New Energy e Scommesse

Da un paio di anno nel mio 10% di asset allocation da free lance ( o da gestione attiva se vogliamo essere più raffinati) è contenuta una piccola quota di un ETF che per diverse volte  sono stato sul punto di liquidare, soprattutto negli ultimi mesi.
L’area di investimento di questo ETF è quella delle cosiddette energie rinnovabili o ancora meglio New Energy (visto che per oltre 1/3 le società appartenente al paniere sono attive nel settore del’efficienza energetica – qui il fachsheet). Ad essere sincero nella fasi iniziale di questo investimento molto speculativo (trattandosi prevalentemente di società di piccola e media capitalizzazione), c’era un ragionamento di prospettiva. La transizione massiccia dalle energie fossili a quelle rinnovabili personalmente credo sia una favoletta, ma una maggior peso delle rinnovabili e soprattutto della smart Energy, beh ammetto che credevo potesse diventare una realtà anche a breve. Però il petrolio costava 60, 70, 80 dollari al barile.
Ma perché ho pensato diverse volte di liquidare negli ultimi mesi? Perché il collasso del petrolio (che gli analisti tecnici bravi avevano capito che sarebbe stato imminente dopo la rottura di area 60$) mi faceva supporre una uscita dal settore delle rinnovabili di parecchie società, anche per carenza di domanda e di credito.

Al di là dell’ideale ambientalista, in questo momento cominciano a venire meno diversi elementi di convenienza; il riscaldamento domestico ne è un esempio lampante. L’abbondanza di combustibile fossile a disposizione (e potenzialmente estraibile con le nuove tecnologie) dovrebbe mantenere in territorio low cost per parecchio tempo il costto della provvista energetica di origine fossile. Anche senza fare previsioni troppo lontane, e nonostante le nuove tecnologie delle rinnovabili risultino anno dopo anno sempre più efficienti e meno costose, l’investimento di un qualsiasi utente che si accinge a riscaldare casa con energia rinnovabile rischia di diventare troppo oneroso se confrontato a quello fatto per il gas ad uso domestico.

Pensando che i combustibili fossili a basso costo avrebbero distrutto la competitività di molte delle società impegnate in questo settore, mi attendevo un crollo del Nex Index, il benchmark del mio ETF.
Invece no. Certo non naviga in buone acque, ma a differenza delle società impegnate nel settore oil & gas siamo ampiamente sopra ai minimi del 2012 ed addirittura negli ultimi giorni si intravede una  reazione verso l’alto che se sfociasse in contro rottura verso l’alto avrebbe il sapore di un bel rialzo all’orizzonte.

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Perché questo?

Forse il mercato non crede a prezzi del petrolio così bassi per tanto tempo? Oppure crede che alla fine una guerra in Medio Oriente riporterà in alto i prezzi? Dubito di entrambe le affermazioni; di petrolio ce n’è talmente tanto che pensare ad una carenza in questo momento mi sembra un’ipotesi non plausibile anche se tutto può succedere.

Forse il mercato pensa che per ragioni di sicurezza interna (e di autosufficienza) i paesi occidentali si concentreranno sulle energie alternative nei prossimi anni?

Personalmente mi sto facendo un’idea che in parte ricalca la questione sicurezza energetica, ma che guardando un po’ più avanti mirerà a rilanciare le economie del mondo occidentale e di cui abbiamo parlato anche qui.

Se ci pensiamo un attimo il mondo è in eccesso di capacità produttiva ovunque, nel mondo delle commodity, delle navi portacontainer, delle auto, degli smartphone. Il capitalismo ha bisogno di nuovi obiettivi per i consumatori, nuovi prodotti in grado di stimolare sogni ed acquisti, ma soprattutto nuove manie attorno a cui sviluppare investimenti e finanza. Internet nel 2000, immobiliare nel 2008, commodity poco dopo, biotech l’anno scorso ed ora?

Non so se sarà realmente il settore della new energy la nuova mania speculativa dei prossimi anni, ma sono sicuro che un qualche tema il mercato lo troverà e senza esagerare all’interno del mio 10% la New Energy trova ancora spazio.

Dopo tutto questo bel racconto mi sono convinto che è sempre meglio seguire i “consigli” che ci offre gratuitamente il mercato con la dinamica dei prezzi. Se si rifiutano di scendere un motivo ci sarà ed è inutile perdere tempo a cercare di capire perchè. Ricordate sempre che per avere successo negli investimenti bisogna anche prendere consapevolezza di cosa possiamo e non possiamo controllare. Se avrò avuto ragione, lo vedremo.

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