Fare un Tagliando delle Aspettative di Rendimento

Interessanti soprattutto per chi deve costruire portafogli di investimento i grafici che ho trovato in questo articolo.
Serve sempre molto rinfrescare le proprie aspettative di rendimento future soprattutto ora che i mercati marciano quasi a senso unico come ora. Ovviamente sono due le asset class che dobbiamo considerare quando decifiamo di dirottare i nostri risparmi in investimenti.
Per quello che riguarda i bond abbiamo già commentato in tutte le salse come i rendimenti attuali sulle scadenze lunghe esprimano ovviamente le attese dei mercati, ma anche e soprattutto il rendimento che ragionevolmente la storia ci ha insegnato i bond ritorneranno allo stesso investitore. Comprare un Treasury decennale al 2% oggi deve farci capire che nominalmente fra una decade il mercato ci restituirà questo tasso di interesse composto. Il grafico qui sotto evidenzia con chiarezza questa regoletta. Ovviamente ci sono le eccezioni, ma la finanza è un gioco di probabilità e noi dobbiamo ricercare quelle a più elevata percentuale di realizzazione.

bond attese 10
L’altro pilastro dell’investimento è l’azionario. Anche di questo ne abbiamo già parlato qui, ma il Cape di Shiller ha dimostrato in passato di essere uno di quegli indicatori che più si è avvicinato al bersaglio assieme al metodo di valutazione usato da Warren Buffett, ovvero il rapporto tra capitalizzazione di mercato e Pil. Il grafico ci fa vedere come, per effetto di un rialzo importante dei mercati a fronte di un Pil tutto sommato a crescita non così travolgente, sarebbe lecito a questo punto attendersi ritorni annuali da un portafoglio 60% azioni 40% bond nell’ordine del 2-4% da qui al 2025.

6040 attese 10
Poco, tanto? Non lo so sarà il tempo a dircelo (ricordando sempre che questi sono rendimenti nominali e quindi da depurare dall’inflazione).

Faccio solo notare come queste previsioni hanno ampi margini di oscillazione. Ad esempio tra il 1999 e il 2009 i rendimenti annui in una decade del 60/40 sono oscillati da poco meno del 4% al 8%. Stesso discorso ma amplificato per il 1981-1991 dove questi numeri sono stati compresi tra meno del 8% e il 16%.

Attenzione quindi a emettere sentenze sulla base di questi indicatori, come sempre il mercato potrebbe riservare sorprese e la bolla speculativa del 2000 ne fu una dimostrazione con il rialzo delle azioni che proseguì per parecchio tempo prima di naufragare.

L’importante è come sempre costruire portafogli diversificati ribilanciando costantemente in modo da non aumentare il rischio. Se poi lo costruite con un graduale piano di accumulo è altamente probabile che queste aspettative saranno battute al rialzo.

Leggi anche: La finanza NON è una scienza

                       Cosa ci stanno dicendo i tassi di interesse

                      Il messaggio in bottiglia del Price Earning di Shiller

                     Piano di accumulo per scenari negativi

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