Momento Chiave di Mercato

Il meeting della Federal Reserve di giovedì prossimo rappresenterà ovviamente il catalizzatore di tutti i movimenti di mercato delle prossime ore ma anche di quelle successive. Abbiamo già provato a parlare in diverse occasioni di cosa è successo ai mercati dopo un rialzo dei tassi, ma possiamo anche tranquillamente dire che stavolta potrebbe essere diverso. Non lo sappiamo, nessuno lo sa, quale reazione potrebbero avere i mercati dopo un’eventuale decisione di rialzo dei tassi oppure di invarianza degli stessi. L’unica cosa che possiamo osservare è il comportamento dei mercati e dei prezzi con cui questi vengono valutati.
Evidente che le attuali quotazioni scontano un rallentamento economico, non ancora una recessione, per quella il requisito è almeno una correzione del 20% dai massimi (prendendo la borsa americana come punto di riferimento).
Il grafico successivo preso dal blog www.shortsidelong.com ci mostra come le vendite copiose delle settimane scorse ha portato le borse mondiali a ridosso di supporti chiave.marketAnche il sentiment degli investitori è stato piegato dalle recenti correzioni. Abituati come erano ad una volatilità contenuta e a mini correzioni, la prima violenta ondata di vendite ha mietuto molte vittime nella psiche degli investitori.

sentimentPrendiamo anche atto che dal 2008 tutte le banche centrali che hanno cercato di stringere sul costo di accesso al credito aumentando i tassi hanno poi fatto miseramente retromarcia causando nella maggior parte dei casi un disorientamento tradotto in vertiginoso calo della valuta locale.

failureVedremo se Miss Yellen saprà gestire questa fase limitando al minimo i danni collaterali, ma lo ripeto, questi sono eventi che nell’arco di un lungo periodo di investimento sono la normalità. Fra 5 anni neanche vi ricorderete di quali erano i dibattiti attorno a questo argomento e forse vi ritroverete con un’occasione persa di acquisto oppure con un acquisto di azioni fatto un lustro prima a prezzi (pardon aspettative di rendimento) non esaltanti. Il punto sta proprio nell’incertezza, nell’incapacità di ognuno di noi di prevedere il futuro del mondo finanziario.

Per questo ritengo sempre doveroso portare avanti piani di investimento di lungo periodo, per spalmare il più possibile il rischio, per smussare i saliscendi dei mercati, per permettere al nostro risparmio di entrare sul mercato e creare rendimento che poi ci servirà per mantenere potere d’acquisto al momento opportuno.

Qualcuno criticherà il modello di investimento degli americani ma il grafico seguente ci dimostra come l’azionario, pur con le oscillazioni del caso dettate soprattutto dalla paura nei momenti di tensioni, rappresenta lo zoccolo duro dei piani di risparmio.

stockPotete anche pensare che la società americana sta andando a schiantarsi contro un muro, che una crisi finanziaria senza precedenti è all’orizzonte (ma non era così anche nel 2008-2009?), ma resta un dato di fatto che l’americano medio non è mai sceso sotto al 40% di esposizione alle azioni nel corso degli ultimi 30 anni. I risultati per ora sono stati dalla sua parte e questo senza ombra di dubbio.

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