Che Mestiere Difficile!

pioggiaCrollo di borsa, bear market, recessione in arrivo, bruciati miliardi, gennaio nero, Cina, petrolio, banche, rischio crisi finanziaria, sono solo alcune delle parole che meno di due mesi fa andavano per la maggiore su media economici e non.

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Toni drammatici che preannunciavano tempi durissimi per coloro che rischiavano denaro sui mercati finanziari. Analisti che cominciavano a rivedere al ribasso tutte le loro stime, case d’affari che vedevano il petrolio a 20 dollari, bear market imminente, fenomeni che andavano in giro a dire che loro avevano scaricato tutto il rischio prima del crollo e via così.

Bene questo è ieri sera. Wall Street positiva da inizio anno…

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Il petrolio tocca i 40$ (+100$ rispetto alla quota Goldman)

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Chi vi scrive ha una sua idea espressa chiaramente ad inizio anno qui sul blog l’ultimo giorno del 2015 (quindi in tempi non sospetti). In particolare tra i nostri commenti c’era questo… siamo perfettamente consapevoli che, eccezion fatta per il mercato delle commodities, azioni e bond hanno valutazioni elevate. Il 2016 quindi si presenta come un anno potenzialmente molto volatile come il 2015 e non è escluso che dopo 12 mesi i passi in avanti saranno risicati.

Fortuna o abilità qui non ci interessa saperlo. Avessimo perso la lucidità come certi analisti/giornalisti/investitori hanno fatto in quel turbolento mese di gennaio avremmo anche perso uno dei rally più poderosi di Wall Street degli ultimi anni (in termini di rapporto performance per tempo). Avessimo puntato al petrolio a 20$ come qualcuno voleva farci credere (magari mentre comprava derivati long sul petrolio stesso), ora ci ritroveremmo con un prezzo doppio e nessun asset sulle materie prime in portafoglio.

Bisogna avere l’umiltà di dire che siccome non si sa di preciso dove andranno i prezzi bisogna investire con buon senso, cercando di sfruttare gli eccessi, dando un’occhiata a qualche statistica storica (in fondo la finanza altro non è che un gioco di probabilità) e soprattutto mantenere la calma. Abbiamo degli obiettivi, abbiamo i denari, ok allora usiamo questi ultimi per andare a prendere i primi.

E basta leggere giornali o siti internet con titoloni che vanno dal bruciare miliardi al siamo in bolla. Sport, libri, famiglia, vacanze, dedicatevi a queste ed altre attività e lasciate perdere quel gran mare di notizie che ogni giorno circolano nel mondo finanziario cercando di  dare un senso a cose spesso illogiche ed  imprevedibili.

Nel suo libro Il segnale e il rumore. Arte e scienza della previsione Nate Silver parlando della precisione delle previsioni meteo, indica come alcuni modelli tendono ad essere un pò troppo “bagnati”. Questo significa che viene prevista pioggia un pò troppo spesso.

Può essere un errore del modello oppure è fatto in modo deliberato. Se questo succede motivo è un mix di reputazione e guadagni economici.

Le persone notano un certo tipo di errore, come non prevedere la pioggia, più di altri falsi allarmi. Se comincia a piovere nel bel mezzo di un week end che avevate programmato con cura dopo aver ascoltato le previsioni del tempo, vi arrabbiate come delle pantere maledicendo il Bernacca di turno. Se invece all’improvviso arriva il sole in modo siamo felici per il regalo che ci è stato fatto dal destino. E allora ecco che certe previsioni cercano per forza la sensazione (o la tutela della reputazione), mettendo qualche gocciolina di pioggia anche se non dovrebbero. Se poi il tono assume contorni semi drammarici, vai di click e la pubblicità vola.

Lo stesso vale per i notiziari finanziari. Sguazzano nella tempesta perchè non vogliono che l’utente possa poi accusarli di non aver previsto e soprattutto raccontato quello che ogni volta sembra il crollo epocale dei mercati. Poi ci sono gli ascolti, il traffico internet e quant’altro.

Penso che questi titoli torneremo a vederli nel corso dell’anno e allora noi non faremo altro che rispolverare questo post giusto per ricordare quello che il grande Vujadin Boskov ricordava sempre, dopo pioggia viene sempre sole.

Non c’è che dire, quello del consulente finanziario è ( e resterà) un mestiere molto difficile.

Leggi anche: Il buon senso del principio di ritorno verso la media

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