Il Lato Democratico della Tecnologia Finanziaria

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In questi giorni sono usciti due articoli piuttosto interessanti circa un fenomeno in costante e veloce crescita negli Stati Uniti (ma anche in Gran Bretagna) come quello dei Robo-Advisors. Noi ne abbiamo già parlato qui e qui, ma l’Economist  ha fatto un focus proprio su quello che sta succedendo nel mondo della consulenza a pagamento, fenomeno che prossimamente interesserà anche l’Italia sperando anche da questa evoluzione tecnologica dalla portata culturale notevole (oltre che democratica appunto).
All’articolo dell’Economist ne ha fatto seguito un altro sul sito Etf.com  in cui Rick Ferri, uno dei più celebri advisors americani, descrive il lancio del suo Robo-Advisor, lui che è un consulente in carne ed ossa e che decide di delegare parte della sua attività di gestione del portafoglio ad un algoritmo.

Per entrambe gli articoli il nodo è quello di carattere generazionale. I Robo-Advisors come Betterment e Wealthfront stanno crescendo molto velocemente ma con una fascia di clientela giovanissima. Il 60% dei clienti di Wealtfront ha meno di 35 anni, il 90% è sotto ai 50 anni.

Gli importi medi dei conti sono piuttosto bassi ed inferiori ai 10 mila euro, ma qui sta si stanno seminando i semi di un successo futuro. Come ben descritto da Rick Ferri, la nuova ondata generazionale americana, i Millennials, sono più numerosi dei precedente Baby Boomers, ma sono anche nativi digitali. Guadagnano ancora pochi soldi, sono abituati ad acquistare prodotti e servizi quasi esclusivamente via web e utilizzano motori di ricerca che confrontano sistematicamente prezzi e recensioni. Nella proposizione di portafogli di investimento il futuro sarà sempre più basato su questo, basse commissioni e qualità, se uno di questi due fattori salta allora il consulente perderà masse.

Betterment e Wealthfront offrono servizi all inclusive di gestione del portafoglio dai costi contenuti (max 0,25% all’anno) utilizzando strumenti semplici e liquidi. Siccome sanno benissimo che per il momento non potranno andare ad erodere quote di mercato alle grandi banche i cui clienti hanno età medie più alte oltre che consistenze patrimoniali (ed esigenze di servizio) più elevate, vanno alla caccia dei giovani, di coloro i quali con pochi soldi vogliono cominciare un piano di risparmio di lungo periodo. E’ risaputo che il costo di un piano di investimento vale quanto l’asset allocation nel lungo periodo e la proposta basica fondata su algoritmi che rendono efficienti i portafogli appare la soluzione più accattivante.

Quello che conta nella fase iniziale di un investimento è lo sviluppo di un regolare piano di versamenti periodici, automatizzati, ribilanciati costantemente con ottimizzazione fiscale. La strategia di accumulare masse effettuata da ragazzi non alla ricerca spasmodica (ammesso che esista) dell’investimento migliore a seconda delle stagioni, è molto furba e mira a creare cultura, fidelizzazione e graduale accumulazione di ricchezza.

C’è da scommettere che fra qualche anno anche i Robo-Advisor cominceranno a proporre soluzione più complesse ed articolate a fronte di un graduale aumento del patrimonio dei Millennials. Se poi pensiamo che tutto questo scenario è arricchito dal fatto che il risparmiatore non deve preoccuparsi della qualità dell’emittente (i conti sono aperti con realtà bancarie tradizionali e quindi in caso di fallimento la tutela è pari a quella di qualsiasi deposito bancario) il gioco è fatto. Mi piace la strategia, la modalità di investimento, costa poco, è efficiente, sono tutelato dalla legge, con lo smartphone ho tutto sotto controllo, perché non scegliere questi consulenti?

Non penso assolutamente che l’algoritmo sostituirà l’uomo nella consulenza finanziaria. Penso però che per certi tipi di risparmiatori, con pochi capitali ma che cominciano ad accumulare adesso, rappresenti una scelta di buon senso e soprattutto efficiente.
Con il tempo saranno i consulenti che dovranno saper affiancare a questa offerta base un qualcosa di più personalizzato e flessibile che le macchine per decenni ancora non riusciranno a riprodurre. Attenzione però questo servizio non dovrà essere basato su fumo o scarsa trasparenza, qui la storia sta per finire. Avete presente eBay e i suoi feedback?

Questo è quello che succederà anche per i futuri consulenti finanziari e, dico io, finalmente. Troppi imbonitori o personaggi di grande competenza commerciale, ma scarsissima tecnica. I soldi sono una questione delicata, quanto la salute o i progetti di vita che su cui questi si basano. Ben vengano quei robot che importeranno deflazione tecnologica in questo settore lasciando solo i migliori.

Leggi anche: La nuova era dei Robo-Advisors

                         La rivoluzione tecnologica che cambierà il modo di investire

                         I Millennials stanno arrivando

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