Petrolio ai Livelli del 2002, la Benzina No!

Se i nostri governanti sapessero sfruttare l’enorme finestra favorevole generata dai mercati internazionali che un paese come l’Italia sta vivendo in questi mesi potremmo essere veramente ottimisti sul futuro, ma siccome sulla prima affermazione non ho grandi certezze credo si continuerà a navigare a vista.
Ci sono elementi eccezionali a nostro favore che forse dureranno anni o forse solo mesi, ma per un paese importatore di tutte le materie prime e secondo debitore pubblico del mondo, veder tornare ad esempio il prezzo del petrolio ai livelli di 13 anni fa (2002) con tassi schiantati a zero è un’occasione irripetibile. Rigore a porta vuota direbbe qualcuno, ma tra tweet, smorfie da bulletti anni ’70 e canti natalizi non si va da nessuna parte.
Guardate la tabella seguente.

gasSono stati messi in parallelo i prezzi del Brent in Usd, attualizzati al tasso di cambio vigente (così da smorzare subito chi dirà che il petrolio è espresso in dollari) con i prezzi per 1 litro di gasolio e di benzina verde senza piombo.
Focalizzatevi in particolare sulle righe azzurre.

Il 2002 e il 2015 si assomigliano vero? Cambio EurUsd a 1,10 allora come oggi. Brent in Euro a 35$ allora come oggi.
Ovviamente bisogna tenere conto dell’inflazione e da quell’anno i prezzi al consumo italiani sono saliti del 23% circa. Ricordatevi questo numero, poiché i prezzi alla pompa di gasolio e benzina senza piombo sono aumentati rispettivamente del 50% e del 38%, molto più dell’inflazione quindi.

Non si può perciò pretendere di tornare a vedere i prezzi del 2002, ma la realtà odierna oggi mina alla base qualsiasi ipotesi realistica di maggiore competitività e ripresa. Qui dovrebbe entrare la politica industriale cominciando magari a tagliare le imposte per rilanciare i consumi oppure, in assenza di tale misura per motivi etici p di lotta all’inquinamento, destinare quegli incassi “non giustificati” a progetti nazionali di investimenti legati alle energie alternative tanto per fare un esempio. Progetti nazionali  con grandi opere però, non pioggia di incentivi a privati. Così si crea occupazione e sopratuttto investimenti destinati a durare nel tempo limitanto i furbetti speculatori.

Qui potete trovare un interessante database dal quale attingere per capire l’evoluzione di prezzi, accise ed Iva dal 2008 ad oggi.

Se in questo arco temporale il costo industriale di benzina senza piombo e gasolio è sceso tra il 20% e il 28%, il peso della somma accise + Iva sul prezzo al litro è passato per la benzina dal 58% al 68%, per il gasolio dal 49% al 64%.

Un piccolo esempio di come questi sette anni di crisi sono stati gestiti dal punto di vista economico, politico e fiscale; malissimo, ma non ci voleva molto a capirlo.

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