E se non fosse recessione?

Già nel 2015 avevamo visto in questo post cosa succedeva al mercato azionario americano durante una recessione economica. Il sempre ottimo Ben Carlson del blog awealthofcommonsense ci ricorda giustamente come le correzione in doppia cifra non necessaraimente coincidono con una recessione.double digit no recession

La tabella mostra tutti i casi di perdita in doppia cifra con conseguente performance a 5 e 10 anni. In solo 1 caso (1998) abbiamo un segno negativo, mentre la media fa segnare un +79,6% a distanza di 5 anni e +205% a distanza di 10 anni.

Ovviamente qui nessuno può garantire nulla, ma le correzioni di mercato servono proprio a questo. Riequilibrare le valutazioni e soprattutto fornire interessanti e più convenienti attese di rendimento dal mercato azionario.

Non vedrete mai scritto in questo blog che il mondo è sull’orlo del baratro economico o che l’investimento in azioni sarà fonte di delusione per diversi anni. Piuttosto leggerete, ad ogni correzione di mercato, l’importanza di acquistare azioni sempre e comunque nonostante differenti prospettive di rendimento. Ci saranno momenti in cui non eccedere ed altri in cui spingere sull’acceleratore, ma il fuori tutti per noi non esiste.

La paura è il peggior nemico di un risparmiatore ed il peggior amico di chi compra le azioni che voi vendete in preda al panico. Da qui ai prossimi 2 anni magari vedremo delle raffiche di cali e ciò potrebbe deprimervi. Io la vedo nel modo opposto.

Se questo succederà anche il sottoscritto avrà una di quelle poche possibilità che il mondo finanziario concede ad una generazione, ovvero acquistare a prezzi straccati quote di società private redditizie e produttive.

Leggi anche: Il lato positivo di una perdita in borsa

                       Avere paura in un mercato terrorizzato

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2 thoughts on “E se non fosse recessione?

  1. beppe 12 febbraio 2016 / 9:36

    X chi ha un mutuo, e’ meglio tssso variabile oppure un tasso fisso?

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    • archeowealth 12 febbraio 2016 / 19:13

      Beppe credo che la cosa sia molto soggettiva. Certo se davanti hai 20 25 anni il tasso fisso offre una certezza non da poco considerato il livello infimo raggiunto. È come per le coperture da rischi o gli stessi investimenti. Posso permettermi questo costo per tanto tempo? Se sì allora mi tolgo il pensiero e lo faccio fisso senza speculare sopra un eventuale ed ulteriore ribasso. Se invece vuoi tenerti aperta la porta c’è sempre la surroga anche se nel momento in cui deciderai di cambiare il tasso fisso sarà per forza più alto

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