Avvertimento Preventivo

«TASSI MINIMI, ARMA A DOPPIO TAGLIO». Del resto, ha spiegato, la stabilità economica, garantita anche attraverso una politica di tassi ai minimi storici, «è sempre un’arma a doppio taglio», e bisogna più che mai tenere sotto controllo la situazione. L’orientamento della Fed, comunque, per ora non cambia, «accadrà solo se verrà riscontrata nel sistema finanziario una sopravvalutazione degli asset insieme a una concentrazione dei rischi».
Questa frase venne pronunciata da Ben Bernanke il 10 maggio 2013 quando di fatto la parola “tapering” venne conosciuta dai mercati, soprattutto emergenti visto che da quel momento cominciò una correzione verso il basso che tuttora non sembra aver trovato un pavimento.

Sui giornali in queste settimane si sprecano i tentativi di spiegare perché la Banca Centrale americana si sta muovendo in modo apparentemente illogico alzando i tassi di interesse in un momento in cui l’economia mondiale rischia lo stallo. Probabilmente al primo rialzo di dicembre ne seguirà un altro anche per dare un senso ad un ciclo restrittivo avviato e questo a detta di molti potrebbe peggiorare ulteriormente il clima.

Il punto è un altro. Nelle parole di Bernanke di allora era scritta a chiare lettere la motivazione che avrebbe indotto la Fed a muoversi, “una sopravvalutazione degli asset insieme a una concentrazione dei rischi”. Evidentemente questa soglia di allarme è stata raggiunta e, consapevoli che qualche morto e ferito sul percorso della normalizzazione ci sarà, la Fed ha deciso di procedere giudicando questo il momento giusto per raffreddare gli eccessi speculativi che in questi mesi si erano accumulati sui mercati.

Come sempre è accaduto nella storia le occasioni di acquistare a sconto diversi asset più volatili non mancheranno (già ora diverse borse quotano il 10/20% sotto i massimi) ed allora perché scappare dagli investimenti proprio alla vigilia di un periodo in cui potremo acquistare gli stessi prodotti a prezzo di saldo?

Non so se andrà così, ma sono convinto che se invece di azioni parlassimo di auto, di vestiti o di prodotti high tech, sareste pronti a fare click con il dito sul mouse oppure ad essere tra i primi davanti ad un rivenditore per acquistare il tanto desiderato prodotto a sconto. Mi auguro che non arrivi mai una correzione così violenta come quella del 2000 o del 2007, ma se dovesse arrivare perché non provate a vedere le azioni come uno di quei prodotti che per pochi minuti vengono messi all’asta online a prezzi stracciati?

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