Cosa potrebbe succedere ad Azioni e Bond se la Fed alzerà i Tassi nel 2015?

Supponiamo che il 2015 rappresenti l’anno in cui la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse dopo anni di politica del tasso zero. Veramente l’azionario subirà dei violenti scossoni a causa di questo evento? I bond rappresenteranno una zavorra all’interno di tutti i portafogli di investimento portandosi dietro rendimenti negativi? Come sempre usiamo il buon senso e tanti numeri per dimostrare come questo genere di preoccupazione andrebbe ridimensionato pur essendo il sottoscritto perfettamente consapevole che la storia non sempre si ripete (ma ci va spesso vicino!).
Il sempre ottimo blog awealthofcommonsense.com ha pubblicato un’analisi approfondita su quello che è stato il comportamento di S&P500 e Bonds nei 14 periodi di rialzo dei tassi americani dal dopoguerra a oggi.

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Solo in due periodi sui quattordici totali di ciclo di rialzo nei tassi l’azionario è sceso con un total return medio del 20%. Più magro il bottino dei bond; mediamente abbiamo avuto un ritorno medio del 2,1%,ma in questo caso dobbiamo annoverare il 50% (7 casi) di segni meno durante il periodo considerato. In pratica i detentori di bond hanno perso soldi nella metà dei cicli di rialzo dei tassi della Fed e questo appare logico alla luce del fatto che i prezzi dei bond si adeguano al nuovo costo del denaro imposto dalla banca centrale.
Il caso del 1958-1959 potrebbe essere quello più assimilabile allo scenario attuale dove i rendimenti sulla parte lunga della curva sono molto bassi. Tra il 1935 e il 1956 i tassi a 10 anni erano rimasti infatti sistematicamente sotto al 3% e questo, come ora, assottigliò il cuscinetto cedolare atto a compensare le perdite sui prezzi derivante dal rialzo nei tassi.

Anche Allianz Asset Management qualche mese fa ha analizzato il comportamento dei vari comparti di investimento in occasione del rialzo dei tassi della Fed.  Il periodo indagato è quello che parte dal 1983 caratterizzato da 6 cicli di rialzo nei tassi ufficiali.
Mediamente dal primo giorno di rialzo all’ultimo ritocco all’insù sono passati 414 giorni con una salita media nei Fed Funds di 281 punti base.

allianz1Anche in questo caso una conferma. L’azionario americano è salito in 5 dei 6 cicli di rialzo mediamente del 10%, mentre i bond hanno fatto registrare i ritorni più deprimenti mediamente del 2% con due casi negativi (1986/1987 e 1994/1995). Le commodities risultano le migliori (forse per effetto di un Dollaro in rafforzamento) con 4 casi positivi su 5 e mediamente in crescita del 25%.

Tornando al mondo obbligazionario possiamo fare ulteriori considerazioni. Intanto il vero vincente durante i cicli di rialzo dei tassi è il mercato monetario. Tutti i vari tipi di bond (corporate, governativi o internazionali) tendono ad appiattirsi sugli stessi livelli di performances.

Andando sui numeri medi di rialzo nei rendimenti, Allianz ci mostra come mediamente sì è andati da +232 punti base del segmento 1-3 anni ai +100 base del segmento oltre 10 anni. I tassi cominciano a salire in media 100 giorni prima dell’azione della Fed ed in tutti i casi abbiamo avuto un appiattimento della curva dei rendimenti.

Interessante ho trovato la simulazione di Allianz su cosa potrebbe succedere agli investimenti obbligazionari ripartiti per scadenza qualora i tempi e le intensità dei rialzi medi del passato si dovesse ripetere nel prossimo ciclo.

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Le perdite potrebbero potenzialmente andare dal 1.3% al 10.4% del segmento più lungo della curva nel periodo che intercorrerebbe tra il primo e l’ultimo giorno del ciclo di rialzo dei tassi.

Ovviamente non possiamo sapere come il mercato si muoverà nel 2015 e se ci sarà in effetti un rialzo nei tassi (ricordiamoci sempre della parentesi 1935-1956 citata sopra). I numeri che abbiamo presentato smentiscono l’idea di un mercato azionario sotto pressione e confermano invece le difficoltà dei bond. In quest’ultimo caso però i ritorni nominali potrebbero essere bassi, ma non necessariamente negativi. Non dimentichiamoci mai la funzione di protezione che rivestono i bond nelle fasi di volatilità dei mercati azionari, ipotesi che, nonostante statisticamente sembrerebbe risultare poco probabile non è detto che non possa accadere. Se i vostri sono investimenti con obiettivi di lungo periodo e non con finalità di trading, state diversificati, portate avanti il vostro piano di investimento, non abbiate paura https://investireconbuonsenso.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=271&action=edit di un rialzo nei tassi e non fatevi influenzare dalla volontà di anticipare i mercati.

Fonti: Historical lessons frome Federal Reserve rate-hike cycle – Allianz Global Investors

What happens to stocks and bond when the Fed raise rates – Awealthofcommonsense

Leggi anche: Piano di investimento

                        Gli investitori hanno troppa paura di un rialzo nei tassi?

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