L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2015)

Siccome all’epoca dei due post “L’asset allocation di Archeowealth” e “l’asset allocation di Archeowealth (aggiornamento)” avevo ottenuto diversi riscontri di interesse da parte dei lettori, credo sia giusto farvi sapere com’è andata quest’annata difficilissima per chi deve costruire portafogli di investimento.

Sicuramente la chiusura dell’anno è al di sopra delle attese di rendimento che avevo stimato a gennaio 2015.

Il +5,7% di performance raggiunta in 12 mesi è un risultato soddisfacente ottenuto con una volatilità di 10 punti ed un tasso di inflazione annuo dello 0,1% che perciò lima il rendimento reale al 5,6%. Al netto della tassazione fiscale il risultato finale è stato del 4,1%; considerando che un BTP italiano a 10 anni rendeva il 31 dicembre 2014 l’1,6% al lordo di tasse ed inflazione, c’è di che essere soddisfatti.
Anno difficile come detto, con il portafoglio che a inizio maggio ritornava un “inaspettato” +10% per poi precipitare ad agosto ad un più contenuto + 3,2%.

Mai in negativo però in termini di valutazione di mercato (la diversificazione è stata efficace) , il portafoglio ha visto protagonisti soprattutto l’ETF Core Msci World e l’ETF Europe Property Yield (REIT) con il solo contributo negativo arrivato dall’azionario emergente (ETF Msci Core Emerging Market).

Terminato l’anno si adottano quindi (dove necessario) le consuete opere di ribilanciamento e magari si approfitta per fare qualche aggiustamento.

Tenendo sotto stretta osservazione il mondo obbligazionario corporate sul quale potrebbero delinearsi nel corso del 2016 condizioni interessanti, inseriamo a questo punto 5 punti percentuale di ETC All Commodities sfruttando i bassissimi prezzi delle materie prime ed aggiungendo  una componente di copertura ad eventuali (seepur improbabili a breve) fiammate inflazionistiche future.

archeo

Per fare questo riduciamo di 5 punti percentuali l’esposizione all’azionario mondiale il quale sarebbe stato comunque oggetto di ribilanciamento.
Siamo perfettamente consapevoli che, eccezion fatta per il mercato delle commodities, azioni e bond hanno valutazioni elevate. Il 2016 quindi si presenta come un anno potenzialmente molto volatile come il 2015 e non è escluso che dopo 12 mesi i passi in avanti saranno risicati.

Fa nulla. L’importante sarà  continuare a veicolare risparmio in modo equilibrato e diversificato confidando in tassi attesi di rendimento annuo reale nell’ordine del 3%-4% per i prossimi 5-10 anni. Possiamo dire che il primo tassello è stato messo.

Concludendo ribadisco un concetto. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra.

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi e quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, beh allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Per il resto…Addio 2015 e Benvenuto 2016.

Buon investimento a tutti!

 

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5 risposte a "L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2015)"

  1. erreffe 31 dicembre 2015 / 11:06

    Aspettavo con estremo interesse il tuo resoconto annuale,poi con calma me lo leggerò e rileggerò con estrema attenzione. Per il momento ti chiedo solo se sei soddisfatto delle tue scelte,ma immagino di si,anche perchè non sarebbe corretto modificare atteggiamento,ma mi riferivo specificamente al buono o cattivo funzionamento degli strumenti utilizzati e se fossi (stato) tentato di sostituire qualcosa,aggiungendo magari quegli strumenti a bassa volatilità di cui spesso hai parlato nei tuoi ragionamenti quotidiani. Grazie e buon 2016!

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    • archeowealth 31 dicembre 2015 / 11:48

      Ciao Erreffe, diciamo che nel post trovi già molte risposte. Sì sono soddisfatte anche oltre le attese. Rimpianti? No assolutamente, potrei essere tentato dal dire che un ribilanciamento trimestrale mi avrebbe permesso di capitalizzare al meglio l’eccezionale sptint dei primi 3 mesi del 2015, ma se vogliamo questo è stato l’unico rimpianto. Per il resto credo che il mercato abbia regalato un buon rendimento viste le quotazioni attuali dei mercati e se devo essere sincero il 2016 potrebbe essere molto più problematico. Gli strumenti a bassa volatilità come vedi li avevo già inserito nell’aggiornamento che avevo comunicato ai lettori e devo dire che mi hanno soddisfatto. Arriverà un momento in cui rimuoverli, ma non ora anche alla luce di quello che ti ho detto sopra.
      A presto e buon anno anche a te.

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  2. Sante GargIce Barbano 10 gennaio 2016 / 9:10

    Blog spettacolare!
    Io ho aperto un Pac a settembre che vorrei rimpinguare con i mercati in calo (come suggerito anche qui). Effettivamente i mercati emergenti sono quelli che stanno dando i maggiori problemi.

    Un consiglio, se possibile, mi conviene tenere un etf High Yield Corporate Bond europeo (non è inserito nel Pac)? Grazie

    (Volevo chiedere se si potesse evitare di collegare per forza un account social per commentare)

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    • archeowealth 10 gennaio 2016 / 9:22

      Per quello che riguarda i commenti non è necessario attivare nulla. Se la mail non è associata a nessun account wordpress è sufficiente inserire nome mail e commento nella voce sotto all’articolo “lascia un commento”. In alternativa si può inviare da sezione “contatti” mail diretta a investireconbuonsenso@yahoo.com.
      Per quello che riguarda il Pac consiglio non di accellerare se i mercati sono in calo, ma semplicemente di farlo se il risparmio è sostenibile. Non importa se risparmio di più o di meno a seconda delle fasi dei mercati (di cui non conosciamo l’evoluzione futura), ma piuttosto avviare un piano di accumulo sostenibile nel tempo e se possibile che tenga il passo con l’inflazione (per questo consiglio un incremento di 1-2% in più all’anno).
      Per l’HY, beh dipende dal portafoglio e dal suo profilo di rischio. A grandi linee posso dire che a questo punto si può tenere, ma inevitabilmente dovrà allungare l’orizzonte temporale dell’investimento per avere rendimenti reali soddisfacenti. NEi prossimi anni le ricche cedole compenseranno i deafault inevitabili portando l’investimento forse anche in perdita nel breve periodo; nel lungo, seppur con volatilità, i risultati dovrebbero cominciare a vedersi. Se il portafoglio è comunque bilanciato e non contiene più del 5% di questo tipo di investimento grandi danni non dovremmo vederli.
      A presto

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      • GargIce 10 gennaio 2016 / 9:28

        La ringrazio per la disponibilità. 🙂

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