La Bce (e Draghi) ha Perso il Contatto con la Realtà

ecbSiamo alla vigilia dell’attesissimo meeting BCE del 10 marzo. Draghi probabilmente taglierà ancora una volta i tassi sui depositi bancari già negativi di 30 punti base. Chi vi scrive è fortemente critico su questo tipo di politica monetaria assolutamente incapace di riportare inflazione e soprattutto la fiducia.  E’ verissimo sono i Governi che devono fare le politiche economiche per generare lavoro, investimenti e di  conseguenza i consumi. Ed è altrettanto vero che la Banca Centrale deve creare le condizioni adeguate per permettere alla moneta di circolare più velocemente ed a condizioni favorevoli, almento in un contesto stagnante come quello attuale.

Come ogni esperimento ( e questo lo è) un rischio è quello di perdere il controllo di quello che si sta facendo oppure di perdere il contatto con la realtà;  secondo me il board di Francoforte ha perso proprio il contatto con il mondo reale.

In questo momento storico in Europa non solo il “cavallo non beve” nonostante tassi a zero (o sottozero), ma la velocità di circolazione della moneta continua a rallentare e la deflazione avanza. La domanda lecita è, perchè le armi usate finora dalla Bce non funzionano? Tanti i motivi, alcuni effettivamente complicati per menti accademico-finanziarie che hanno studiato libri di economia a posteriori pieni di errori.

Non funzionano perchè lo stesso Draghi si è lasciato sfuggire la verità in una conferenza stampa qualche settimana fa. Esistono forze contrarie che lavorano per osteggiare i buoni propositi del Quantitative Easing.

Queste non sono forze cattive o malvagie, ma sono fattori di deflazione destinanti a rimanere con noi ancora per un pò di tempo. Deflazione demografica (si fanno sempre meno figli e quindi meno consumi e quindi meno propensione al rischio), deflazione tecnologica (internet sta abbassando il costo del lavoro e nello stesso tempo impedisce la formazione di rendite di posizione per effetto del velocissimo copia e incolla dei concorrenti), deflazione da globalizzazione (investo e acquisto negli angoli del mondo più a buon mercato), deflazione energetica (quelli che chiamavano il picco della produzione sul petrolio hanno finito di mungere denaro da conferenze assurde basate su previsioni altrettanto assurde).

Ma torniamo ai tassi negativi. Se la BCE abbassa ancora i tassi sui depositi, i margini di interesse delle banche si comprimeranno ulteriormente e cosa pensate che faranno gli istituti di credito? Scaricheranno i costi sulla clientela per cercare di mantenere invariati i margini di reddito. E qui sta un altro fattore deflattivo. Se una volta le banche potevano infilare commissioni a sorpresa quasi come le accise sulla benzina, ora questo potere non esiste più. Tanti player concorrenti si stanno affacciando e come avvoltoi aspettano solo che le banche commettano questo errore fatale. Alzate le commissioni sui bonifici? No problem c’è PayPal o altri sistemi di pagamento non tradizionali a bassisimo costo e soprattutto con sistemi tecnologici di altissimo livello. Aumentate le commissioni di intermediazione sui titoli? No problem arrivano i Robo Advisors. Aumentate lo spread sui mutui? No problem arriva il social lending con il  quale anche la domenica mattina posso ottenere qualche Euro in prestito senza bisogno di aspettare la disponibilità fisica del direttore di banca.

I tassi negativi sono deflazionistici e non inflazionistici. Vi faccio un altro esempio. Qualche anno fa un anziano che con sacrificio aveva messo da parte un bel gruzzoletto per vivere bene la vecchiaia (diciamo 100 mila euro), poteva investire i suoi soldi in titoli di stato, buoni postali, prestiti sociali, ecc… e prendere un rendimento annuo del 4% o anche 5%. Ogni anno il pensionato poteva contare su 4.000 o 5.000 Euro di reddito aggiuntivo che si trasformava in 350/400 Euro in più ogni mese. Sento qualcuno che obietterà, sì ma l’inflazione di allora si mangiava l’interesse, mentre ora i tassi sono a zero come l’inflazione. Corretto, il tasso reale è fondamentale quando si investe, ma non in questo caso.

La differenza sta nel fatto che quei 5.000 Euro il pensionato li spendeva quasi tutti, dando lavoro al panettiere, giardiniere, macellaio, idraulico, ecc…. Questi soggetti a loro volta facevano girare il denaro con altri acquisti o investimenti nelle loro attività imprenditoriali. Adesso tutto questo non esiste. Il pensionato non riceve interessi e la moneta semplicemente non circola perchè non viene creata, anzi.

Quello stesso pensionato ora è preoccupato di recuperare ogni anno qualche soldo da spendere per le necessità quotidiane o per le emergenze e cosa pensate che faccia? Risparmierà di più. Siamo passatti dal consumo degli interessi, al non consumo affatto perchè non ho interessi sul capitale, al consumo meno per poter mantenere il mio tenore di vita l’anno prossimo.

