L’Asset Allocation di ArcheoWealth

In risposta ad un lettore ho deciso di pubblicare (sempre che la cosa possa essere di vostro interesse e probabilmente non lo è) quello che è il mio attuale portafoglio di investimento. Quello che vedete è in realtà il 90% del portafoglio, tutto basato su Etf quotati a Milano a basso costo, molto liquidi e con basso spread denaro lettera.
Il restante 10% è di natura tattica (o come dicono quelli ganzi “satellite”) e appaga la mai sopita passione (e professione) per il trading.
Personalmente ho cominciato ad investire durante la corsa sfrenata dei listini azionari degli anni 1998-1999, ma non sono uno di quelli che vi racconterà che sono stato bravo ad uscire in anticipo, anzi.
Mi sono preso in faccia tutta la discesa e come il 99% degli investitori ho vissuto la nausea da finanza dando la “colpa” ai cattivi mercati speculativi di quegli anni, mai che fosse colpa mia. La tentazione di mettere tutto in monetario e rimanerci è stata forte (e per un po’ l’ho fatto lo ammetto), ma poi ho cominciato a leggere, informarmi, cercare di capire la storia dei mercati, la finanza comportamentale e, per mia fortuna, dal 2004 in avanti ho ripreso ad investire con regolarità i miei risparmi tramite un piano di accumulo. In un primo momento con fondi, poi solo con ETF.

ASSETLORgraf
Pochi prodotti e trasparenti assecondando quella filosofia che raccontiamo da mesi su questo blog. Ovviamente questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO.
Sicuramente qualcuno rimarrà deluso aspettandosi chissà cosa, ma se c’è una cosa che odio è l’incoerenza e in quello che scrivo ci credo, quindi…
Non invito nessuno a replicare questo portafoglio perché, come scritto diverse volte su questo blog, tutto il processo di investimento dipende dal vostro profilo di rischio, dall’età, dalla situazione lavorativa, dalla famiglia più o meno numerosa di cui dovete farvi carico, dalle disponibilità economiche attuali, ecc…
Nello stesso tempo credo però che questo portafoglio possa essere un buon spunto di riflessione per chi deve cominciare ora a fare certi ragionamenti, in un momento di mercato difficilissimo per effetto di rendimenti attesi piuttosto modesti da tutte le asset class.

Buon investimento a tutti!

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

 

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12 risposte a "L’Asset Allocation di ArcheoWealth"

  1. rb 25 aprile 2015 / 10:46

    Ciao A.Wealth Non solo apprezzo molto, ma lo aspettavo anche con molto interesse, quindi grazie grazie grazie. La prima cosa che mi viene da chiederti è il motivo della tua preferenza per la versione europea del reit, avendo preso anche l’euro aristocrat come azionario europeo. Ti chiedo per capire come hai ragionato, valutato e scelto i componenti. Coerentemente niente hy. Buona giornata!

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    • archeowealth 25 aprile 2015 / 12:20

      Ciao RB. La mia scelta per REIT e High Dividend europei è legata alla volonta di proteggermi dall’inflazione europea nel lungo periodo. Con l’High Dividend tramite capitale di rischio azionario con i REIT quello immobiliare. Avrei potuto scegliere un Euro Inflation Linked al posto del Global Inflation e preferire un REIT Globale, ma siccome l’ETF Euro Inflation è poco diversificato (tantissima Francia) ho preferito il Real Estate come protezione dall’inflazione. Il peso maggiore dato dall’Europa (anche azionaria) è quindi legato al fatto che vivo nel Vecchio Continente e con la sua moneta e la sua inflazione mi devo confrontare. A questo aggiungo anche il fatto che mi è servito per compensare lo scarso peso di Europa nel iShares Core Msci World. Per quello che riguarda l’Hy sai come la penso mentre stavo riflettendo se cominciare a breve un piano di accumulo sulle commodities, o meglio sulle società legato al mondo commodities.
      A presto.

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  2. rb 25 aprile 2015 / 13:20

    Ottimo, lo replicherò senz’altro, fedelmente! Però ti vorrei fare un’altra domanda, se posso e se ti va di rispondere: mettiamo che uno avesse già a disposizione il capitale disponibile e non dovesse costruirsene uno e che quindi l’unico pensiero (e che pensiero) fosse quello di salvaguardarlo dal pericoloso nemico dell’inflazione, secondo il tuo pensiero come si dovrebbe comportare? Ci sono sul blog indicazioni per tutti i gusti, per chi parte da 0 ed è giovanissimo, per chi deve costruirsi la pensione, per chi ha raggiunto età e pensione e deve mantenere il tenore di vita fino alla fine, ma per quei casi, pochi o tanti, che vogliano crearsi una rendita vitalizia, anche ad esaurimento finale del capitale esistente, secondo te come si potrebbero comportare per farlo nella maniera migliore? Tnanks (rb)

