribilis per i fondi americani e che in un certo senso spiega anche alcuni risultati dei prodotti candidati al Morningstar Award 2014.

fund

Andiamo con ordine. Le statistiche di S&P ci dicono che nel 2014 l’87% dei fondi azionari americani sono stati battuti dal benchmark, il risultato peggiore da quando nel 2000 sono cominciate le rilevazioni. Come si vede dalla tabella seguente il 2013 tutto sommato aveva visto prevalere il gioco a somma zero con 1 fondi su 2 sopra gli indici di riferimento, ma il 2014 ha riportato le lancette al 2011 quando l’84% dei fondi azionari non riuscì a battere il mercato.

spiva1Scorrendo la tabella viene sfatato anche il mito del fondo small cap abil in teoria nel creare alfa in modo sistematico per effetto delle capacità dei gestori di scovare occasioni; sette fondi su 10 sono stati battuti dall’indice di mercato, una situazione che va mediamente avanti dal 2011.

S&P Dow Jones fornisce anche una tabella di questi risultati a 3, 5 e 10 anni senza alterare più di tanto i risultati ad 1 anno. I fondi azionari americani sulla distanza 10 anni sono superati dal benchmark nel 76% dei casi che diventano 88% per le small cap.

Non va molto meglio per il settore dei REIT dove i fondi immobiliari a 12 mesi hanno fatto registrare 8 punti in meno di performance rispetto all’indice con un gap a 10 anni strutturalmente attorno al 1% annuo (che siano i costi?).

La seconda tabella è relativa ai fondi internazionali ed emergenti. Anche qui nel 2014 tra il 68% e il 76% dei fondi non è riuscito a superare l’indice, mentre si intravede una piccola nota positiva sui fondi small cap internazionali che in 1 caso su 2 riescono a far meglio del benchmark nell’arco di 3 e 5 anni. Pessimi i fondi investiti sui mercati emergenti che a 10 anni in 9 casi su 10 fanno peggio del benchmark.

spiva2Tutto negativo insomma? No una modesta e fioca luce si vede sui comparti obbligazionari. In particolare nella categoria intermediate e income (quindi i fondi obbligazionari aggregate che investono su governativi e credito) si registra una capacità dei gestori (circa 2 su 3) di fare meglio del mercato. Non fatevi comunque illusioni poiché sulla distanza a 10 anni l’outperformance si riduce a 1 su 2 in perfetta linea con il detto che la finanza è un gioco a somma zero.

spiva3
Come per le small cap anche i fondi high yield smentiscono il mito che i gestori sanno muoversi meglio in questo territorio. 73% la percentuale di gestori battuti l’anno scorso dal benchmark che diventa addirittura 92% a distanza di 10 anni. Pessima anche la capacità dei gestori sui bond emergenti di fare meglio del mercato con il 2014 che ha visto l’84% dei fondi sotto al benchmark.

E non è un caso se tra i candidati alla vittoria dei Morningstar Awards il miglior risultato nella categoria emergenti è stato ottenuto nel 2014 da un ETF di iShares, un risultato che in modo analogo è stato registrato nella categoria EuroBond con un ETF di Amundi. Ovviamente ci sono anche categorie in cui brilla qualche fondo, ma il fatto che anche nelle categorie US Equity e Azionario Internazionale gli ETF fanno la parte del leone, vi fa capire quanto risulti difficile mediamente per i gestori fare meglio del mercato di riferimento. Esistono quelli bravi, ma come già ripetuto altre volte il difficile è selezionarli prima ed assistere ad una persistenza dell’over performance nel tempo.

Fonti: SPIVA S&P Dow Jones

            Advisor Online

Leggi anche: Quanto è dura rimanere i migliori

                        Come scegliere il miglior fondo a gestione attiva

                         I gestori di fondi a gestione attiva sanno proteggerci dai ribassi? Insomma…

                         I MacGyver degli investimenti

Annunci

2 thoughts on “Fondi a Gestione Attiva, la Difficoltà di Battere il Benchmark (update dicembre 2014)

  1. gianlucamar 3 aprile 2015 / 8:46

    Ti leggo sempre con piacere, complimenti! Volevo chiederti se esiste qualche analisi che oltre a fotografare il differenziale di rendimento tra gli indici e i fondi tocca il tema del rischio (maxdrowdown, vol. Ecc)?

    Mi piace

    • archeowealth 3 aprile 2015 / 21:45

      Ciao e grazie per i complimenti. Diciamo che la tua domanda è un pò generica. Se selezioni la categoria azioni ad esempio troverai diversi articoli che mostrano statistiche storiche che indicano valori di volatilità e massime perdite. Lo stesso se selezioni la categoria bond o commodities. Sul drawdown ad esempio c’è questo https://investireconbuonsenso.com/2014/12/21/le-perdite-non-sono-sempre-tali/, ma ti ripeto spulciando qua e là ne trovi tanti altri. Seleziona la categoria Storia e li recupererai tutti insieme.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...