Dedicato ai Gufi

gufo

Per noi italiani che non ne siamo mai usciti la parola recessione non è poi così lontana, ma in America dal 2009 la ripresa economica c’è. Squilibrata, agevolata da una politica monetaria ultraespansiva e dal debito pubblico, potete tirare in mezzo tutte le critiche del mondo, ma da sei anni negli Stati Uniti l’economia viaggia a pieno regime con un tasso di disoccupazione molto vicino al 5%. Questi sono i numeri ufficiali ed a questo mi attengo pur consapevole che i problemi sociali e di divergenza tra ricchi e poveri si sono incredibilmente ampliati nell’ultimo lustro.
Abbiamo già affrontato il discorso recessione in questo articolo dove abbiamo analizzato cosa succede alle azioni durante un periodo di contrazione. In onore ai gufi e ai catastrofisti che prima o poi avranno ragione e troveranno soddisfazione in una forte e salutare correzione di mercato (a proposito amici orsi che ne avete fatto dei vostri soldi mentre noi partecipavamo ad un festa da oltre il 200% di guadagno?), e sempre ringraziando l’amico Ben Carlson di http://awealthofcommonsense.com/ per avermi concesso la possibilità di pubblicare parte di un suo interessante studio, oggi vorrei focalizzare l’attenzione sul destino di un portafoglio 50/50 durante i bear market più recenti.

50-50 recessioneCome si vede dalla tabella, negli ultimi quattro bear market americani un portafoglio 50% azioni (S&P500) e 50% bond (TBond) ha al massimo accumulato una perdita del 26,4% nel 1973-1974 tra l’altro quando i tassi di interesse decennali erano nettamente più elevati rispetto ad ora e compresi tra il 6 e il 7%. Anche nell’ultima crisi finanziaria del 2007-2009 la correzione di questo tipo di portafoglio 50/50 fu pesante (-22,8%), ma il fattore protezione dei bond dimezzò la violenta perdita dell’azionario (-50%). Per chi in questi anni ha attivato piani di accumulo o ha mantenuto posizioni di vecchia data quindi timore non ce ne deve essere.

Ci sono e ci saranno sempre normali cicli di rialzo e di ribasso, ma anche se il cuscinetto di protezione dei bond oggi è basso, un buon portafoglio bilanciato non deve avere paura di questo scenario, ma piuttosto deve essere pronto a sfruttare le opportunità. Ricordate sempre che le statistiche visualizzate dai catastrofisti riguardano sempre indici azionari di solo prezzo e non total return. Il vostro investimento è fatto anche di dividendi incassati ogni anno e mostrare analisi di un semplice grafico di prezzo non significa granchè per chi investe nel lungo periodo. E’ come far vedere il corso secco di un bond senza considerare le cedole incassate.

Nelle ultime due colonne interessanti anche i tempi che sono stati necessari ai mercati per tornare a rivedere il picco di massimi precedente il bear market (penultima colonna) ed il tempo impiegato dai minimi del bear market al picco precedente (ultima colonna). In meno di due anni dai minimi l’azionario è sempre riuscito a riparare i danni , mentre chi ha comprato sui massimi ha impiegato anche 3 anni per ritornare a quello sfortunato valore di partenza.

Ammetto con sincerità che, dopo aver letto l’analisi di Ben, mi sono convinto ancora di più della bonta del mio investimento;  anche se l’orso uscirà dal letargo di certo la cosa non mi spaventerà più di tanto.

Leggi anche: Cosa succede uh alle azioni durante una recessione?

                        Perchè tenere bond in portafoglio

                        Breve storia delle perdite di Wall Street

                        Tassi bassi e azionario

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...