E’ il momento degli Smart Beta

E’ il momento degli Smart Beta non c’è che dire. Sui blog americani queste due parole troneggiano come anche le due parole ROBO-Advisors. Come già abbiamo discusso qui gli emittenti di ETF vogliono essere più appetibili agli occhi di investitori attirati dalle luccicanti promesse della gestione attiva dei fondi. Ed ecco che nella sezione azionario Style cominciano a farsi vedere ETF Value, Momentum, Cape, Size, ecc…

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Un bell’articolo di Burton Malkiel  l’autore di A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo ci spiega come anche in questo caso siamo di fronte ad un fenomeno di marketing più che di efficienza. Intanto un appunto sulla definizione “Smart Beta”. La parola Beta richiama ciò che fanno tutti gli ETF a replica di un indice (ovvero a Beta 1), ma la parola Smart che vuol dire? Siamo nell’era dei social e degli smart facili, ma sono d’accordo con Malkiel quando dice che molte persone interpretano questi prodotti come strumenti che fanno meglio del mercato usando comunque strategie a replica passiva. La differenza sta nella parola “fanno” che andrebbe riscritta come “possono” fare meglio del mercato.

Se infatti il Beta altro non è che la replica di un indice e quindi quello che in media ritorna il mercato, lo smart Beta è uno stile di investimento basato sul presupposto che azioni che rispondono a determinate caratteristiche sono sottovalutate. Mentre un classico ETF che replica un indice è strutturato sulla base dei pesi per capitalizzazione delle varie società che compongono l’indice, i gestori degli Smart Beta indicano la replica dell’indice come non ottimale. Piuttosto, senza andare a scomodare l’altrettanto inefficiente gestione attiva, è possibile replicare il mercato a costi bassi con un ridotto turnover di titoli e senza assumere rischi ulteriori. Questo bel quadretto si basa sulla scelta di strategie che vanno dal value (bassi rapporti di prezzi utile e prezzo patrimonio), al growth (small cap rispetto a large cap) al momentum fino alla strategia a bassa volatilità (azioni più stabili rispetto ad altre più mosse).

Tutto molto interessante ma comunque poco discrezionale e quando c’è discrezionalità non è detto che vada sempre bene poiché usciamo dal sentiero della media. Vi ricordate la storia secondo la quale la finanza replicata con fondi è un gioco a somma peggiore di zero? Bene questo vale per gli ETF a replica, come ovviamente per i fondi, ma anche per gli Smart Beta.
Giustamente Malkiel punta il dito sul fattore tempo. E’ vero che le azioni sottovalutate tendenzialmente hanno portato ritorni migliori di quelle correttamente o sopravalutate, ma questo intanto non è sempre valido (dal 2000 al 2009 le società value hanno sottoperformato) e soprattutto questi prodotti non possono essere venduti senza fare distinzioni di orizzonte temporale. Possono passare lunghi periodo in cui le strategie non producono i risultati attesi. Ad esempio, oltre al caso delle società value, le strategie momentum sono risultate sottoperformanti nella prima decade del ventunesimo secolo oppure le small cap hanno sottoperformato dal 1984 al 2001 o ancora negli ultimi tre anni le azioni “low volatility” hanno fatto peggio delle azioni che compongono l’indice principale.

Poi c’è il lato dell’efficienza e dei costi. Seppur di poco questi prodotti costano di più dei classici ETF e necessitano di più frequenti ribilanciamenti rendendo il prodotto comunque più oneroso e probabilmente a maggior spread prezzo-Nav per effetto di una minor liquidità.

In conclusione ribadiamo il concetto che qui c’è tanto marketing mentre abbiamo dei seri dubbi che per un risparmiatore questi prodotti possono produrre dei reali benefici. Magari sì, ma magari anche no e soprattutto non si capisce quale tipo di strategia andrebbe scelto. Vanno tutti bene? O vanno bene solo alcune strategie in alcuni contesti? Insomma una discrezionalità che comunque può fare meglio o peggio del mercato preso come riferimento, un’incertezza di cui non abbiamo bisogno nel nostro processo di investmento.

Fonte: Wealthfront – Smart Beta

Libri consigliati: Burton Malkiel A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo

Leggi anche: Il marketing finanziario si scatena anche sugli ETF

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