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    • archeowealth 25 aprile 2015 / 15:38

      RB se avrai pazienza qualche settimana stavo giusto preparando un articolo su come gestire al meglio il capitale accumulato dopo la pensione. L’idea è quella ovviamente di centrarlo su come evitare di bruciare il capitale prelevando troppo, ma ci sarà anche l’ipotesi di chi è più ambizioso. Il tutto ho in mente di simularlo partendo dal 1927 fino oggi e simulando con 4 o 5 asset allocation diverse cosa succederebbe a seconda dei tassi di prelievo annui. Non so se è quello che cerchi, ma secondo me un pò ti aiuto. Per vivere di rendita purtroppo non sono momenti facili. Tassazione e tassi a zero rendono pressochè impraticabile anche solo l’idea di gestire il tutto con un pò di tasso fisso sicuro o con un affitto immobiliare. L’ideale è sempre un mix di investimento ovviamente in sintonia con l’età. A me personalemente non dispiace il 50% azioni, 25% bond, 25% cash dai 65 anni in avanti, ma anche l’Age in Bond non è male. In pratica si parte a 65 anni con 65% di bond ed il resto azioni e poi ogni anno che passa si aumenta il bond di 1% fino ad arrivare a 99 anni con 99% bond e 1% equity. Purtroppo è evidente che partiamo da tassi di interesse talmente bassi che pensare ad un flusso cedolare regolare è rilevante è impossibile e perciò la parte bond va integrata con emergenti e corporate.

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  3. rb 25 aprile 2015 / 16:00

    Tutta la pazienza di questo mondo, anche perchè la lettura giornaliera del blog è diventa un must, a prescindere.Thanks (rb)

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  4. erreffe 27 aprile 2015 / 12:41

    Bel portafoglio,complimenti:volevo scrivere tante cose,ma mi limito a chiedere,se possibile,se hai tempo e voglia di farlo,come questo portafoglio si sarebbe comportato nel 2008,dal 1xxx al 2015,i massimi d.down,il numero di annate negative,insomma tutte le prove e i dati che fornisci abitualmente.Naturalmente è una curiosità,quindi se non avessi in mente di farlo,fà conto che non abbia detto nulla..di dati e riflessioni sul sito ce ne sono in abbondanza e i ringraziamenti sono meritatissimi.Un caso saluto

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    • archeowealth 27 aprile 2015 / 21:59

      No anzi ti ringrazio del suggerimento, spesso le cose semplici sono le migliori. Proverò certamente a rendere conto ai lettori di questo banck test, l’unico elemento critico è che alcuni strumenti nel 2008 non esistevano e quindi devo trovare un qualcosa che mi permetta di compensare. Ci penso su, promesso!

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  5. Lore 24 agosto 2015 / 19:02

    Più leggo i tuoi articoli e più metto in discussione il modo in cui sto investendo, e per questo ti ringrazio.
    La domanda che vorrei farti è:
    Come riconoscere gli Etf molto liquidi e con basso spread denaro lettera?

    Gli Etf sono senza dubbio un prodotto interessante, vorrei suggerirti di parlarne più spesso, magari dando consigli o strategie operative:
    – Come scegliere l’Etf giusto tra le varie tipologie
    – Cosa e come controllare prima dell’acquisto
    – Come venderlo
    – etc…
    La lista qui sopra è solo un esempio di argomenti che possono rilevarsi molto utili per capire meglio il prodotto ed eliminare eventuali dubbi attraverso la discussione. Per chi è alle prime armi come me sarebbe fantastico!
    Rimane comunque un consiglio, complimenti ancora per gli articoli e grazie per il tempo che ci dedichi.

    Un saluto.
    L.

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    • archeowealth 25 agosto 2015 / 20:40

      Un buon metodo per capire quali sono gli ETF con i migliori valori di costo inteso come ter + spread bid ask è scaricarsi il rapporto mensile di ETF plus.. Vado a memoria mi sembra che si chiami mondo ETF. È un ottima anagrafica gratuita. Ottimi i suggerimenti x prox articoli ne terrò conto!!

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  6. johnny 24 maggio 2018 / 15:49

    Se si investissero 7000 euro per acquistare questo portafoglio e ci si facesse un PAC da 1500 euro all’anno per più di vent’anni, ci sarebbero delle criticità? Quali? Sono pochi i 7000 euro? Se sì perché?

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    • archeowealth 24 maggio 2018 / 23:25

      Tendenzialmente disincentivo chi vuole copiare il portafoglio in autonomia. Conoscere se stessi ed il proprio profilo di rischio è fondamentale per fare delle valutazioni. Comunque no, non vedo criticità anche se redo che per importi di questo tipo con 5 prodotti si può coprire molto bene l’asset allocation. Azionario mondiale, azionario alti dividendi europeo, global aggregate bond, global inflation e reit e direi che il gioco è fatto.

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