Investire nelle Nicchie di Mercato

nicchia

Gli investitori tendono molto spesso a dirottare una buona fetta del loro denaro su asset class di nicchia tralasciando invece quei comparti dove la capitalizzazione di mercato (e quindi il denaro degli investitori istituzionali) è più pesante. Sinceramente non so perché questo succede; credo che una delle principali cause di questo comportamento sia rappresentata dal solito senso della scommessa che accompagna il piccolo investitore spesso alla ricerca di una scorciatoia per arrivare prima al risultato. Di solito si comincia con piccoli importi su singole azioni o temi geografici e settoriali per poi sovrapporre tema a tema o azione a azione fino a perdere il controllo della propria asset allocation.

Tra queste nicchia ce ne sono alcune che trovano inspiegabilmente una preferenza spiccata nella maggior parte dei portafogli.

Le azioni a piccola e media capitalizzazione sono sicuramente tra queste. Le small caps pesano per appena il 6% dell’azionario globale (un po’ di più negli Stati Uniti dove pesano il 10% del totale) ma spesso e volentieri agli investitori piace acquistare storie di piccole società (o fondi orientati a queste) nella speranza di scoprire la nuova Apple. Un portafoglio che include azioni small cap ben oltre la doppia cifra (e soprattutto con il primo numero diverso dall’1) andrebbe un attimo rivisitato semplicemente perché state pestando un po’ troppo il piede sul rischio.

Secondo tema ben comprato in modo più o meno trasversale è quello delle azioni emergenti. Il loro peso non supera il 10% dell’indice azionario globale misurato in termini di capitalizzazione e questo dovrebbe essere il giusto spazio lasciato ad un mercato storicamente molto volatile. Attenzione però emergenti non vuole dire mettere il 10% di Brasile o Russia, ma bensì un fondo ben diversificato che distribuisca i rischi in modo proporzionale. Emergenti non vuole neanche dire Frontier Market; queste aree di frontiera molto esotiche ed accattivanti pesano per l’1% dell’azionario mondiale e tali dovrebbero rimanere anche nella ripartizione dei vostri risparmi.

I bond high yield infine non mancano mai nei portafogli di un investitore con la massima “alto rendimento con volatilità inferiore all’azionario” che ha sempre una certa presa tra il pubblico. Questa nicchia in un mercato obbligazionario sviluppato come quello americano pesa per appena l’8% e se quindi se avete un asset allocation 50/50 il comparto high yield non dovrebbe andare oltre il 4/5% del vostro investimento.

Non vado oltre anche se ci sarebbe da discutere su commodity, oro, temi come le infrastrutture o l’acqua o le energie rinnovabili. Tutte belle storie e capaci di far sognare tanti bei denari sonanti di potenziali guadagni, sogni appunto che molto spesso diventano realtà per chi colloca questi prodotti ed incubo per chi ha messo buona parte delle proprie fiches in settori che, quando vengono pubblicizzati e venduti, hanno probabilmente già finito la loro corsa verso l’alto.

Leggi anche: Quei vizi difficili da sconfiggere

                       Concentratevi su cosa potete controllare

                      Investire in small caps

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