Effetto “Casalinga di Shanghai”

L’indice azionario cinese è da un po’ sotto i riflettori per la sua impressionante volatilità e soprattutto per i ripetuti cali a cui l’indice di Shanghai è andato incontro in un solo mese, circa il 30%. Ci si dimentica, come spesso succede in questi casi, che nell’anno precedente il rialzo era stato del 150% e questo di fatto porta il rendimento di un investimento a +80%.

cina
Ne abbiamo già parlato qui di come le perdite facciano male e portano la memoria a fissarsi su queste dimenticando il pregresso. In casi come questi un investitore è arrabbiato perché pensa alle perdite ma non al fatto che semplicemente il suo guadagno è più basso di quello che era un mese fa.

Detto ciò la situazione in Cina è effettivamente preoccupante per come si sta sviluppando la gestione del fenomeno da parte delle autorità locali.

Nei mesi scorsi il Governo ha sostanzialmente incentivato i risparmiatori a dirigere i propri risparmi verso le azioni di società private quotate aumentando l’apertura del mercato cinese anche a investitori stranieri e soprattutto broker desiderosi di catturare le risorse finanziarie di potenziali trader alle prime armi adatti a farsi spiumare ben bene.
Più le azioni salivano più sul carro salivano nuovi investitori. La casalinga di Shanghai vedendo salire ogni mese del 20% il valore del portafoglio azionario del fruttivendolo sotto casa si è fatta trascinare nella mania ed il risultato è stato questo

shangh
Esploso il numero dei conti di trading aperti ed ovviamente esploso il numero di broker che hanno cominciato ad offrire operatività sempre più spregiudicate. Tra queste rientra l’operatività a leva, quella che con 20 euro mi può permettere di controllare azioni per 100 euro. Io povero risparmiatore che non ho i soldi per partecipare alla festa non vedo l’ora di trovare qualcuno che mi faccia entrare e sono disposto a non guardare in faccia alle condizioni economiche offerte pur di entrare il prima possibile.

Ed ecco che il pallone comincia a gonfiarsi, tutti guadagnano, tutti sono felici, l’amico dell’amico si è comprato la macchina nuova con il guadagno sulle azioni e via così fino all’impatto con la dura realtà.

E’ verissimo che il mercato cinese veniva da anni di sottovalutazione e che la salita era ed è fenomeno non così fuori dal mondo. E’ anche vero che i risparmiatori cinesi sono passati da zero a 100 in un attimo visto che prima di questa liberalizzazione potevano fare poco o nulla. Quello che colpisce è la platea degli investitori su questo mercato. A differenza delle piazze europee ed americane frequentate prevalentemente da investitori istituzionali (banche, fondi, ecc…), il mercato cinese è ancora acerbo con il 90% di investitori domestici individuali con un livello di cultura molto basso (circa 1 su 3 arriva appena alla licenza elementare).

Capite come in questa situazione la possibilità che qualcosa sfugga di mano è concreta ed il pezzo di Mario Seminerio è come sempre chiarissimo nello spiegare come il governo cinese sta gestendo a malo modo la sbornia.

Adesso che è arrivato per i trader in erba il momento del cosiddetto “margin call”, ovvero della richiesta di capitale aggiuntivo da parte dei broker per compensare le perdite accumulate sulle operazioni a leva, stiamo assistendo alla fase più acuta del ritorno sulla Terra. Perdite che si autoalimentano per effetto di una mancanza di liquidità necessaria a compensare le perdite con il risultato di copiose vendite al meglio per rientrare.

Le società di brokeraggio aperte allegramente nei mesi scorsi vanno in crisi di liquidità ed allora ecco che il Governo Centrale cerca di metterci una pezza che però appare maldestra. Abbassare i requisiti sui margini, ridurre il costo per fare trading, sono tutte manovre che rischiano di alimentare ulteriormente un incendio che sta cominciando a svilupparsi.

Forse un giorno anche i cinesi capiranno l’importanza della diversificazione del rischio. Probabilmente le società del risparmio gestito avranno un bel terreno fertile sul quale investire nei prossimi anni quando anche questa ondata avrà mietuto le solite vittime tra i tanti piccoli pesci ( o pecore da tosare a seconda di quale ambiente preferite) che popolano i borsini cinesi.

