Un Portafoglio per Tutte le Stagioni

Negli Stati Uniti esiste un portafoglio valido per tutte le stagioni, almeno questo nelle intenzioni del suo creatore Ray Dalio di BridgeWater Associates, uno dei più grandi hedge fund mondiali. La composizione del portafoglio è piuttosto basica ed è rappresentata dal 30% di azioni a cui si aggiunge un 15% di commodity (metà oro e metà generico) e per finire bond su scadenze diverse.
Il portafoglio All Seasons è stato costruito sull’idea che le asset class si muovono in risposta a 4 forze. Crescita economica, rallentamento economico, inflazione e deflazione. In ognuna di queste quattro stagioni alcune asset class soffrono, altre prosperano. Ad esempio con crescita sostenuta e bassa inflazione le azioni dovrebbero andare meglio, mentre le commodities offrono risultati interessanti con crescita ed inflazione al rialzo.

Ovviamente i bond ritornano i migliori rendimenti con rallentamento di economia e inflazione. Con questo portafoglio, nelle intenzione del suo creator,e avete a disposizione un portafoglio sempre ben strutturato per affrontare i mercati.

In pratica viaggiate con crema solare, ombrello, costume da bagno e giaccavento sempre a portata di mano. Se ci pensate bene non è niente di più di un portafoglio costruito cercando di sfruttare i benefici di diversificazione e decorrelazione tra asset class.

meb1Gli ultimi back test disponibili sono purtroppo riferiti ancora all’arco temporale 1973-2013 e questo era stato il risultato, con l’anno peggiore rappresentato dal 2008 con un modesto -4%. Ringrazie Meb Faber per avermi concesso l’utilizzo di alcuni dati presenti nel suo interessante ebook Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition)

Qui un interessante allegato circa questo modello di portafoglio.

meb2Osservando i numeri stupisce chiaramente come una percentuale così bassa di azionario sia stata in grado di avvicinarsi così tanto al risultato delle azioni (appena 0,71% di differenza su base annua) con una massima perdita tre volte più bassa. La deviazione standard del portafoglio negli ultimi 30 anni è stata del 8,2%. Se confrontato con un classico 60/40 Globale il risultato però viene un po’ ridimensionato.

meb3

Il rendimento di un 60/40 investito a livello internazionale ha assicurato di fatto un rendimento superiore questo però pagando dazio in termini di volatilità e massima perdita.

Personalmente non credo alle ricette valide per tutte le stagioni. Credo nella semplicità, nella ricerca di asset allocation generaliste e a basso costo, ma tutto va riparametrato in base alle aspettative di ciascuno di noi. Quali obiettivi abbiamo, quanto potenziale di risparmio, quanta tolleranza al rischio, quale dose di stress al mondo finanziario.

Come detto le aspettative. E’ impensabile con i rendimenti a 30 anni americani poco sopra al 3% pensare ad un ritorno atteso nel prossimo trentennio che si possa avvicinare al 9,5% offerto dall’All Season. Le aspettative di rendimento devono necessariamente essere riviste così come la volatilità tollerata rivista al rialzo semplicemente per effetto delle condizioni di mercato e delle valutazioni delle asset class sulle quali questo portafoglio è costruito. Certamente però può essere una buona base di partenza per cominciare a pianificare un investimento.

Leggi anche: 60/40

                        65/35

                       Un portafoglio multiasset di facile costruzione

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15 thoughts on “Un Portafoglio per Tutte le Stagioni

  1. erreffe 10 luglio 2015 / 11:28

    Sempre molto interessante!! Buona giornata e grazie!

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  2. roby 10 luglio 2015 / 13:09

    Concordo sul fatto che non esiste un sistema per tutte le stagioni. Ma certamente si puo’ limitare al massimo il bilanciamento se come faccio io si investe ( con ordini condizionati) solo ai minimi. Certo piu’ di qualcuno mi ha fatto osservare che il minimo puo’ non essere il minimo. Assolutamente d’accordo. Ma la statistica a cosa serve? Io come avrei fatto a fare pianificazioni e forecast x piu’ di trent’ anni? Con la sfera di cristallo? Ognuno ha un metodo che deriva dall’esperienza e dal carattere. In ogni caso credo che non dobbiamo essere schiavi del denaro e accontentarci del giusto per vivere dignitosamente, magari aiutando il prossimo. Speriamo che ascoltino le parole del papa quelli che “giocano” col denaro e con le vite di intere popolazioni. Voglio sperarlo , ma io purtroppo amo la storia e………………il passato non e’ certo confortante. Non credi?

