Conoscere i Mercati: Obbligazionario Global Aggregate

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Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata sull’indice Global Aggregate Bond replicato dall’ETF db-X Trackers.L’indice Barclays Global Aggregate rappresenta il modo migliore per un investitore per replicare un investimento obbligazionario mondiale con una buona diversificazione di emittenti, valute e tipo (governativi, corporate, ipotecari, ecc…). Per capire in cosa investe l’ETF di db-X potete dare un’occhiata a questo link.

Un primo fattore da considerare quando si fa questo tipo di investimento è quello della copertura del cambio. Abbiamo già avuto occasione di elencare pro e contro del rischio cambio o di una sua eliminazione , ma tenete presente che la società tedesca di ETF vi offre le due alternative, la prima a cambio aperto, la seconda a cambio hedged. Come potrete verificare leggendo factsheet e KIID il rischio cambio per l’investitore europeo viene di fatto azzerato tramite il prodotto hedged (qui la scheda).

Come detto questo tipo di investimento vi permette di coprire l’importante asset class obbligazionaria ad un costo molto contenuto, cosa che difficilmente i fondi a gestione attiva riescono a fare. In un momento di rendimenti mondiali molto bassi come quello attuale è ovvio che disporre di un prodotto obbligazionario con commissioni di gestione così basse è un plus non indifferente.

Il peso maggiore del portafoglio è orientato ai bond americani che, assieme a quelli inglesi, coprono il 55% dell’intero portafoglio. Quindi se non avete scelto la versione hedged, dollaro americano e sterlina inglese rappresentano le valute più pesate di questo investimento. Tenetene conto sia per una corretta diversificazione valutaria sia in relazione ai prodotti che già avete acquistato in precedenza. Ricordate di non eccedere mai in nessuna maniera con i rischi di concentrazione.

Seguono poi tanti bond europei mentre tra quelli che arrivano a circa il 5% giova ricordare il re dei tassi negativi, ovvero le emissioni governativi svizzere sempre con cambio aperto verso il Franco.

Quando si investe in questi prodotti ha una certa rilevanza più che il rendimento a scadenza, la duration. Il numero 6.5 che si evince dal factsheet offre un buon metro di misura su quello che potreste perdere per effetto di un rialzo di 100 punti base nei tassi di interesse, appunto il 6,5% circa. Proprio a questo riguardo vi consiglio di leggervi questo post (Scegliere il Giusto Prodotto Obbligazionario). Credo che quell’analisi dovrebbe consigliarvi nella maniera adeguata su quali benefici di rendimento e rischio la scelta di un prodotto di questo tipo possa portare al vostro portafoglio di investimento.

Il Barclays Global Aggregate contiene al suo interno anche una significativa componente di emissioni corporate investment grade, un frazionamento dell’investimento importantissimo per diversificare anche in comparti capaci di garantire un flusso cedolare più elevato a fronte di un rating comunque non high yield (o junk bond).

Purtroppo le società di ETF in questo momento storico si concentrano molto su prodotti azionari di diverso tipo, settoriali, geografici, tematici, smart Beta, lasciando il catalogo dei prodotti bond tradizionali piuttosto sguarnito. Infatti non ci sono alternative a questi prodotti di db-X (non esiste neanche un prodotto US Aggregate Bond) ed al momento, complice anche lo scarso interesse della clientela che sull’obbligazionario preferisce spesso e volentieri prodotti più strutturati o i singoli bond, bisogna accontentarsi di un prodotto passivo a replica sintetica e non fisica.

Anche il fattore liquidità non è eccezionale soprattutto nella versione hedged; lasciare sul terreno diversi punti base per un prodotto obbligazionario non è un particolare di poco conto. Va bene perciò per fare piani di accumulo o investimenti di lungo periodo, meno bene per fare attività di trading. Rimane comunque un asset unico e fondamentale per la costruzione di un portafoglio di buon senso.