Leggi anche: Effetto gregge

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4 risposte a "Effetto “Casalinga di Shanghai”"

  1. roby 6 luglio 2015 / 13:34

    E’ esattamente cosi. Giusto l’altra domenica parlando con mio cugino che 10 anni fa se n’e’ andatoin Cina, proprio a Shanghai , mi raccontava che la sono tutti matti. Tipico delle cose che crescono in fretta e altrettanto sprofondano in fretta. Lui dice che e’ il governo ad aver fatto crollare la borsa x dare la scossa a delle pecore impazzite. Nulla di nuovo sotto il sole. Mi raccontava che un anno fa ha cambiato sede dell’ufficio. Ora e’ in centro citta’ perche sono crollati gli affitti rispetto a qualche anno prima. Adesso costano meno della periferia. Nulla di nuovo sotto il sole. Lui e’ convinto che ,come nel 2008, in Cina succedera’ quello che e’ successo negli USA coi subprime. Ma dice che sara’ molto peggio perche’ non hanno la cultura alle spalle per gestire la cosa. Non c’e’ trasparenza sulle vicende finanziarie perche’ il governo ha di fatto messo un filtro su tutto. Quando la baracca crollera’ il danno per loro sara’ peggiore del 2008. Ma gli effetti si riverberanno in tutto il globo. Anche qui niente di nuovo sotto il sole. Io continuo a sostenere che sia pura imbecillita’ creare un mondo sui debiti. La pagheremo tutti nessuno escluso. Parlo ………..contabilmente parlando. Di tutto il resto non mi interessa granche’, anche perche’ oramai la politica conta come il 2 di picche. A livello planetario s’intende.Penso che il crollo del muro , opinione personale, ha innescato una spirale finanziaria che ci portera’ al disastro globale. Non subito ma dopo due scoppi di bolle finanziarie. La prima sara’ cinese…….poi l’ultima ci mettera’ tutti in fila indiana………….magari con la tessera. Certo non domani ………..ma quando la polpa sara’ finita e resteranno le ossa della bestia. Non so se ho reso il senso. Per restare in tema e’ come un’azienda che mantiene gli utili positivi finche’ ha riserve nel granaio………ma una volta finite……………resta solo un sacco di tempo per pensare. E cambiare azienda in tempo……….o pianeta….:-)

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    • archeowealth 6 luglio 2015 / 23:00

      Diciamo che i cinesi stanno prendendo i brutti difetti del capitalismo…effettivamente cambia la geografia ma lo spirito umano no

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      • roby 7 luglio 2015 / 13:21

        Proprio cosi. La natura umana e’ strana sotto l’aspetto dell’errore e diabolica nel perseverare nello stesso errore. Giusto ieri sera chiacchierando con mio padre novantenne si ragionava sul fatto dei debiti. L’unico debito che ha fatto in novant’anni e’ stato quello di acquistare il terreno su cui nel 54 si e’ costruito la casa insieme a mio nonno. Lavorando sabati e domeniche senza ferie. Altri tempi. Certo che si. Ma altre teste. Per fortuna io ho sempre applicato quella regola. In tutte le mie spese. Se non ho i soldi non comperò. Se posso comperare aspetto l’occasione. Esempio : l’auto. Ho sempre fatto cosi. E la prima forma d’investimento e’ il risparmio. Da questo passiamo al mondo. Qui siamo al concetto diametralmente opposto. Si deve comperare a qualsiasi costo. Il lavaggio dei cervelli e’ quasi completato sul pianeta. La tecnologia e’ uno strumento micidiale su questo aspetto. Sempre piu’ invasiva ha fatto del concetto di privacy la piu’ grande stronzata terrena. Ha spinto la persona a indebitarsi anche per rifarsi le labbra o le tette. Tanto per capirci. Posso capire se ci fosse da investire nella terra……………ma x il resto siamo alla demenza ( non senile). La piramide che l’duomo si e’ costruito ,non ho il minimo dubbio, sfracellera’ al suolo e allora i bisogni veri ritorneranno a essere quelli primari. E anche le tette ritorneranno alla loro funzione primaria…………sempre che ci sia ancora latte da succhiare. Solo la semplicita’ salvera’ l’duomo dal suo delirio di onnipotenza e la natura,credo, sara’ il solo arbitro di questo passaggio. Ciao

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  2. roby 6 luglio 2015 / 17:39

    Cavolo! Non mi ero letto l’articolo di M. Seminerio. E’ proprio vero. L’duomo e’ un imbecille di natura che non imparera’ mai nulla degli errori passati. E’ ancora piu’ tragico se pensiamo alla civilta’ millenaria cinese……o per restare in Europa a quella greca. Che tristezza e che tragedia…….greca e cinese……….americana………..e via di questo passo. Non c’e’ limite al peggio……..come il minimo delle borse. Basta aspettare e i records vengono battuti sempre!

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