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    • archeowealth 10 luglio 2015 / 18:45

      Se vai a vederti l’articolo su come insegnare il risparmio ai bambini vedrai che ho dato spazio anche alla beneficenza. Però non penso neanche alla società di tutti uguali anche senza meriti. Mi dispiace ma credo molto alla produttività del lavoro, ad una società basata sul merito, ad una ricchezza che va a chi si sa adattare al nuovo e ha talento. Ovviamente pensando anche agli altri x evitare situazioni di disagio sociale, ma la società che demonizza chi sa fare soldi con il suo talento non l accetto.se vedo quello per cui protestano gli insegnanti della scuola oggi.. X favore,w la società del merito!

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      • roby 10 luglio 2015 / 20:57

        Certamente mi trovi d’accordissimo sul merito. Il punto ,che forse non e’ emerso nella mia risposta, e’ un altro. Vale a dire che l’duomo attraverso la speculazione e il denaro a tutti i costi dimentica che dall’altra parte moltissime persone muoiono di fame. Il senso del discorso del papa e’ tutto li. Se siamo tutti di passaggio dovremmo avere un comportamento piu’ intelligente su questa terra. Tieni presente che io non sono un “baciapile” e che vado in chiesa per funerali e matrimoni…………pero’ mi piace la giustizia. In attesa di quella futura dall’alto bisogna che pensiamo a quella terrena. E li certe rivoluzioni ….passate…..presenti e …..future sono solo la risposta all’imbecillita’ umana e alla eterna sete di potere e di denaro. Non e’ cambiato nulla in migliaia di anni. E sinceramente penso che anche un papa non otterra’ i risultati sperati. Personalmente credo solo alle leggi della natura…………….in quanto a quelle umane ……………………………..non trovo l’aggettivo che vorrei.
        Comunque complimenti x i tuoi post che trovo sempre molto utili ed equilibrati.
        Ciao

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      • archeowealth 10 luglio 2015 / 21:16

        Purtroppo nella tua risposta c’è la verità amara se vuoi,migliaia di anni non sono serviti anche se l’intelligenza umana ha creato progresso almeno quello… E grazie dei complimenti

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  3. ludwing 18 luglio 2015 / 10:01

    QUI si parla di stagioni e poiché anche io ha una domanda sulle stagioni provo a esporre qui la mia domanda, anche se il significato è diverso, al limite verrà spostata. Credo che il senso del blog sia quello di divulgare modi, tecniche e comportamenti corretti sulla gestione del denaro, nello specifico il risparmio. Ma poiché ognuno ha una realtà diversa è necessario fare delle distinzioni molto precise per cercare d’avere un comportamento corretto in ogni singola distinzione. Pertanto credo che un venticinquenne, occupato e ancora celibe, con una cifra tot di stipendio mensile si debba comportare in un certo modo, mentre un 55enne nella stessa situazione, in un’altra. Di esempi di questo tipo se ne potrebbero fare tantissimi. Vado alla domanda : io , che ho 66 anni, non ho e non avrò mai nessuna pensione, sono celibe e non devo mantenere nessuno, non ho eredi e il mio reddito deriva esclusivamente dalla rendita finanziaria del mio capitale mobiliare che attualmente ammonta a circa 760000 euro, e oltre a ciò non possiede nessun altro valore, che tipo di comportamento dovrei tenere per essere considerato una persona che fa scelte di buon senso ? Non sto chiedendo nessun consiglio personale ma solo un parere professionale sulle modalità tecniche consigliate per un profilo che rientra nella categoria simile alla mia. Cosa fare e cosa non fare, quali scelte evitare ? informazioni possibilmente più sottili e più sofisticate da quelle basilari tipo; prodotti che costano meno ecc. ecc. Insomma, sarei interessato a sapere se vi sono tecnicalità diverse da quelle che usualmente vengono propinate dalla consulenza esistente indirizzata ai risparmiatori non trader e che io ovviamente sto usando. Concludendo, qui si parla di ptf per tutte le stagioni di tipo temporale mentre io parlo di stagioni esistenziali legate all’età e alla condizione personale, ebbene, io sto entrando in quella che di solito viene chiamata ultima stagione e pertanto sarei curioso di conoscere quali consigli puoi dare a quelli che, come me, si trovano in questa stagione e che rientrano purtroppo in una categoria simile alla mia , complimenti, grazie e ciao.

