Quanto vi Costa il Desiderio di Protezione

Uno dei fattori psicologici ai quali è più sensibile un investitore è quello di perdere denaro dopo aver scelto in autonomia su cosa mettere il proprio denaro. Ammettere una sconfitta è difficile da digerire ed ancora di più da ammetterla anche a sé stessi. Come ampiamente descritto qui tutto questo fa parte di un tipico comportamento dell’investitore medio e chi crea prodotti finanziari tutto ciò lo sa benissimo e per questo fa ad esempio leva sulla parola “Protezione” per collocare nuovi prodotti sul mercato a prezzi piuttosto salati.

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L’investitore si sente tranquillo di aver parte o tutto il capitale garantito e non si preoccupa di quanto deve pagare per poter usufruire di questa opzione. Siccome in finanza pasti gratis non ce ne sono, chiedetevi sempre cosa c’è e quanto costa disporre di un’opzione a voi favorevole all’interno di un prodotto di investimento.
Prendiamo ad esempio le recenti emissioni in Lire Turche e Real Brasiliane da parte di una nota banca francese. Cominciamo dal rating della banca che è quello di A sul debito senior, 5 notch sotto la tripla A di una emissione BEI per esempio.

Le emissioni in valuta brasiliana e turca fatte a febbraio 2015 hanno la caratteristica di offrire una protezione pari al 70% del controvalore investito in Euro dall’investitore durante la fase di sottoscrizione o successivamente ma facendo sempre riferimento ai cambi iniziali di riferimento. Siccome il rischio su un bond emergenti in valuta locale è molto spesso più legato alle oscillazioni della divisa che non al rischio emittente, è logico che chi ha collocato il prodotto abbia puntato su questa variabile offrendo all’investitore il proprio ombrello come emittente, ma facendosi pagare dal cliente il beneficio dell’opzione di massima perdita in conto valutario. Ma quanto costa questo privilegio e soprattutto è giustificata questa assicurazione?

Andiamo a vedere negli ultimi 10 anni le perdite massime subite in un arco temporale di 22 mesi da parte di Brl e Try contro Euro. Nel caso della valuta turca i casi sono stati 2 su 120 rilevazioni mensili (l’1,6% del tempo totale), nel caso della valuta brasiliana sono stati 4 su 120 rilevazioni (il 3,3% del tempo totale). Per la Lira turca la perdita massima è stata del 31% per il Real brasiliano del 42% sempre in 22 mesi.

Vi sembra questo un rischio che merita di essere protetto? Certo direte voi, questi paesi emergenti possono subire scossoni anche molto forti e uno scenario di volatilità violenta non può essere escluso. Ok, allora andiamo a vedere a cosa rinunciate per questo privilegio.

Sono andato a recuperare prezzi e rendimenti al mese di febbraio (periodo dell’emissione) di due bond in valuta locale sovranazionali con rating AAA, in seguito ho confrontato questi dati con quelli della banca francese.
Considerando che le emissioni dei bond bancari sono state effettuate al prezzo di 100, teniamo conto che il rendimento approssimativamente non poteva essere nient’altro all’atto dell’emissione che quello previsto dalla cedola, 5% per il bond in Lira turca, 7% per quello in Real brasiliani.
Alla stessa data una Bei in Try a scadenza analoga rendeva annualmente il 7,8%, mentre in Brl eravamo al 9,5%. Già da questo comincia ad emergere il costo della protezione, ma non solo. A questo costo se ne somma anche uno meno trasparente e legato al merito di credito dell’emittente. Se vi dicessi che avete comprato un bond con rating più basso (quindi più rischioso) e a rendimento più basso di un’altra obbligazione similare, pensate di aver fatto un affare? La protezione mi rispondete voi, sì ma l’evento si è verificato al massimo nel 3% del tempo degli ultimi 10 anni risponderei io. Non vorrei infierire ma sappiate che sul bond bancario le cedole sono tassate al 26%, sui sovranazionali al 12,5%.

Tutto questo per farvi riflettere sul fatto che nessuno regala nulla, ed a fronte di opzioni a vostro favore ( questo caso uno stop loss alla perdita massima in conto valutario) dovreste essere disposti a rinunciare a una fetta di rendimento più o meno importante. Fate sempre il giusto trade off, ma ricordatevi sempre che anche in questo caso complicarsi la vita con dei SE è spesso controproducente e come sempre le cose semplici e comprensibili alla lunga si rivelano le scelte migliori. Diversificare con fondi o ETF sulle valute emergenti risulterebbe in questo caso la scelta migliore di investimento. E se proprio volete la cedola scegliete un prodotto a distribuzione, finanziariamente inefficiente ma utile per chi vuole flussi regolari di reddito.

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