Eclisse di Rendimento

Se cercate un grafico che certifica l’assoluto smarrimento dei mercati di fronti agli eventi più recenti, allora quello che vi mostriamo oggi rappresenterà tutto ciò in modo esemplare.
Sono stati messi a confronto i rendimenti a 12 mesi di un investimento monetario, di un investimento in Eur Aggregate Bond (mix di obbligazioni governative e corporate della sona Euro) e dell’indice Eurostoxx 50 (azioni europee) in versione total return. Continua a leggere

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Ma come? I Guru non ci avevano raccontato un’altra storia?

A volte ricordare serve per fissare nella mente ciò che deve essere degno di attenzione oppure no.
In questo post il 29 dicembre del 2014 pubblicammo quelle che erano le previsioni su borsa e tassi americani per il 2015. Dopo 10 mesi possiamo vedere quale affidabilità hanno questi signori impomatati e con i gemelli ai polsini delle camicie.
Vi rimando direttamente a questo link per avere il dettaglio e vedere le foto di questi signori sorridenti che continuano a percepire stipendi milionari per sparare numeri molto approssimativi (per essere buoni) alla fine di ogni anno…e li chiamano “strategist”. Continua a leggere

Giocati dal Caso

Purtroppo il concetto di diversificazione è uno dei più difficile da applicare poiché la menta umana è alla costante ricerca della via più breve per ottenere il risultato. Ecco quindi che nei portafogli di tutti gli investitori si trovano sistematicamente delle puntate su azioni o indici azionari specifici i quali, proprio per questa loro caratteristica, risultano anche altamente volatili, nel bene o nel male.
La tabella riportata sotto volutamente prende il primo giugno 2015, giornata del picco della borsa cinese, come base di partenza. Chi avesse cercato la scommessa sulla singolo borsa di Shanghai ora perderebbe il 35%. Se avesse avuto la malaugurata idea di giocarsela anche sul settore auto (quante volte ho sentito che qui bisognava mettere i soldi perché tutti i popoli emergenti si sarebbero messi in macchina) avrebbe perso un bel 25%.

caso
Se poi, perché golfisti convinti, invece che il settore auto si fosse scelto il singolo titolo Volkswagen, voilà il capitale per metà bruciato in 3 mesi. A questo punto non era meglio investire nel settore auto con la perdita ridotta ad un quarto?

Spostiamoci invece nella parte bassa della tabella. Investire nel mercato emergente generico rispetto alla sola Cina avrebbe permesso una minore perdita di 6 punti percentuali.
Investire in tutto il mercato azionario europeo rispetto all’indice auto vi avrebbe permesso di dimezzare le perdite. Investire nell’azionario mondiale di ridurle al di sotto del 10%. Se poi saggiamente un po’ di soldini li avete depositati sui bond il vostro portafoglio avrebbe sofferto ancora meno.

Certo si poteva comprare Teco Energy sul listino americano e guadagnare il 41%, ma chi era in grado di prevedere questa performance? Nessuno, altrimenti non ci sarebbero stati tanti polli spennati che hanno visto dimezzare il loro capitale su Volkswagen. Ma questi eventi sono imprevedibili dirà qualcuno. E’ vero, proprio perché sono imprevedibili al rialzo come al ribasso non voglio giocare a dadi con i miei soldi, perché come dice Taleb nel suo libro Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita (Saggi), alla fine il caso ci giocherà prima o poi un brutto scherzetto.

Leggi anche: Il senso della diversificazione

                       Perchè diversificare la geografia dell’investimento azionario

Una Crisi Annunciata?

Potrebbe essere un classico al lupo al lupo, ma potrebbe anche essere un indizio di dove si concentreranno le prossime scosse dei mercati finanziari quello che la Banca dei Regolamenti, ovvero la BIS, ovvero la Banca Centrale delle Banche Centrali, ha scritto nel suo rapporto trimestrale di settembre.
Per chi ha voglia di leggersi il documento in italiano vi rimando qui ma focalizzerei l’attenzione sulle pagine 15 e 16. Nel paragrafo denominato “Indicatori di allerta precoce” trovate una tabella. Più i colori sono intensi più gli squilibri si stanno aggravando. Continua a leggere

Non è Mai Troppo Tardi Per Investire con Buon Senso

Ringrazio una lettrice del blog per aver sollecitato un’analisi di Piano di Accumulo dei risparmi con orizzonti temporali più ristretti rispetto a chi di anni ne ha 20 o 30 e quindi potenzialmente ha davanti anche tre o quattro decadi di tempo a disposizione.
Ho cercato allora di formulare un’ipotesi intermedia di Piano di Accumulo per chi si trova tra i 25 anni e i 65 anni in modo da creare una mappa mentale utile nella fase di preparazione del nostro piano di investimento. Come ripeto spesso la pianificazione di come e dove investire è importante, ma anche tarare i propri obiettivi deve essere messo al primo posto nella lista delle cose da fare prima di buttarsi nel mare degli investimenti.
Ho quindi fatto un’ipotesi di investimento con base di partenza di 20 mila euro, versamento mensile di 200 euro ed un rendimento atteso annuo del 3% nominale (al netto di costi e tassazione mi sembra accettabile investendo con un portafoglio 50% azioni e 50% bond). Continua a leggere

Long Short Azionari, compromessi da accettare

Nell’ultimo anno l’asset management ha sfornato prodotti long short azionari in grandi quantità e questo per accogliere le richieste della clientela di avere a disposizione prodotti in grado di abbassare la volatilità (quindi il rischio) dei portafogli azionari complice il timore di assistere, dopo oltre sei anni di rialzo, a pericolosi capitomboli. Ovviamente in mezzo a queste belle intenzioni da boy scout ci sono generose commissioni di gestione (sommate a quelle di performance) che i gestori si portano a casa solo ed esclusivamente gestendo “la paura” di un calo. Di questi fondi non direzionali ne abbiamo già parlato qui e proprio la voce costi è quella che negli ultimi anni ha infastidito di più gli investitori scoraggiati da ritorni non proprio esaltanti. Continua a leggere