Tacco e Punta

rally

Ogni investitore  ha un suo personale profilo di rischio, ma credo che il numero di coloro che indicano un certo momento storico come ideale per investire in azioni tende costantemente ad essere inferiore al 20%…e credo di essere ottimista. Chissà perchè il lamento sulla valutazione di un’azione è sempre molto alto. Quando viene giù tutto sta per arrivare la fine del mondo, quando va su tutto siamo in bolla speculativa.

Come sempre un approccio equilibrato appare la scelta più di buon senso, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo tanta incapacità di ammettere che non avremo mai la certezza di sapere cosa succederà domani in borsa. La strategia del tacco punta è applicata nel mondo dei rally con l’obiettivo di mantenere alto il numero di giri, questo per poter inserire la marcia inferiore con il numero adeguato di giri motore senza scomporre il veicolo.

Credo che una strategia di questo genere, al di là di quello che sono le convinzioni sul futuro del mondo azionario, vada adottata in precisi momenti storici tra cui quello attuale. Le valutazione di certi indici (soprattutto quello americano che fa oltre la metà degli indici mondiali) sono obiettivamente elevate e questo rende opportuni certi aggiustamenti di portafoglio nel momento in cui assistiamo ad insperati rally rialzisti.

Pur mantenendo uno zoccolo duro investito in azioni per le note motivazioni di lungo periodo, ci sono momenti in cui è saggio “scalare la marcia” riallocando qualche punto percentuale del proprio portafoglio più volatile e rischioso in asset più tranquilli. Si chiama tattica dentro la strategia. L’eccessiva movimentazione è veleno, l’assoluta assenza di movimentazione rischia di non aver il proprio portafoglio di investimento allineato ai propri obiettivi.

Guardate il grafico seguente e rifletteteci su come ho fatto io.

debtIn verde la variazione nominale annua dell’EBITDA (ovvero il margine operativo lordo di un’azienda, o ancora meglio l’utile societario prima di spese per interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni). Nel 2015 per le società americane la variazione è stata negativa. Andando a vedere i due casi precedenti torniamo al 2009 e al 2001.

Quale dei due assomiglia di più al caso attuale? Per questo guardiamo la colonnina azzura, ovvero la variazione nominale del debito. Scopriamo che nel 2015 la variazione del debito è stata la più alta degli ultimi 20 anni, superiore a quella già elevato del 2001. Normale che questo succeda in una fase di espansione economica, meno normale se variazioni così elevate si verificano per quattro anni consecutivi.

Ovvio che le società private hanno sfruttato i bassi tassi di interesse ed ovvio anche che la Fed proceda con i piedi di piombo nel rimuovere la politica espansiva. Oggi però abbiamo molto debito e poco profitto, un mix potenzialmente letale se l’economia dovesse entrare in recessione.

A rendere la questione ancora più complessa il fatto che secondo S&P il rating medio è BB-, due gradi sotto l’investment grade, ma soprattutto il minimo degli ultimi 15 anni. Quindi tanto debito in mano a società con merito di credito non eccelso e oltretutto poco profittevoli. Poi chiediamoci perchè il mercato high yield è stato oggetto di cali superiori a quelli dell’azionario.

Ma vorrei sottoporre alla vostra attenzione anche questa tabella.

xxIl rapporto prezzo utili attuale della borsa americana di 22 a quale periodo assomiglia? Ma soprattutto qual’è stato il ritorno medio annuo nei 10 anni successivi? Argomenti già affrontati e quindi la maggior parte dei lettori sa di cosa parlo quando parlo di aspettative di rendimento. Come dico sempre non possiamo conoscere il futuro e sapere quando le borse decideranno di correggere verso il basso, ci sono però momenti in cui guidare a tutta velocità può non essere responsabile e allora…vai di tacco punta!

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4 thoughts on “Tacco e Punta

  1. Roberto 22 aprile 2016 / 14:54

    dove si legge il pe delle alte borse ?

    Mi piace

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