Egoismi ed Ipocrisie

In questo blog non ci occupiamo quasi mai di politica ma certe cose o parole fanno riflettere anche chi si occupa di finanza ed ancora di più dovrebbero fare riflettere chi è in età giovanile. Nei giorni scorsi il Presidente dell’Inps Tito Boeri ha illustrato una proposta concreta di aggiustamento del sistema previdenziale; tra i suoi pilastri fondamentali quello di restituire equità tra i percettori di rendita pensionistica attuale e quelli futuri (salvaguardando le pensioni medio basse) aumentando allo stesso tempo le tutele per chi perde lavoro oltre i 55 anni ed ancora non può accedere alla prestazione pensionistica.

La proposta la trovate qui .

Quello che dovrebbe fare in…..re molti italiani (soprattutto giovani) è il rifiuto del Governo di discutere una proposta che almeno nella filosogia appare corretta. Una generazione che ha ottenuto vantaggi enormi semplicemente aumentando il debito pubblico, rinuncia ad una parte di quei privilegi per concedere ai propri figli/nipoti un maggiore benessere in prospettiva. Sembra tanto corretto quanto logico.

La proposta di Boeri può essere migliorata, ma non colpirebbe tutti i pensionati (come tutti quanti a destra e sinistra si sono affrettati a dire per compiacere ai propri elettori), ma solo quelli con erogazioni mensili superiori ai 3.500 euro i quali stanno ricevendo (ingiustamente) pensioni superiori a ciò che percebirebbero in base ai reali contributi versati. Come detto è una proposta migliorabile che qualche forma di progressività e di tutela ulteriore potrebbe smussare, ma non va nella direzione giusta? Non va forse nella direzione giusta l’idea di permettere a chi arriva a 63 anni e 7 mesi di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro eliminando dal mercato  professionalità e soprattutto competenze lavorative con tassi di produttività decrescenti e spesso non più adeguate ai tempi? Non si ridurrebbe così il costo del lavoro investendo in giovani a più elevato potenziale?

Quello che sconcerta sono le dichiarazioni del nostro Presidente del Consiglio che non smentisce alcuni tratti della sua personalità. Come sempre eccezionale l’articolo di Mario Seminerio su Phastidio.net mette tutto nero su bianco.

Mi permetto di prendere solo due estratti del suo post.

Il Renzi pieno di slancio giovanile ed a caccia di elettori del 2013.

Ma da lì [dalla Leopolda, ndPh.] sono emerse alcune indicazioni di quello che sarà (o potrebbe essere) il programma di Renzi. Ad esempio il discorso del finanziere Davide Serra (epurato dagli aspetti più polemici) ha messo l’accento sulle pensioni. Soprattutto di chi domani probabilmente non l’avrà.

E qui la proposta di Renzi (e del suo deputato e consigliere economico Yoram Gutgeld) prevede un contributo di solidarietà dalle cosiddette «pensioni d’oro». Cioè da chi è andato in pensione col sistema retributivo. Un modo per coprire la disparità con chi oggi è destinato ad andare in pensione oltre i 65 anni e con un sistema totalmente contributivo. (l’Unità, 28 ottobre 2013)

Il Renzi che solo due anni dopo cambia idea e che improvvisamente prende le parti dei pensionati.

La proposta, spiegano da palazzo Chigi, era da tempo sul tavolo del premier. E da tempo era stata bocciata. Perché tagliare le pensioni, anche se quelle “d’oro”, va nella direzione opposta alla filosofia che Matteo Renzi ha scelto per la sua Legge di Stabilità. “Dobbiamo dare fiducia agli italiani”, dice. Spiegando che seppure “alcuni correttivi proposti dall’Inps di Tito Boeri avevano un valore di equità”, tutavia “non mi è sembrato il momento”. Anche perchè sempre a Vespa il premier spiega che la proposta Boeri avrebbe tagliato anche “pensioni da 2000 euro al mese” (Askanews, 5 novembre 2015)

Personalmente non mi stupisco di questi comportamente trasversali tra i politici, destra e sinistra tutti d’accordo.

Come abbiamo visto qui e qui il futuro vedrà un peso sempre maggiore della componente “anziana” del paese nelle scelte elettorali ed è a quella fascia di popolazione che i nostri governanti strizzano più volentieri l’occhio.

Gli over 65 rappresentano anche la fascia di popolazione che tende ad essere meno desiderosa di cambiamenti (tradotto più conservativa e quindi influenzabile dal punto di vista elettorale o meglio ricattabile). Certamente non è il solo motivo, ma se in questo paese si preferisce compensare il calo demografico con l’inserimento di forza lavoro straniera di medio-basso profilo culturale e professionale piuttosto che con politiche dedicate alla famiglia volte proprio ad incentivare le nascite, un motivo ci sarà. Sono il primo a dire che l’immigrazione è sempre esistita e continuerà ad esistere anche come fonte di ricchezza per un paese, ma questo non significa che bisogna abbandonare del tutto la crescita demografica interna  e soprattutto la ricerce del benessere delle future generazioni italiane. Ma siccome l’immigrato protesta molto meno, il tenere ai margini il più possibile le nuove generazioni raggiunge in piene lo scopo di  mantenere lo status quo.

Se volevo avere una conferma che il mio piano di investimento di lungo periodo è la scelta giusta, l’ho avuto. E ricordate che quando al termine della vostra vita lavorativa vi accorgerete che sarebbe stato opportuno avere a disposizione più soldi per il quotidiano o anche per realizzare dei sogni, sarà troppo tardi (salvo eredità straordinarie che ovviamente vi auguro!).

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