Mi Aspetto che…

La questione delle aspettative di rendimento che ogni investitore nutre verso ciò che acquista sul mercato è una delle variabili meno controllabili dai consulenti finanziari che esista (assieme ovviamente all’andamento dei mercati stessi) semplicemente perché sono in continuo movimento.

Partendo dal presupposto che nessuno vuole perdere soldi è altrettanto evidente che nelle fasi di rialzo tutti si sentono più tranquilli e confortati nell’acquistare avendo paradossalmente aspettative di rendimento superiori a quelle che si dovrebbero nutrire in una fase di mercati in declino. Paradossalmente perché è logico che quotazioni più basse matematicamente alzano le aspettative, mentre nella mente umana quotazioni più basse vengono tradotte in “diventeranno ancora più basse” abbassando le aspettative stesse.

Ma quali sono i luoghi comuni (veri) che accompagnano la maggioranza degli investitori a livello di aspettative?
Ci aspettiamo prima di tutto che il futuro sarà identico al passato. Peccato che il passato preso in considerazione è quello vissuto il quale rappresenta una minima parte della storia. Vedendo direttamente due devastanti bear market in pochi anni la nostra mente non può non essere influenzata da questo, ma questi 15 anni NON sono la storia dei mercati, solo parte di essa. Se in auto per due volte in pochi mesi facciamo degli incidenti è inevitabile che la prudenza alla guida diventerà molto più alta e per smaltire le tossine mentali della paura ci vorrà molto tempo, è umano ma in finanza non serve essere umani.

Ci aspettiamo di ottenere alti rendimenti con basso rischio in ogni momento di mercato poiché abbiamo la pretesa di essere bravi e furbi nello scegliere il momento di ingresso migliore di entrata e di uscita.

Ci aspettiamo di capire in anticipo quando è il momento di prendere profitto perché i mercati sono arrivati a livelli insostenibili.

Ci aspettiamo che il mercato obbligazionario non ci faccia mai perdere soldi.

Ci aspettiamo che la civiltà umana prima o poi collasserà per troppa pressione demografica, troppo inquinamento, troppa speculazione finanziaria, troppa corruzione…e così stiamo fuori dai mercati mentre gli altri si arricchiscono.

Ci aspettiamo che il futuro sarà peggio del presente e stranamente non programmiamo quando invece sarebbe il caso di farlo.

Ci aspettiamo ad ogni calo che l’inizio del crash dei mercati azionari è cominciato.

Ci aspettiamo che economisti ed analisti sono perfettamente a conoscenza di quello che succederà sui mercati.

Ci aspettiamo che prima o poi qualche Robin Hood della finanza svelerà al mondo che questo sistema è completamente marcio e tutto il castello crollerà.

Ci aspettiamo quando le cose vanno bene di mantenere le azioni in portafoglio per anni mentre quando vanno male il nostro orizzonte temporale arriva quasi a zero.

Ci aspettiamo la prossima volta in cui si verificherà una crisi di comportarci in modo diverso, più razionale e meno soggetto all’emotività.

Ci aspettiamo di identificare il momento migliore per comprare.

Ci aspettiamo che i tassi rimarranno bassi per molto tempo e che capiremo in anticipo quando il ciclo di rialzo sta per cominciare.

Ci aspettiamo che la casa rimane un investimento sicuro e redditizio.

Ci aspettiamo che le azioni ad alto dividendo ci proteggeranno dal calo dei mercati meglio degli indici generalisti.

Ci aspettiamo di ottenere per i nostri investimenti i rendimenti medi dei mercati senza considerare i tempi medi che servono per arrivare a questo risultato.

Rimanete aperte ad ogni possibilità, non abbiate mai certezze in tasca, create un portafoglio adatto a tutte le stagioni e soprattutto chiarite molto bene al vostro cervello su quale orizzonte temporale lavorare. Fatto questo la volatilità dei mercati vi passerà davanti come opportunità per trovare nuove risorse finanziarie da investire e non come rischio di veder bruciati i vostri soldi.

Leggi anche: Fare un tagliando alle aspettative di rendimento

                        Questione di aspettative

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