Investire al Netto della Borsa Americana

Nel 2014 il mondo azionario sviluppato esclusa la borsa americana (ex USA) ha realizzato una performance negativa del -4,5%, quello che potremmo definire una normale boccata d’ossigeno dopo la corsa sostenuta del 2012 e del 2013 rispettivamente +18% e +23%.
Quello che abbiamo visto nel 2014 è quindi il 13esimo caso di calo su 45 anni di rilevazioni dell’indice di riferimento MSCI EAFE. Questo benchmark nasce nel 1970 ed è utilizzato dagli investitori americani che vogliono mettere il loro denaro sulle azioni internazionali. L’Etf di Ishares quotato a New York vede nella borsa giapponese il contributore maggiore con il 21% di azioni sul totale, seguito dalla Gran Bretagna (20%), Francia (9%), Svizzera (9%), Germania (9%) e Australia (7%). Altri paesi compongono l’indice rendendolo un ottimo strumento di diversificazione per gli investitori americani.
Tutti i dati che illustreremo di seguito sono espressi in dollari americani per evitare distorsioni valutarie.
Quello che a noi interessa però è capire il significato statistico del calo del 2014 per cercare spunti di riflessione ed investimento nel 2015.
Intanto possiamo notare come il -4,5% del 2014 rappresenta un evento piuttosto raro nella distribuzione dei rendimenti annui dell’EAFE, allergico ai valori centrali attorno allo zero.

eafe1

Quello che abbiamo registrato è il tredicesimo caso di segno negativo su 45 rilevazioni; il 29% del tempo quindi le azioni internazionali dei paesi sviluppati hanno chiuso l’anno in negativo e lo hanno fatto con una media di calo del 13,5%.
In questo arco temporale abbiamo avuto due anni consecutivi di calo in 4 occasioni. Nel 1973-1974, nel 1981-1982, nel 2000-2001, nel 2001-2002.
Quest’ultimo caso rappresenta l’unico di tre anni consecutivi di calo.
Sia nei due casi di calo consecutivo biennale che nell’isolato caso di calo consecutivo triennale, almeno per i cinque anni successivi abbiamo assistito in modo consecutivo a rialzi mediamente compresi tra il 20% e il 31%.

Il primo messaggio di buon senso quindi che possiamo trasmettere è quello di sfruttare anche un eventuale ulteriore calo delle borse ex America per sfruttare il probabile rimbalzo che ci sarà nei prossimi anni. Ricordiamoci sempre che partiamo dal presupposto che non sappiamo dove andrà il mercato ma che il concetto di ribilanciamento si basa proprio sull’investire in ciò che ha perso valore e si sta allontanando dalla media.

Andiamo avanti e vediamo qual è la performance a 5 anni dell’EAFE.
L’ultimo lustro ha offerto una performance del 5,8% annua, undicesimo caso di un range 0-5% che ha occupato finora il 28% del tempo nella storia dell’indice.

eafe2

Facciamo notare come sono già scomparse le fasce negative comprese da -10% in giù e che a 5 anni solo il 10% del tempo è occupato da cali a 5 anni compresi tra 0 e 5%. Secondo messaggio sempre non potendo escludere estremi statistici disfattisti; già a 5 anni il rischio di perdite su questo investimento è storicamente basso.

Andiamo oltre e vediamo cosa succede a 10 anni. L’ultima decade vede un rialzo del 4,9% diventando il caso n. 7 pari al 20% del tempo che l’indice ha trascorso in questo range.

eafe3

Ancora una volta le code vengono eliminate, ma in questo caso anche tutte le performance inferiori allo zero escono dalla statistica. Pur non potendo escludere il primo caso di segno meno, la storia ci insegna che l’investimento sui mercati internazionali ex USA a 10 anni non ha mai fornito un ritorno negativo.

Nei 45 anni di rilevazione le azioni internazionali ex US hanno portato ad un ritorno medio annuo composto inclusi i dividendi del 9,9%.
L’anno migliore fu il 1970 con un ritorno del 70%, quello peggiore il 2008 con un -43%, l’unico anno con un perdita inferiore al 25%.
La performance a 5 anni più alta fu un +37% di ritorno annuo dal 1985 al 1989, la più bassa del -4% dal 2007 al 2011.
La performance a 10 anni più alta fu quella del 1978-1987 con un 23% di ritorno annuo; quella più bassa fu quella compresa tra il 1999 e il 2008 del +1% di ritorno annuo.

Investire negli anni a ritorno negativo quindi ripaga e lo dimostriamo con l’ultima tabella che ci mostra il ritorno annuo dopo 5 anni dall’annata a segno negativo.

eafe4(dati fonte MSCI)

Non abbiate paura di essere contrarian, non cercate di catturare l’area o il settore migliore di investimento ogni anno, ma piuttosto diversificate. Investite con buon senso ciò che il mercato offre a buon mercato ed i ritorni nel lungo periodo avranno elevata probabilità di soddisfare i vostri obiettivi.

Leggi anche: Semplicità e buon senso, i segreti del buon investitore  stanno tutti qui

            Ribilanciare il portafoglio per ottimizzare rischio e rendimento

            Mai mettere le uova nello stesso paniere

           Con un occhio allo specchietto retrovisore

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