Conoscere gli Etf: Azionario Europeo REIT

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Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata su un ETF che replica l’indice europeo dei REIT.

Nell’asset allocation di Archeowealth trova spazio in  una percentuale pari al 10% l’Etf iShares European Property, un fondo che ci offre un’adeguata copertura al mercato del Real Estate europeo di fatto permettendoci di investire in asset finanziari tipicamente legati all’inflazione ma con un premio al rischio.

Vediamo quali sono le caratteristiche principali.

L’Etf è gestito da iShares ed è a distribuzione trimestrale del dividendo. La scelta è andata su questo strumento in quanto la replica è di tipo fisico e soprattutto utilizza un indice di replica che esclude la Gran Bretagna. Fermiamoci un attimo sulla metodologia di replica. Come già chiarito qui esiste una certa differenza tra replica fisica piena e a campione ed in questo caso apprezziamo il fatto che la metodologia di replica è completa con tutti i titoli del paniere acquistati dall’Etf.

Sempre rimanendo all’interno di un argomento trattato qui e relativo al prestito titoli, notiamo come l’Etf fa uso di questa pratica che sostanzialmente ha generato nel 2015 3 punti base di ritorno aggiuntivo per il possessore delle quote del fondo. iShares dichiara nel Kiid che gli utili generati da prestito titoli vengono retrocessi al 62,5% ai partecipanti del fondo;  il resto viene trattenuto dalla società.

Andando ancora più in profondità con le informazioni fornite dal sito di iShares notiamo comunque come la media di prestito titoli sul totale del patrimonio gestito è stata piuttosto contenuta nel tempo e pari al 4,5% con un picco del 10,4%. Importante anche verificare come il tasso di collaterale a garanzia del prestito ammonta al 111,8%, quindi garanzie superiori a ciò che il fondo presta a terzi.

Queste considerazioni sono importanti poiché, come viene scritto nel Kiid di questo Etf (come anche quelli degli altri emittenti) … Tra i rischi specifici non adeguatamente rilevati dall’indicatore di rischio vi sono: – Rischio di controparte: l’insolvenza di istituzioni che forniscono servizi come la custodia del patrimonio o che agiscono come controparte di derivati o altri strumenti può esporre il Comparto a perdite finanziarie.

Il Ter (costo totale) dell’Etf risulta essere dello 0,40%.

Qui trovate il factsheet più recente e da questo si può notare come i due terzi del fondo sono investiti in Francia e Germania. Praticamente assente l’Italia per la sostanziale carenza di veicoli di investimento emessi nel nostro paese.

Riteniamo questo strumento un importante veicolo di investimento necessario non solo per diversificare l’investimento azionario in Europa, ma anche per evitare brutte sorprese sul fronte inflazione ed ottenere un  flusso di reddito costante al pari di quello fornito dai prodotti obbligazionari.

Leggi anche: Etf, quando il fisico è meglio del sintetico

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4 thoughts on “Conoscere gli Etf: Azionario Europeo REIT

  1. Dante 21 aprile 2016 / 18:36

    non è preferibile l’analogo eft di deutsche bank che capitalizza i dividendi ? Oppure ci sono altre caratteristiche che rendono più idoneo l’etf dell’articolo ?
    grazie
    Dante

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    • archeowealth 24 aprile 2016 / 10:24

      Non lo abbiamo scelto non per la modalità di replica (fisica ottimizzata) ma perchè comprende le azioni inglesi che fanno quasi un terzo del portafoglio. Volendo beneficiare del QE della Bce e di un asset collegato all’inflazione della zona Euro abbiamo preferito(a malincuore perchè a distribuzione), l’Etf di iShares.

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  2. Lucio 25 giugno 2016 / 11:47

    Cosa ne pensi di affiancare quello Ishares che investe direttamente in GB visto l’attuale calo? grazie

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    • archeowealth 25 giugno 2016 / 15:41

      Credo che per gli inglesi svalutazione della Sterlina e calo nel prezzo degli immobili sia da considerare probabile. Hanno un deficit di partite correnti di oltre il 5% e questo significa che per compensare eventuali capitali in uscita dovranno solo svalutare o in alternativa alzare i tassi, ipotesi che mi sentirei per ora di escludere. Riguarda agli immobili, se dovesse cominciare la smobilitazione di massa delle case d’affari dal Londra (personalmente credo solo a qualche fenomeno di delocalizzazione) quei prezzi folli che si stanno pagando ora per un monolocale…beh auguri. Quindi in conclusione rafforzerei l’investimento REIT in zon Euro ex Uk

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