Quei Furbetti degli Strategist

Quando vi diciamo di lasciare perdere certe previsioni di mercato che arrivano da guru o presunti tali lo facciamo per ottimizzare il vostro prezioso tempo. Quando poi queste previsioni si concentrano nella parte finale/inziale di un anno il nostro appello si fa più forte  anche leggendo queste cose.
A dicembre l’animo dell’investitore è più sensibile con il cuore gonfio di speranza e di sogni di ricchezza e benessere; le persono sono predisposte a percorrere nuovi orizzonti, a cambiare vita, a smettere di fumare se un colpo finanziario fortunato sarà in grado di far girare la ruota dal verso giusto.

E così i guru di Wall Street non fanno nient’altro che assecondare questo sentimento proponendo target di prezzo sempre più alti. E’ molto più gradevole leggere cose positive e piene di ottimismo piuttosto che affrontare la dura realtà intrisa di sano realismo.

Il marketing finanziario fa leva anche su questo visto che deve vendere i suoi servizi/prodotti in ogni giornata dell’anno e soprattutto in ogni condizione di mercato.

Dell’efficacia di queste previsioni nel corso del tempo ne abbiamo già parlato qui, ma nello specifico lo strategist di Black Rock di cui all’articolo segnalato sopra, aveva proposto solo 3 mesi fa un target 2016 sullo S&P500 di 2175 punti, circa il 5%/6% sopra ai livelli attuali.

Dopo un trimestre lo stesso analista ci dice che stanno per arrivare nuove ondate di vendite. Ma come, non ci avevi offerto sconfinate praterie di ottimismo all’inizio dell’anno? E adesso che facciamo, vendiamo con orizzonte temporale 3 mesi, 3 giorni, 3 ore? O teniamo confidando nella tua previsione di fine 2015? Siamo un pò smarriti.

Ad essere maliziosi il nostro amico analista mette i piedi in più scarpe. Se i mercati andranno bene ci sarà sempre la previsione di Barron’s di fine 2015 ad illuminarlo d’immenso (e nessuno, tranne noi, si ricorderà di questa intervista). Se andranno male ecco che questa segnalazione tornerà buona con la scusa che le condizioni di mercato sono cambiate.

Questo è il classico esempio di come un investitore privato che non fa trading ( in questo caso deve guardare solo i grafici) certe letture deve evitarle puntando sulla creazione di un buon piano di investimento basato su un’asset allocation certamente non statica che però non si lasci influenzare dal rumore che ci circonda quotidianamente.

Letture consigliate: Nate Silver – Il segnale e il rumore. Arte e scienza della previsione

Leggi anche: Tra bonus e aria fritta

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