Le “sveglie” degli investimenti

Tra sveglie, piramidi, sfere e colline, negli anni gli asset allocator e gli strategist di tutto il mondo hanno sempre cercato di suggerire agli investitori gli asset finanziari “teoricamente” migliori in determinati periodi di un ciclo economico. Di seguito troverete una serie di queste immagini raccolte dal blog Monevator.

SVEGLIA1 Continua a leggere

L’illusione di Prevedere il Futuro

Lo so è facile vincere così, ma è più forte di me proprio non ce la faccio a pensare che clienti facoltosi (perchè solo loro hanno accesso a certe strategie) ancora provino un sadico piacere nell’affidare soldi ai fondi hedge.

Qui ci siamo chiesti a chi servono questi prodotti e qui abbiamo invece attribuito al desiderio di sentirsi “esclusivi”, ma quando arriva un grafico come quello che vi faccio vedere qui sotto, beh…ragazzi ma di che stiamo parlando? Continua a leggere

In Difesa dei Bond

Trovo perfetto il modo con cui Mike Batnick sul suo blog The Irrilevant Investor  ha mostrato graficamente quanto importante risulti essere mantenere un presidio sui bond indipendentemente dai rendimenti alti o bassi (come ora) di mercato.
Obiettivamente non si può criticare chi dice che i rendimenti obbligazionari sono molto bassi ed in effetti il fatto che il 90% della performance di un prodotto obbligazionario è generato dai tassi di interesse di partenza non appare molto intrigante. Bisogna però anche ricordare che la funzione del mercato obbligazionario è quella di cercare di mantenere il capitale in termini reali, difficilmente quella di accrescere lo stesso al netto dell’inflazione.
Per questo serve l’azionario, ma le azioni non salgono sempre in linea retta, ogni tanto correggono il tiro e non sempre le discese sono soft.

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Il Gran Giorno della Federal Reserve

Non mi passa neanche per l’anticamere del cervare di perdere tempo nel cercare di capire per quale motivo la Federal Reserve non ha voluto alzare i tassi quando era il momento di farlo (cioè nella prima parte del 2015), ma di certo il Presidente Yellen non è esente da critiche.
Il ciclo economico americano ha cominciato a rallentare per effetto di una persistenza di forza del Dollaro la quale, unita ad una visione sempre più decisa e convinta da parte dei mercati che la stretta sul costo del denaro sarebbe arrivata (dal tapering in avanti), ha di fatto spento quella fonte finanziaria di credito che veniva concesso ai paesi emergenti e che a sua volta generava almeno metà della crescita mondiale. Si chiama operatività di carry trade, ma altre non è che il finanziamento in una valuta dai bassi tassi di interesse con scarse prospettive di rivalutazione a fronte di un acquisto di valute ad alto rendimento con prospettive di crescita superiori. Il flusso si è invertito nel momento in cui la FED ha fatto capire che i tassi sarebbero saliti certamente nel 2015 (e il dollaro rafforzato) costringendo molti speculatori alla chiusura di posizioni di carry trade. Un fenomeno non necessariamente negativo che serviva proprio per smussare la speculazione; peccato che Continua a leggere

Ci Vuole Molta Pazienza

Ho trovato un bell’articolo di Eric Nelson sul blog Servowealth.com che non fa altro che rafforzare quei concetti che ribadiamo da tempo. Ovvero l’orizzonte temporale e la diversificazione sono fondamentali nel processo di investimento.
Eric ha di fatto messo in forma tabellare le performance peggiori a 1, 5, 10, 15 e 20 di un portafoglio tutto azionario, di un portafoglio bilanciato (65/35) e di un titolo di stato americano a 5 anni. Il tutto è stato depurato dall’inflazione, quindi espresso in termini reali. Alle performance ha affiancato la percentuale del tempo in cui i numeri sono stati negativi nel periodo 1928-2014. La composizione dei due portafogli, azionario e bilanciato, la potete vedere nella prima riga della tabella. Continua a leggere

I Falsi Miti

In questo post abbiamo visto come i principali strategist finanziari americani per il momento hanno ciccato  le previsioni del 2015.
Siccome i numeri sono sempre molto meglio delle parole voglio infierire e vi rimando qui http://www.cxoadvisory.com/gurus/.
Dal 2005 al 2012 vennero raccolte da CXO Advisory oltre 6 mila raccomandazioni da parte dei più celebrati analisti indipendenti americani. Il risultato lo trovate nella tabella qui sotto e scartando tutto ciò che è sotto il 51% il quadro non può dirsi esaltante. Continua a leggere