Quando Finirà il Mercato Toro?

Risale ormai a ottobre 2011 l’ultima correzione superiore al 10% dell’indice americano S&P500, quasi 1300 giorni fa all’interno di un bull market in essere da oltre 2185 giorni. Se questi numeri possono impressionare e far pensare ad un mercato giunto alla fine della sua corsa, un’occhiata alla storia dell’indice dal dopoguerra ad oggi pone tutto in un’altra prospettiva. Come sempre nessuno sa quando la tendenza cambierà, ma nessuno può nemmeno sentenziare che l’orso sta per impadronirsi di Wall Street.

Dal 1949 utilizzando il canonico 20% per definire un bear market, sulla borsa americana abbiamo avuto 11 Continua a leggere

Japan is Back….in Europe

Ricordo come negli anni passati tanti economisti tranquillizzavano gli investitori europei professandosi sicuri che non ci sarebbe stata la convergenza dell’economia europea verso quella giapponese. Diversa la popolazione, diversa la concezione dell’economia, diverse le banche, diverso il mercato immobiliare, diversa la politica monetaria, bla bla bla…le solite inutili parole accademiche che cercavano di prevedere cosa succederà, ma che ogni volta non sanno spiegare ciò che è successo. Che Taleb avesse ragione? Beh leggetevi questo libro Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita (Saggi) e capirete cosa sto dicendo.

japan

Non so se l’Europa farà la fine del Giappone, ma alcuni elementi in comune ci sono tutti, a cominciare dal profilo demografico. Continua a leggere

Perché gli Investitori Non Battono Mai i Mercati?

La società di consulenza Dalbar ha di recente pubblicato il suo 21esimo report annuale di analisi del comportamento degli investitori sui mercati finanziari. Ripresa qui emergono particolari interessanti sulle difficoltà degli investitori di stare vicini alle performance dei mercati. Premesso che è IMPOSSIBILE per ogni investitore superare le performance dei mercati di riferimento nel lungo periodo e questo per effetto di costi di replica (attiva o passiva), tasse, spread denaro-lettera, costi di trading, stupisce come la media degli investitori in fondi azionari ha sottoperformato nel 2014 lo S&P500 del 8,1% (5,5% contro il 13,6% dell’indice), mentre la media degli investitori in fondi obbligazionari ha sottoperformato il Barclays Aggregate Bond Index del 4,8% (1,1% contro 5,9%).
Non va meglio allargando lo sguardo alla storia degli ultimi 20 anni con il ritorno annuale dello S&P500 che fa 9,8% contro il ritorno medio annuo del 5,1% degli investitori azionari in fondi.
Ecco il resoconto in forma tabellare Continua a leggere

Un Esempio di Ribilanciamento da fare ad Occhi Chiusi

Nel nostro post relativo ai benefici del ribilanciamento avevamo mostrato i grandi vantaggi di rendimento e di contenimento del rischio che certi comportamenti semplici e non frequenti potevano fornire al portafoglio. L’elemento vincente è rappresentato dal metodo ed è importante che il tutto avvenga anche quando le condizioni dei sottostanti non risultino particolarmente allettanti.
Approfittando di alcune considerazioni trovate in rete sui mercati emergenti voglio mostrare un caso concreto di ribilanciamento per vedere cosa succede ad un portafoglio cominciato in un modo e che dopo 5 anni diventa tutt’altro. Continua a leggere

Perché Perdiamo il Buon Senso quando Investiamo

In un precedente post abbiamo già avuto modo di accennare ad alcune regole di buon senso che ogni investitore dovrebbe seguire nel momento in cui decide di investire. Spesso e volentieri però queste buone intenzioni vengono rovinate dalla difficoltà di mantenere la barra dritta dal punto di vista mentale, sia nelle fasi negative che in quelle positive.
Ho provato ad elencare alcuni dei cosiddetti “bias mentali” con cui ogni investitore deve fare i conti quando mette sul mercato i propri risparmi.

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1) Bisogno di conferme. Siamo esseri umani ed a parte qualche rara eccezione tendiamo ad indirizzare la nostra attenzione verso informazioni che confermano le nostre scelte. Se pensiamo che il mercato azionario deve scendere perché siamo nel mezzo di una bolla speculativa, tenderemo a soffermarci su notizie improntate al pessimismo che confermano la nostra tesi, mostrandoci più scettici su analisi permeate di un maggior ottimismo. Continua a leggere

L’Asset Allocation di ArcheoWealth

In risposta ad un lettore ho deciso di pubblicare (sempre che la cosa possa essere di vostro interesse e probabilmente non lo è) quello che è il mio attuale portafoglio di investimento. Quello che vedete è in realtà il 90% del portafoglio, tutto basato su Etf quotati a Milano a basso costo, molto liquidi e con basso spread denaro lettera.
Il restante 10% è di natura tattica (o come dicono quelli ganzi “satellite”) e appaga la mai sopita passione (e professione) per il trading. Continua a leggere

Cosa ci Insegnano gli Ultimi 15 Anni di Mercati

Dopo questo post abbiamo deciso di continuare a dare evidenza a cosa sarebbe successo a quegli investitori che si fecero trascinare dalla bolla della new economy nel 2000 e che eroicamente hanno resistito finora con il denaro investito sui mercati senza farsi prendere da panico o pessimismo.

15 anni
Come si vede dalla tabella il ritorno annuo composto a 15 anni vede i bond vittoriosi sull’azionario in tutti e quattro i paesi analizzati, Giappone, Italia, Germania e Stati Uniti.

In termini nominali (ma anche reali) è indubbio che i titoli di stato italiani hanno offerto i maggiori rendimenti, ma questo sembra anche essere logico alla luce dei tassi di interesse più elevati offerti dal nostro paese. Sorprende piuttosto in termini reali il 4,1% offerto dai Bund tedeschi i quali hanno distanziato di quasi 1 punto percentuale dai Treasury americani, segno che il rentier di Berlino ha tratto un grande beneficio dall’unificazione e soprattutto dalla nascita dell’Euro. Questi dati sono tutti in valuta locale quindi non tengono conto di un’eventuale effetto cambio. Continua a leggere