Caro Mario stai sbagliando tutto e se non credi a InvestireconBuonSenso (e ti capisco) leggiti questo ottimo pezzo di Pimco “E se le politiche dei tassi negativi fossero parte del problema?”

Ma tu cosa proponi ArcheoWealth? Beh non sono un banchiere centrale e non ho lo stipendio da banchiere centrale, ma questo esperimento è fallito, ci vuole fantasia, estro e forse qualche personaggio più giovane e con la mente meno deformata dalle vecchie teorie per cambiare rotta.

Saranno comunque necessari sacrifici ma ormai a questo punto sono inevitabili si tratta solo di sapere quando si dovranno fare .

Fare scendere a valle più denaro ai risparmiatori / consumatori è un passaggio obbligato così come lo è quello di restituire potere d’acquisto. Saranno necessari fallimenti, ma è il momento di fare pulizia non di usare l’attendismo. Non so se aspettando prima o poi uno stellone risolleverà la marea, ma  almeno tentiamo di uscirne ridando speranza soprattutto alla nuove generazioni, a quei ragazzi che oggi elemosinano ingiustamente un posto di lavoro.

Le rivoluzioni industriali come quella che stiamo vivendo necessariamente devono fare pulizia e chi della vecchia guardia non riesce a tenere il passo deve farsi da parte senza arrampicarsi sui diritti acquisiti o su discorsi luddisti. E’ finita signori miei, ci sono intere fette di popolazione che volenti o nolenti dovranno farsi da parte e se vogliamo evitare che Darwin mostri la faccia più feroce della selezione naturale, mettiamoci tutti assieme in sintonia cercando di limitare al massimo gli effetti collaterali.

E’ una fase difficile per tutti, giovani, uomini di mezza età con figli, pensionati. Se ognuno rinuncia ad un pezzettino dei suoi privilegi quotidiani tutti quanti godremo di maggiore benessere fra qualche anno. Quella che adesso sembra una sfida senza via d’uscita allora apparirà come un’eccezionale finestra storica, o almeno questo è quello che penso.

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8 thoughts on “La Bce (e Draghi) ha Perso il Contatto con la Realtà

  1. Pasquale G. 9 marzo 2016 / 10:06

    Siamo arrivati al dunque, è questa la triste verità. Prepararsi al peggio…

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  2. djlinoit 9 marzo 2016 / 10:08

    Siamo arrivati al dunque.
    E’ questa la triste verità.
    E bisogna prepararsi al peggio perchè la solidarietà non esiste ed ognuno pensa al proprio tornaconto ed alle proprie posizioni. Ragion per cui penso che l’impatto sarà notevole

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    • archeowealth 9 marzo 2016 / 14:32

      Io continuo a pensare che alla fine riusciremo ad uscire da questa palude senza effetti collaterali che in passato si chiamavano guerre o rivoluzioni. Temo però che servirà una generazione per ridare slancio all economia…credo anche che metà strada è stata percorsa. Il cammino è ancora lungo irto di ostacoli e come dici tu tanto, troppo individualismo e visione di breve termine,troppo breve termine

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  3. etnas 9 marzo 2016 / 18:11

    Ma come si fa a dare fiducia a una banca privata… la BCE ?
    Come pensiamo di uscire dal tunnel nell’Ue che è solamente un’area di mercato libero e squilibrato (grazie Euro…) dove non esiste una politica industriale, energetica, alimentare, ecc.
    Come faccio a far ripartire la domanda interna dove tutto può entrare “liberamente”…
    Come si possono fare gli interessi nazionali se ormai gli Stati sovrani sono stati annullati…
    La svolta sarà solamente Politica

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    • archeowealth 9 marzo 2016 / 21:16

      Se Europa dovrà essere in futuro servono menti politiche più fini e capaci di trasmettere ideali. Possono mettere tutte le regole che vogliono, ma per assemblare culture e lingue diverse serve ben altro e finora nulla di tutto questo è stato fatto. La finanza è il collante che costringe a stare insieme ma non credo che alla lunga terrà. L’Europa, la sua storia, i suoi ideali, dovrebbero essere studiati già alle scuole elementari per costruire il popolo europeo di domani. Nulla di tutto questo è stato fatto purtroppo.

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      • etnas 9 marzo 2016 / 21:39

        Hai detto bene, l’Europa ha la sua storia. Un conto era la Cee, un altro è voler gli USE. Le identità nazionali sono fortissime e saranno un ostacolo invalicabile. Le realtà economiche sono le più disparate, come tra Nord e Sud Italia, e sono state aggravate con la follia chiamata euro.
        Come può ripartire l’economia mondiale senza l’Europa?
        Come ripartirà l’Europa senza investimenti pubblici?

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