Leggi anche: Perchè è preferibile acquistare un ETF piuttosto che un singolo bond

                       Come scegliere la giusta asset allocation

                   Scegliere il giusto prodotto obbligazionario

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6 thoughts on “Conoscere i Mercati: Obbligazionario Global Aggregate

  1. Alessandro 27 giugno 2015 / 17:15

    Buonasera Archeowealth,
    innanzitutto mi complimento con lei per il suo sito dai contenuti chiari, sintetici e pratici.
    Ho letto tutti i suoi articoli e la seguo con costanza e soprattutto con piacere.
    La componente obbligazionaria dovrebbe rappresentare il “core” di ogni portafoglio d’investimento. La mia asset allocation è composta da soli 2 ETF fisici, liquidi e ad accumulazione:
    50 % Azionario Globale della iShares;
    40 % Obbligazionario Governativo Euro della Lyxor;
    10 % Gold Sovereign;
    La domanda che le voglio porre è la seguente:
    considerando che non esiste attualmente un ETF Obbligazionario Globale con tutte e tre le caratteristiche summenzionate (a parte il Db-X sintetico come da lei accennato o per la zona euro l’Aggregate Euro Bond della iShares a distribuzione), come valuta questa mia scelta?
    Un recente articolo di Morningstar, http://www.morningstar.it/it/news/139335/letf-non-%C3%A8-superman.aspx, evidenzia come in particolare la categoria degli ETF Obbligazionari Governativi EUR (oltre quella degli Azionari Internazionali Large Cap Blend) batta i fondi attivi (al di la delle stellette e delle percentuali indicate).
    Sono ovviamente consapevole del fatto che l’ETF di cui sopra, prediliga le emissioni dei paesi euro maggiormente indebitati seppur Investment Grade, con una duration modificata pari a 7,25 (come l’ETF Obbligazionario Euro 7-10Y della Lyxor ma con un grado di diversificazione maggiore – 133 titoli contro i 18 del decennale).
    La ringrazio in anticipo e mi scuso per essermi di molto dilungato 🙂
    Alessandro

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    • archeowealth 29 giugno 2015 / 23:02

      Ciao Alessandro scusa per il ritardo nella risposta intanto. Grazie dei complimenti e contina a seguirci mi raccomando!
      Per quello che riguarda il tuo portafoglio è certamente basico ma questo non significa poco efficiente, anzi…Immagini che gli importi che puoi investire di volta in volta non sono così consistenti da giustificare una maggiore diversificazione dal lato obbligazionario che se vogliamo appare quello più bisognoso di fonti di reddito alternative (corporate ed emergenti per esempio). Hai ragione per quello che riguarda il discorso Global Aggregate di db-X ma purtroppo al momento è l’unico prodotto ad accumulazione seppur a replica sintetica. Una soluzione che mi sento di consigliare qualora non si possa procedere al reinvestimento automatico delle cedole tramite prodotti ad accumulazione è quella di “ribaltare il tavolo” inserendo solo prodotti a distribuzione. Nel limite del possibile potresti inserire prodotti come l’Euro Aggregate, il Global Corporate e l’Emg Market debt tutti a staccco cedola (magari in proporzione 20, 10, 10). A questo punto ogni semestre/anno raccoglie le cedole accumulate e le reinvesti a rotazione su uno dei prodotti bond o ne appofitti per ribilanciare in generale il ptf.
      Corretto quello che dici circa il fatto che sul mercato obbligazionario a benchmark i prodotti a replica vanno meglio dei fondi secondo le ultime analisi anche di S&P Dow Index.
      Una sola curiosità, perchè quel 10% di oro? Capisco il metallo da fine del mondo, ma 10 punti non sono un pò tanti?
      Ciao a presto

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      • Alessandro 30 giugno 2015 / 21:43

        Si figuri l’avevo immaginato anzi la ringrazio vivamente dei consigli che mi ha dato…
        Mi limito ai basic assets proprio in virtù della piccola dimensione di portafoglio.
        Sono consapevole che l’oro non produce interessi, che protegge relativamente dall’inflazione, con performance storiche inferiori e una volatilità superiore a quella azionaria.
        Ho inserito il 10% per il semplice motivo che è correlato negativamente rispetto agli altri due componenti (oltre che consentirmi di aumentare il grado di diversificazione).
        Se mettessi un 5% (o addirittura meno) avrebbe un peso eccessivamente riduttivo ed irrilevante all’interno del portafoglio.
        Infine se decidessi di inserire l’ETC sullo stesso avrei la possibilità di compensare eventuali minus accumulate (redditi diversi degli ETC vs redditi di capitale degli ETF).