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    • archeowealth 19 luglio 2015 / 23:20

      Effettivamente non si può generalizzare ogni caso fa storia a sè e sono proprio questi esempi che confermano a mio modo di vedere che i Robo-Advisors vanno benissimo nella prima fase di investimento del risparmio, ma molto meno bene in quella che io non chiamo ultima, bensì del godimento finalmente di tutti i sacrifici fatti.
      Ovviamente non ho una ricetta magica e non ho prodotti da consigliarti però penso ti potrebbe essere d’aiuto questo articolo https://investireconbuonsenso.com/2015/02/18/lasset-allocation-del-pensionato/ e anche questo https://investireconbuonsenso.com/2015/05/11/accantonate-per-la-pensione-ma-quando-ci-sarete-occhio-a-non-bruciare-tutto-e-subito/.
      In America esiste una regola cosiddetta del “withdrawal 4%” che praticamente indica nel 4% di prelievo annuo la cifra ideale di sostenibilità del proprio capitale anche contro eventuali imprevisti (che in questo caso paradossalmente sarebbero quelli di vivere troppo). C’è molto dibattito attorno a questo 4% anche perchè gli attuali tassi di mercato non consentono di raggiungere nemmeno da lontano questo rendimento (il 30 anni al lordo di tutto è al 3%) e quindi credo sia più ragionevole abbassare l’asticella. Tutto però presuppone che, seppur in modo più conservativo, il capitale vada investito ed il post sull’asset allocation del pensionato ti potrebbe essere utile.
      A mio modo di vedere per adottare una scelta di buon senso dovresti mettere in investimento monetario (quindi a tasso zero) una riserva di emergenza che valuterai tu in termini di consistenza, ed il resto investirlo sul mercato con un investimento tipo 80% bond aggregate (corporate + governativi magari inserendo un 10% di bond emergenti in valuta forte) ed il restante 20% in azionario dei paesi sviluppati. Investimenti semplici, liquidi come ETF e se lo ritieni opportuno per il mantenimento del tuo tenore di vita con stacco cedola. Con quella cifra ed ai prezzi attuali anche un piccolo investimento immobiliare a scopo di locazione non sarebbe da scartare.
      Spero di esserti stato parzialmente di aiuto e a risentirci quando vuoi.

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  4. Eraldo 9 agosto 2016 / 13:42

    Salve, sono diventato un tuo estimatore.
    Bello ed essenziale il post sul portafoglio di Ray Dalio.
    Vorrei porti una domanda: secondo te come si comporterebbe un portafoglio sì fatto in un ambiente con tassi di interesse in crescita? Noto che ben il 40% del portafoglio è costituito da obbligazioni “long terms” e il 15% da obbligazioni “intermediate”, non sono troppe e troppo sbilanciate sul lungo termine? Oltretutto Ray Dalio accenna anche alle obbligazioni Inflation linked, ma nella “torta” non se ne trova traccia.
    Ciao e grazie per i concetti che mi stai facendo assimilare…

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    • archeowealth 9 agosto 2016 / 19:29

