L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2015)

Siccome all’epoca dei due post “L’asset allocation di Archeowealth” e “l’asset allocation di Archeowealth (aggiornamento)” avevo ottenuto diversi riscontri di interesse da parte dei lettori, credo sia giusto farvi sapere com’è andata quest’annata difficilissima per chi deve costruire portafogli di investimento.

Sicuramente la chiusura dell’anno è al di sopra delle attese di rendimento che avevo stimato a gennaio 2015.

Il +5,7% di performance raggiunta in 12 mesi è un risultato soddisfacente ottenuto con una volatilità di 10 punti ed un tasso di inflazione annuo dello 0,1% che perciò lima il rendimento reale al 5,6%. Al netto della tassazione fiscale il risultato finale è stato del 4,1%; considerando che un BTP italiano a 10 anni rendeva il 31 dicembre 2014 l’1,6% al lordo di tasse ed inflazione, c’è di che essere soddisfatti. Continua a leggere

Selezionare è Molto Difficile

A volte ci sono persone capaci di esprimere in poche righe dei concetti complessi. Jason Zweig, uno dei celebri columnist del Wall Street Journal è uno di questi.

“Picking market-beating stocks is hard. Picking the people who can pick market-beating stocks is at least as hard. And picking funds that can pick people who can pick market-beating stocks may be the hardest of all.”

Questa è una delle sue frasi che più mi hanno colpito; traduco per chi non ha familiarità con l’inglese cercando di allargare il concetto. Continua a leggere

Supponiamo di Essere sul Picco del Mercato Azionario

Quante volte ho sentito dire la frase “non voglio comprare con mercati azionari così cari”; e quante volte ho sentito dire la frase “non voglio comprare con mercati azionari in caduta libera”.
Questo è l’annoso problema di chi si fida solo del proprio istinto o del consiglio del guru di turno, privandosi delle splendide opportunità che ciclicamente il mercato azionario è stato in grado di offrire nella sua storia.
Trovo veramente carino il grafico fonte Bank of America nel quale l’analista americana Savita Subramanian ha ricostruito dal 1930 i comportamenti dei prezzi prima e dopo un picco di mercato.
Quello che esce nel grafico è ovviamente un “medione” che offre però diversi spunti di riflessione. Continua a leggere

Mappa Futura dei Rendimenti

Prima di essere inondati dalle solite previsioni 2016 da parte degli analisti finanziari di tutto il mondo, mi sembra interessante mettere in evidenza un bel grafico pubblicato su questo sito canadese.
L’autore dell’articolo ha fatto una cosa molto semplice (che  poi sono sempre le migliori).
Sull’asse verticale sono stati messi i rapporti prezzo-utili espressi dal Cape di Shiller, mentre sull’asse orizzontale troviamo i rendimenti del titolo di stato americano a 10 anni, tutto questo dal 1881 al 2015. Il colore dei pallini esprime i rendimenti a distanza di 10 anni ottenuti su un portafoglio 60/40 in versione total return.
Il rosso intenso esprime i rendimenti decennali futuri più bassi, il verde scuro quelli futuri più alti. I triangoli neri esprimono i rendimenti futuri che usciranno dalla finestra di dati partita nel 2006 e di cui non disponiamo ovviamente dei dati effettivi. Allo stato attuale possiamo stimare un rendimento azionario nell’ordine del 6% annuo per la prossima decade a fronte di un rendimento obbligazionario di poco superiore al 2%.

shiller tbond Continua a leggere

La Libertà si Paga

Interessante articolo del Financial Times che evidenzia ancora una volta quanto l’industria del risparmio gestito sa assecondare nel momento giusto i desideri e le paure degli investitori.
L’oggetto dell’articolo sono i cosiddetti fondi “Unconstrained”, ovvero quei prodotti prevalentemente id natura obbligazionaria che esplosero in termini di popolarità nel 2013 quando Bernanke annunciò l’avvio del tapering, ovvero la rimozione degli stimoli monetari. A quel punto ogni investitore cominciò a temere il rialzo dei tassi e soprattutto consistenti perdite sui bond in portafoglio. Ecco allora che il marketing finanziario arrivò in soccorso proponendo prodotti “No limits” che potevano investire su qualsiasi tipo di mercato obbligazionario, scopo raggiungibile utilizzando anche l’ampio spettro della duration che in alcuni casi poteva anche diventare negativa. Continua a leggere

Petrolio ai Livelli del 2002, la Benzina No!

Se i nostri governanti sapessero sfruttare l’enorme finestra favorevole generata dai mercati internazionali che un paese come l’Italia sta vivendo in questi mesi potremmo essere veramente ottimisti sul futuro, ma siccome sulla prima affermazione non ho grandi certezze credo si continuerà a navigare a vista.
Ci sono elementi eccezionali a nostro favore che forse dureranno anni o forse solo mesi, ma per un paese importatore di tutte le materie prime e secondo debitore pubblico del mondo, veder tornare ad esempio il prezzo del petrolio ai livelli di 13 anni fa (2002) con tassi schiantati a zero è un’occasione irripetibile. Rigore a porta vuota direbbe qualcuno, ma tra tweet, smorfie da bulletti anni ’70 e canti natalizi non si va da nessuna parte.
Guardate la tabella seguente. Continua a leggere