Sei un Giovane Investitore? Allora spera in un bel Crash di Mercato!

Ovviamente il titolo è provocatorio, ma non più di tanto.La tabella che segue è stata pubblicata da Jim O’Shaughnessy ed è molto interessante poiché ci offre due punti di vista diversi circa l’evoluzione dei mercati nel corso della storia.

simulazione decadi large cap usa 1930
Dal 1930 il mercato americano è stato sezionato per decadi fino ad arrivare ai giorni nostri di cui abbiamo vissuto circa la metà del tempo. Ogni decade comincia con 10 mila dollari e, come si può vedere, quella appena chiusa (2000-2009) è stata la peggiore di sempre con il l’investimento sotto di 3 mila dollari dopo una decade. Nel 1950 la stessa cifra iniziale diventò 47 mila dollari alla fine dei 10 anni.
Se le performance dell’azionario per decadi non è uniforme, la volatilità, depurata dal caso limite degli anni 30, tendenzialmente tende sempre ad essere la stessa. Sappiamo mediamente quindi quanto rischiamo, non sappiamo quanto ci ritornerà il mercato.
Conosco tante persone che hanno cominciato ad accumulare denaro tramite PAC, PIC o fondi pensione nel 2000 e di queste molte sono quelle che hanno deciso di ridurre drasticamente la quota di rischio non appena hanno visto tornare il proprio investimento al livello di pareggio. Mi riprendo quello che ho versato perché non voglio ritrovarmi tra 10 anni di nuovo sott’acqua, sono i miei risparmi e non voglio “giocarli” in borsa; questa è la tipica frase che mi sento dire da persone di 40-45 anni che davanti a loro hanno ancora 25 anni di lavoro almeno.Rispetto le opinioni di tutti, ma la domanda è sempre quella, per quale motivo hai cominciato questa attività di risparmio e con quale orizzonte temporale?

Se la finalità è disporre del capitale entro 5-10 anni ogni logica di protezione o comunque basso rischio è assolutamente corretta, ma se stato creando un piano di investimento di lungo periodo non si capisce qual è la motivazione alla base della rinuncia a performances importanti e soprattutto superiori al tasso di inflazione. I numeri di rendimento nominale annuo che la storia ci consegna sono quelli riportati qui sotto fonte Research Affiliates.

storia 100-50-25 60-40Questi numeri sono una media e come tale i ritorni percentuali oscillano nel tempo sopra o sotto la media. Arrivano momenti di mercato in cui le azioni possono risultare care in termini di multipli e, come si vede dal grafico successivo, a mercati poco “cheap” corrispondono rendimenti attesi reali nei 10 anni successivi percentualmente non esaltanti.

rendimenti attesi equity
Ecco perché il titolo del post è che un giovane investitore deve sperare nelle correzioni di mercato nella fase iniziale dei propri versamenti; comprare a buon mercato delle azioni che nel lungo periodo saranno in grado di generare rendimenti capaci di soddisfare gli obiettivi che hanno motivato la creazione del piano di investimento è la soluzione più semplice e migliore in ottica di lungo periodo.

Un mercato azionario in pesante calo è cattivo per chi dovrà ritirare i suoi investimenti in un arco temporale non troppo lontano, per chi con quei soldi dovrà gestire progetti ed obiettivi che stanno per realizzarsi. E’ invece buono per chi accumula azioni a valori scontati con la consapevolezza però che questa condizione potrebbe andare avanti per una decade o oltre come la storia finanziaria ci ha insegnato.

Il mercato ciclicamente offre delle finestre di ingresso favorevoli (la media delle correzioni per ogni decade a partire dal 1930 è nell’ordine del 35%) e questo significa che ciclicamente il mercato azionario fa un crash o entra in bear market. Se siete giovani e avete davanti ancora tanto tempo per risparmiare ed investire queste correzioni non possono che essere le benvenute per aumentare il vostro risultato finale.

Leggi anche: Come creare un piano di investimento

                        L’ottava meraviglia del mondo, un luogo che ogni giovane dovrebbe vedere

                       Breve storia delle perdite di Wall Street

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2 thoughts on “Sei un Giovane Investitore? Allora spera in un bel Crash di Mercato!

  1. Fed 22 agosto 2015 / 15:08

    Caro Archeowealth, approfittando della tua competenza avrei un po’ di domande da farti.

    1 – vedo che insisti moltissimo sul mercato americano: non credi che di questi tempi possa essere interessante anche qualche etf su indici europa?

    2 – non hai paura del rischio di cambio dollaro euro? Non sarebbe meglio avere direttamente un conto in dollari? Ti piacciono gli etf passivi con la copertura del cambio?

    3 – tu ci dici che il timing per iniziare un investimento è ininfluente. Ma col mercato americano ancora abbastanza vicino ai massimi, che ne pensi di coprirti un poco con un prodotto short sul sp500?

    4 – concordo con l’importanza del ribilanciamento. Anche se, con le tasse che ci fanno pagare sui capital gain, è sempre meglio cercare di ribilanciare iniettando nuovi fondi, che non chiudendo le operazioni. Come dice Buffett, il miglior investimento dura possibilmente tutta la vita. Sei d’accordo?

    5 – quando parli di Etf poco costosi, ti riferisci a un ter minore di 0,30%?

    Grazie per il tuo tempo

    Federico

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    • archeowealth 29 agosto 2015 / 22:49

      1) il mercato americano è quello con più storia e con dati che ci permettono di risalire a ben prima del 1900. Credo che per capire molte cose necessariamente bisogna partire da qui. Sull’Europa non ho la sfera di cristallo ma sono d’accordo con te che le valutazioni fanno propendere per maggiori soddisfazioni nel lungo periodo proprio dalle azioni europe, ma solo nel lungo periodo vale questo ragionamento ricordalo sempre…
      2) Hai visto cosa è successo al dollaro nelle ultime settimane? il mercato ha preso paura e diversamente da quello che fa di solito ha venduto dollari. Poi li ha ricomprati non appena ha visto dati che potrebbero spingere la Fed alla manovra sui tassi. Il mondo valutario è complicatissimo ed imprevedibile (per questo mi affido agli amici di Age Italia ed al loro rapporto Strategie Valutarie) ma ritengo doverosa una diversificazione valutaria per ogni investitore europeo indipendentemente da quello che si pensa sarà l’andamento del dollaro. Il cambio non mi fa paura, anzi lo ritengo per i prossimi anni una risorsa di rendimento ma questa è solo una mia idea. Sugli ETF coperti dal cambio nutro perplessità soprattutto dal lato obbligazionario. Con i rendimenti così bassi qualcuno si chiede quanto costa oltre al TER il forward per coprire il cambio?
      3) Gli short personalmente li uso nel mio personale ptf di trading e spesso con leva poichè le correzioni in un bull market sono sempre molto modesto. Questo è il loro scopo (tattico e speculativo per chi ha il pelo per fare questo lavoro) non certamente quello di un prodotto strutturale di investimento. Un’azienda deve fare profitti e migliorare la sua capitalizzazione e quindi il suo obiettivo è anche vedere aumentare il prezzo di mercato. Il mondo deve puntare a progredire e non regredire nel lungo periodo e gli short hanno come obiettivo l’esatto contrario.
      4) D’accordo con Buffett ma a volte il ribilanciamente serve anche per riequilibrare il rischio
      5) Esatto e con spread denaro lettera inferiori a 0,15% se possibile.

      Ciao a presto.

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