      Si è vero Ray Dalio “consiglia” anche gli inflation e io sono d’accordo con lui. Nel ptf di Archeowealth https://www.justetf.com/it/portfolio/9536c (+4,48% da inizio anno) che condividiamo su JustEtf.com il peso degli inflation è del 10%. Personalmente trovo eccessiva l’esposizione del 55% su bond governativi, ma diciamo che per un portafoglio molto semplificato è un buon compromesso.
      Tassi di interesse in crescita? Vedremo, ma come già indicato in vari post non è che questo rappresenta un veleno per il ptf. Le nuove sottoscrizioni e le cedole in ingresso verranno reinvestite a tassi più elevati alzando il rendimento medio. Tieni poi conto che il tratto lungo della curva è quello che stima il mercato e quindi tutto quello che esce da questo sentiero (compresi i tassi in potenziale rialzo) è avvolto da incertezza.
      Se ti interessa approfondire Ray Dalio, la sua filosofia ma anche altri argomenti di finanza personale ti consiglio questo libro Soldi: Sette semplici passi per la libertà finanziaria (Overlook)

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  5. Eraldo 10 agosto 2016 / 10:08

    Ciao e grazie per la risposta.
    Sono riuscito a fare un BT simulando il portafoglio di Ray fin dal 2008 (compreso) variando la parte azionaria (ho utilizzato etf di settori anticiclici europei) e utilizzando per la parte obbligazionaria un 25+ EU e un 7-10 EU con le percentuali solitamente indicate quando si parla di Ray Dalio, (minimizzo l’esposizione al dollaro con la sola quotazione del Gold).
    E’ una variante, anche se credo che aumentando la diversificazione il portafoglio possa affrontare meglio i “suoi” prossimi 30 anni…

    Ciao

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    • Dani 15 novembre 2016 / 22:55

      Il risultato quale è stato? sono interessato e vorrei sapere che ETF hai utilizzato
      grazie saluti

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  6. Dani 17 novembre 2016 / 22:25

    Complimenti archeowealth per il sito e per gli interessantissimi argomenti trattati con molta competenza.
    Ho letto di il libro ti Tony Robbins che elenchi
    Soldi: Sette semplici passi per la libertà finanziaria (Overlook)

    Vorrei chiederti come replicheresti il “portafoglio per tutte le stagioni” di RAY DALIO?
    Utilizzeresti ETF anche per la parte obbligazionaria, se si quali?
    Per la parte azionaria cosa conseglieresti?
    ed infine per le comodity?

    trovi robusto e ragionevole i pesi che attribuisce ai vari settori o diminuiresti la componente obbligazionaria a favore di un peso maggiore Azionario?

    Sono interessato a seguirlo con orizzonte temporale lunghissimo (oltre 30 anni) vorrei un tuo parere

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    • archeowealth 18 novembre 2016 / 23:36

      L’All Seasons portfolio a me personalmente non fa impazzire. Su orizzonti temporali così lunghi il 30% dell’azionario lo reputo riduttivo e troppo poco ambizioso soprattutto alla luce dei bassi rendimenti obbligazionari attuali. Almeno il 50% su un orizzonte trentennale mi sembra la quota da considerare con analoga riduzione dell’esposizione ai bond trentennali.
      Ovviamente il ptf di Dalio è esposto prevalentemente agli asset americani cosa che però non funziona per un europeo che deve proteggersi dall’inflazione del vecchio continente e non incorrere al rischio valutario. Diciamo che sia lato azioni che obbligazioni soprattutto la metà dell’investimento potrebbe essere dirottato verso l’Europa.
      Non disdegnerei cmq l’inserimento di bond emergenti e corporate inv.grade.
      Per quello che riguarda le commodity mi sembra un scelta saggia per proteggersi dall’inflazione anche se personalmente 10 punti tra oro e commodity mi sembrerebbero sufficienti.
      Etf ne trovi in abbondanza e ti puoi rivolgere direttamente a quelli che investono sui tratti di curva come questo http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda/IE00B1FZS913.html?lang=it.
      Anche questo versione aggregate (e quindi che comprende il corporate) non mi dispiace http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda/IE00B3DKXQ41.html?lang=it.
      Parte azionaria un classico Etf Msci World http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda/IE00B4L5Y983.html?lang=it a cui abbinare un Emu europeo http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda/IE00B910VR50.html?lang=it.
      A presto

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