Vi racconto una storia

grecia

Ognuno è libero di farsi un’opinione sulla questione greca e la mia idea vorrei raccontarla come una piccola storia di famiglia. Seguitemi allora.

Esiste una grande famiglia di nome Euro, veramente numerosa e che vive insieme ormai da 16 anni. In questa famiglia vive un figlio di nome Greece particolarmente sfigato (non è il solo), sprecone (non è il solo), disordinato (non è il solo) e che da qualche mese a questa parte litiga con genitori, fratelli e sorelle (per ora è il solo). Sarà la crisi adolescenziale dei 16 anni, ma da qualche tempo a questa parte risponde sempre NO.

Ma per quale motivo dopo tanti anni insieme l’armonia si è rotta?

Da un po’ di tempo, quando a casa Euro entrano conoscenti vicini e lontani il suo comportamento destabilizza tutto l’ambiente. Ad un certo punto gli amici si stancano di questo atteggiamento da cialtrone e trovano poco gradevole passare del tempo con gli altri componenti della famiglia.

Il capofamiglia (non necessariamente un maschio nella nostra storia …anzi) è molto rigido, frutto della sua educazione passata. Finora è stato tollerante, ma è anche un grande amante del rispetto delle regole seppur pecchi di scarsa flessibilità. Tende ad essere un po’ avaro, non vuole sprecare i soldi ma quando c’è stato bisogno di tirare fuori dai guai Greece, assieme al resto della famiglia e seppur brontolando, l’ha sempre fatto pretendendo in cambio un comportamento rispettoso verso tutti.

Ha concesso tanto a quel figlio scialacquatore, talmente tanto da aver perso il conto ma ora è stanco, molto stanco. I soldi a disposizione della famiglia sono sempre meno e non sembra che le ramanzine del passato siano servite a granchè.

I fratelli e le sorelle di Greece cominciano ad innervosirsi e sono stanchi di rispettare le regole senza avere in cambio denaro fresco con il quale potersi divertire come lui. Perché lui sì e noi qui a fare i compiti a casa week end compresi?

Poi un bel giorno gli amici non vogliono più venire a casa Euro, sono infastiditi, evitano la famiglia. Anzi da qualche giorno in casa Euro entrano persone sconosciute, è un continuo andirivieni. France, la più infastidita da questa faccenda, è la solita antipatica e ha raccontato in giro che è stata Italia a farli entrare, anche lei una figlia un po’ cialtrona e disordinata. Il clima a casa Euro è sempre più teso.

Ad un certo punto la situazione è talmente degenerata che serve una scelta.

Continuare così foraggiando questo figlio squattrinato che non cambierà mai fino a quando rimane in casa ma mostrando a tutte le altre famiglie del villaggio l’immagine di una famiglia sempre e comunque unita rischiando un bel giorno di vederla implodere sotto il peso di litigi e  incomprensioni?

Oppure indicare a questo figlio la via della porta costringendolo a cavarsela da solo d’ora in avanti, trovarsi un lavoro, vivere delle proprie capacità personali con il rischio di lasciarlo andare incontro a loschi soggetti disposti a porgergli una mano certamente non disinteressata?

Provate a pensare quale scelta voi prendereste per vostro figlio se vi trovaste in questa situazione. Non è facile lo so ed è per questo che la famiglia Euro sta tirandola per le lunghe.

A tutti i genitori fa male trattare così un figlio, ma sono convinto che a volte le lezioni di vita servono, così come il rispetto delle regole. Sono altrettanto convinto dell’importanza dell’ascolto del cercare di capire (almeno fino a quando questo è possibile) del dare ogni tanto dare una pacca sulla spalla per cercare di trovare un punto di incontro comune per andare avanti. Non si vive di soli compiti, non si vive di soli divertimenti, ma arriva però un momento in cui bisogna decidere pena il fallimento non solo di un figlio ma anche di un’intera famiglia. Questo momento credo sia arrivato.

A proposito, la storia si chiama Grexit.

Decidete voi se la storia fa parte del filone fantascienza o romanzo storico.

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