Investire con Buon Senso va in Vacanza!

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Finalmente ci siamo, dopo un intero anno senza interruzioni, il Blog (e i blogger) vanno in vacanza.

Uno dei miei sudati Travel Plan è arrivato a fine corsa ed ora è giusto tirarlo fuori dal pacchetto per godersi in pieno i risparmi accumulati negli ultimi anni per questo obiettivo; dalla bandiera capirete anche a luogo e valuta a cui mi riferisco!

Ringrazio tutti i lettori che in questi mesi, poco alla volta, ci hanno dato fiducia come confermano le statistiche di visite al blog in lenta ma costante ascesa. Abbiamo cominciato con timidezza a fine dicembre e dopo 8 mesi abbiamo superato il muro delle 60 mila visite; per un blog molto acerbo un bel risultato e quindi… grazie a tutti!

Siccome penso (e spero) che ad agosto la maggior parte di voi avrà altro a cui dedicarsi, ho deciso di fare come nei palinsesti estivi delle TV, ovvero mandare le repliche. Per tutto il mese verranno riprogrammati gli articoli più letti e significativi pubblicati finora così potrete convincere i vostri amici in vacanza a dare un’occhiata al blog!

A parte gli scherzi, auguri a tutti di buone vacanze e a settembre torneremo con articoli tutti nuovi e spero interessanti. A proposito, come sempre Buon Investimento a tutti.

Conoscere i Mercati: Azionario Internazionale

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Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata sull’Azionario Internazionale. Continua a leggere

Quando il Sangue Corre nelle Strade Finanziarie

Recentemente Meb Faber sul suo blog ha ripreso un vecchio studio del 2008 denominato “Blood in the Streets”, ovvero sangue nelle strade.
Erano i tempi della crisi legata ai mutui subprime e Faber in quel modo voleva sostenere la validità nel lungo periodo del principio della cosiddetta “mean reversion”, il ritorno verso la media. Aveva ragione vedendo i risultati a posteriori di quello che è successo. Continua a leggere

Oro, più Croce che Delizia

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L’oro rappresenta da sempre l’oggetto del desiderio per molti investitori, un bene che dovrebbe proteggere i risparmi  da un crack definitivo del sistema finanziario. In realtà di questo non ne abbiamo la controprova visto che finora di collassi non ne abbiamo mai visti dagli anni ’70 ad oggi, ovvero da quando il metallo giallo cominciò a fluttuare liberamente in termini di quotazioni. Continua a leggere

Se ce ne fosse Bisogno, un Altro Motivo per Snobbare gli High Yield

Prendendo spunto da un articolo apparso sul blog Novelinvestor.com  viene riconfermato quanto poco sensato è per un investitore con una discreta dose di propensione al rischio  detenere investimenti in prodotti high yield.
Ne abbiamo già parlato qui e qui ma ribadisco il concetto. Se voglio rischiare molto meglio comprare azioni piuttosto che emissioni high yield che già per loro natura vengono emessi da società non propriamente in salute e che al primo violento scrollone di mercato certamente pagheranno dazio più di altri . A questo si deve aggiungere anche il concetto della probabile illiquidità (o con ampi differenziali tra denaro e lettera) dell’obbligazione nei momenti di volatilità. Continua a leggere

Ma gli Hedge Fund a chi Servono?

Il sito ETF.Com ha appena pubblicato le statistiche di performance  dell’indice HFRX Global Hedge Fund mettendolo a confronto con gli indici principali di mercato e con portafogli bilanciati. Dall’inizio dell’anno gli Hedge Fund presi nel loro complesso ritornano l’1,3%, appena lo 0,1% dello S&P500 ma molto meno rispetto ad altri indici azionari internazionali che di fatto fanno sempre parte di un portafoglio diversificato di ogni investitore. Continua a leggere

Macchine e prezzi perfetti

robotSegnalo questo articolo in italiano di Robert Shiller .
L’argomento è quello della presunta capacità della tecnologia odierna di scegliere investimenti sempre più sofisticati ed a prezzi corretti creando un generale appiattimento nelle capacità di creare il cosiddetto alpha, ovvero quel differenziale di valore rispetto ad un ipotetico benchmark di riferimento a cui ambisce ogni gestore di fondi attivi.
L’avvento dei ROBO-Advisors va in questa direzione e le statistiche sulla capacità dei fondi di superare gli indici effettivamente sembrano indicare che la strada è quella, ma non credo affatto che sia merito della tecnologia. Continua a leggere