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  2. roby 28 giugno 2015 / 16:35

    25% azionario (no us)
    20% obbligazionario (paesi a basso debito)
    10% reit (sanità)
    15% softcommodities (perchè l’oro è duro da mangiare………………….)
    30% cash ( Buffett mi ha aperto gli occhi……………….)
    io applico solo il metodo di investire sui minimi a 7 anni , meglio se 15/20, altrimenti cash.
    In una strategia di rolling investment che ho sviluppato nel tempo. (deformazione….)
    Oggi in effetti ho anche troppo azionario e penso di portarlo a 15% entro settembre/ottobre ed aumentare il cash e le commodities (5%).
    Io lavoro solo sui grafici xchè ogni altro ragionamento fa solo perdere tempo (e denaro)
    Analisi ridotte all’osso, Sintesi estrema e pochissime mosse. Pianificazione e controllo.
    Investire oggi nell’azionario è pazzesco , nell’obbligazionario un pò meno ma i debiti vanno pagati,quindi………………………………quello che vale 100 oggi domani…………………
    Dimenticavo……..sono un controller da 30 anni e da qualche anno ho mandato a farsi benedire gli “addetti in perenne conflitto d’interesse”, e ho aspettato anche troppo. La più grande stronzata è di investire sempre perchè altrimenti ci si rimette. Buffett ha sempre visto il cash come un ‘option ed ha tremendamente ragione. Per lavoro devo sempre analizzare numeri e quelli non mentono mai a differenza dei venditori a libro paga. Nessuno escluso. Fra 30 anni vedrò chi l’ha vista più lunga. Poi a 80 vado in pensione………;-)……………forse. Ciao.

    P.S, : nella vita ognuno fa come vuole perchè l’esperienza non vale nulla (quella degli altri)
    e la prova sono i libri di storia strapieni di stronzate ad opera umana………..L’errore è di non rileggerli dopo 20 anni finite le scuole. A freddo si capiscono molto bene le tragedie passate e quelle a venire. Spero di esserti stato di aiuto.

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    • archeowealth 29 giugno 2015 / 23:07

      Ogni commento è accettato e condiviso da tutti, quindi lascio anche ad altri il giudizio. Per quello che mi riguarda l’idea di rimanere sempre investito è centrale ma sempre con un’eccezione, ovvero mantenere disponibile un adeguato livello cash di “emergenza”. Non credo al market timing nè alle capacità di captare il momento giusto per andare in liquidità ed abbandonare l’equity. Da almeno il 2012 sento dire che il bull market attuale è finito, eppure chi è andato in cash troppo presto si sta mordendo le mani se non altro. Prima o poi lo storno dei mercati ci sarà, ma sinceramente io la vedo come un’opportunità perchè ho ancora tanti anni davanti ed investire a rendimenti netti attesi del 4% mi sembra pochino come premio al rischio. Nello stesso tempo siamo nel bel mezzo della più grande rivoluzione tecnologica dell’ultimo secolo e forse tante cose ci stanno sfuggendo perchè non le capiamo. Vedremo…

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  3. roby 30 giugno 2015 / 12:51

    E’ fuor di dubbio che investire e come investire e’ molto collegato alla persona. Conoscenze e carattere in primis. Personalmente credo che bisogna far tesoro di quello che ci hanno insegnato i nonni. Le cose facili svaniscono in fretta. Mai come in questi tempi si “pittura” tutto facile. E i risultati si vedono. Uno su tutti sono i debiti a tutti i livelli. Ma ancor piu’ i costumi di milioni e milioni di persone. Se si perde la strada puo’ risultare impossibile ritrovarla. Non far tesoro delle esperienze passate vissute da altri ha sempre portato tragedie a non finire. Poi ognuno opera come crede, ma purtroppo rimane sempre vittima dell’imbecillita’ umana. Ciao

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