Questione di Credibilità

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In questi mesi ho letto tanti titoloni di blog indipendenti e testate giornalistiche finanziarie che mettevano in discussione la credibilità delle banche centrali, europea ma soprattutto americana. Yellen balbettante, indecisa, incerta, messa all’angolo. Queste parole mi fanno sorridere soprattutto perchè scommettono contro qualcuno che negli ultimi 30 anni ha sempre vinto.

Ecco alcuni link visti in rete negli ultimi mesi.

30 marzo 2016 http://icebergfinanza.finanza.com/2016/03/30/yellen-banche-centrali-credibilita-zero/

18 febbraio 2016 http://www.rischiocalcolato.it/2015/12/la-pantomima-completa-la-fed-alza-tassi-poterli-abbassare-mercati-dati-macro-lo-confermano.html

18 febbraio 2016 http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-02-11/quella-balbuzie-monetaria-070849.shtml?uuid=ACo7y3RC

18 febbraio 2016 http://www.wallstreetitalia.com/fed-mai-cosi-confusa-costretta-a-rilanciare-il-qe/

16 febbraio 2016 http://www.corriere.it/economia/16_febbraio_12/tassi-usa-fed-senza-munizioni-7a7bb56a-d1ae-11e5-9819-2c2b53be318b.shtml

26 ottobre 2015 http://www.investireoggi.it/economia/la-difficile-scelta-della-fed-tra-lalzare-i-tassi-usa-e-perdere-credibilita/

Chi vi scrive ha una sua idea e può anche decidere di giocarsi un po’ del denaro risparmiato su questa idea, ma fa veramente sorridere anche solo il pensare che la Banca Centrale più importante  e rispettata al mondo è stata messa all’angolo dai mercati. Siamo in terreni inesplorati e, se mi devo fidare di qualcuno, continuerò a farlo con colui che mi offre le maggiori probabilità di salvare le penne.

La situazione è difficile, complicatissima, il sistema capitalistico tradizionale è in crisi, il debito mondiale è troppo alto, la deflazione tecnologica e demografica sta producendo effetti che nemmeno le tradizionali armi valutarie sono riuscite a sconfiggere. E’ già un mezzo miracolo che la Banca Centrale americana sia riuscita a gestire la situazione esplosiva che si è venuta a creare dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2008. Forse, Bernanke prima e la Yellen ora, non hanno peccato di tempestività nel rimuovere gli stimoli monetari, ma mai avrò la presunzione di scrivere o dire che la Fed ha perso il controllo della situazione e credo di potervi dimostrare che non è così.

gmoQuesto ottimo grafico è stato pubblicato da Gmo all’interno di una sua interessante ricerca.

Di fatto gli analisti americani hanno verificato con un semplice ricalcolo che andare lunghi di borsa americana nei cosiddette FOMC days, ovvero nelle sole giornate in cui la Fed si è riunita per decidere sui tassi (8 giorni dal 1981 per ogni anno fino al 2015), rimanendo non investiti in tutti gli altri giorni dell’anno, avrebbe prodotto un rendimento cumulato che, dal 1985 in avanti, è passato da 100 al 215 attuale. Un eccellente trade con un rischio molto modesto. Se pensate che questo numero tutto sommato non è eccezionale sappiate che il 25% dell’apprezzamento della borsa americana versione total return dal 1985 ad oggi è stato proprio generato da queste pochissime giornate di FOMC; ottenere il 25% di una performance lavorando (8/250) il 3% del tempo è il sogno di ogni trader.

Ma la cosa ancora più importante è la tendenza. Se dal 1965 al 1985 le decisioni di politica monetaria erano state ininfluenti, negli ultimi 30 anni questa forma di influenza è aumentata sempre più fino ad assumere un’inclinazione massima nel periodo post 2008. Tuttora la tendenza è al rialzo e questo lascia pensare come i mercati pendono ancora dalle labbra della Fed. Questa è perdita di credibilità e confusione mentale? Se è così allora tutto il mercato ha preso un grosso abbaglio e blog e siti specializzati sono dei fenomeni.

So perfettamente che qualcuno commenterà che la Fed si muove sempre  in modo da favorire i mercati a discapito dell’economia reale. Forse è così, ma forse anche no visto che non mi sembra proprio che da 18 mesi a questa parte gli indici azionari di tutto il mondo stiano progredendo in modo così travolgente. Leggo in questo grafico invece un grande rispetto reciproco  che mi auguro, per il bene di tutti, continui a reggere anche nel corso dei prossimi mesi quando la Yellen metterà nuovamente mano ai tassi di interesse.

Se poi mi sarò sbagliato, pazienza, avrò altri pezzi del mio portafoglio che cercheranno di compensare gli errori di Miss Yellen e soci.

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