Tanto Fumo per Tutti

Non è per sparare sulla croce rossa, ma sinceramente quando si leggono certe analisi fatte da società finanziarie che perdono palate di soldi mi viene sempre da pensare che siamo di fronte ad una fuga dalla realtà. Deutsche Bank vanta un’ottima struttura di ricerca finanziaria, ma allora perché la banca non ha evitato la crisi del 2008 e perché non ha moltiplicato gli utili finanziari negli ultimi anni di generoso bull market per compensare le perdite di altri settori aziendali non così proficui?
L’analisi a cui faccio riferimento è questa in cui vengono mostrati due grafici dai quali, secondo gli analisti della banca tedesca, si desume che mettendo assieme le valutazioni di bond, azioni e case degli ultimi 200 anni siamo prossimi a dei massimi storici.
A parte il fatto che scrivere una cosa e poi tirare indietro la mano con questa frase “But overvaluation, or peak valuation, as we know can persist for some time without a reversal and indeed without a crash” rende lo studio stesso inutile.

Poi, anche assumendo che siamo di fronte a valutazioni poco convenienti (e non ci vuole certo un genio per capire che prestare soldi alla Germania per 10 anni ad un rendimento dello 0,60% non è certo l’affare della vita) quale soluzioni propone Deutsche Bank? Vendere tutto e stare liquidi in attesa che nel giro di 10-20 anni la situazione (forse…) si normalizzi? Asset reali come case e partecipazioni azionarie no, asset finanziari come obbligazioni no, che facciamo amici tedeschi con i nostri soldi? Deutsche Bank mi stai dicendo che sta per arrivare l’Armageddon finanziario e tu cosa mi proponi? Se non mi proponi nulla concorderai con me che questa è solo teoria.

La finanza è una materia terribilmente complicata, non è una scienza esatta, e per tutti c’è lo spazio di previsioni più o meno fantasiose o fondate su legami con un passato più o meno lontano. Anche quando su questo blog ci rifacciamo a statistiche lontane di quasi 100 anni sarebbe sbagliato pensare che la storia si ripeterà negli stess termini. Bisogna creare delle aspettative ma non farsi illusioni.

Che senso ha fare confronti con 100 o 200 anni fa quando di certo i miei bisnonni non avevano accesso al mercato azionario e non esistevano fondi pensione. Stiamo parlando di un altro mondo e per questo previsioni di questo tipo rischiano di essere inutili.

Ma quando si parla di approccio all’investimento graduale e di lungo periodo è proprio per cercare di smussare eccessi che i mercati nella loro storia hanno sempre accumulato e poi smaltito.

L’accademia va bene per fare i titoloni ma poi quando si tratta di mettere a terra (ovvero investire) scatta la classica domanda. Bene sei negativo su tutto, le asset class sono tutte care, allora perché dovrei girare i miei soldi sui tuoi fondi/Etf?

Ecco perché vi consiglio sempre di leggere meno siti specializzati e più libri, la mente si allieterà e i vostri soldi sfrutteranno il bene (o subiranno il male) del mercato indipendentemente dai consigli di presunti guru. L’importante è fare investimenti consapevoli e di buon senso in linea con i vostri obiettivi e delle grandi delusioni non ne avrete sicuramente.

Leggi anche: La finanza non è una scienza

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